Mediatrice di tutte le grazie o Mediatrice di ogni grazia (in latino: Mediatrix omniarum gratiarum) è un antico titolo mariano della Tradizione sacra, che è oggetto di venerazione da parte di alcune comunità di fedeli della Chiesa cattolica. Secondo tale titolo, la Beata Vergine Maria, madre di Dio, è la mediatrice di qualsiasi grazia divina, vale a dire è colei che con la sua preghiera di intercessione presso la Trinità vivente in Paradiso può procurare alle creature umane le grazie richieste. Il titolo di "mediatrice di tutte le grazie" è complementare a quelli di "avvocata, ausiliatrice, benefattrice" e a quello di Corredentrice.
Storia Il titolo di Mediatrice attribuito a Maria apparve per la prima volta nella teologia orientale, dove era venerata come «Mediatrice della legge e della grazia». Entrò nell'uso latino alla fine dell'VIII secolo e ottenne un più ampio consenso nell'XI e XII secolo.Jaroslav J. Pelikan, Mary through the Centuries: Her Place in the History of Culture (New Haven: Yale University Press, 1996) 130-31. Come citato in (permalink) (dissertazione dottorale)
A partire dalla metà del XVIII secolo, papa Benedetto XIV descrisse il ruolo di mediazione della Madre di Gesù nella grazia come «un flusso celeste attraverso il quale tutte le grazie e i doni raggiungono l'anima di tutti i miseri mortali».Papa Benedetto XIV (1740-1758), Op. Omnia, v. 16, ed., Prati, 1846, p. 428. Si veda anche l'elenco dei testi pontifici in Mark Miravalle, Mary Co-redemptrix, Mediatrix, Advocate, Santa Barbara, Queenship Publications, 1993, pp. 39-48.
All'inizio del XIX secolo, nella Ampliatio privilegiorum ecclesiae B.M. Virginis, papa Pio VII la definì "dispensatrice di ogni grazia".
L'enciclica Ubi Primum (1849) di Pio IX affermò:
La lettera apostolica Octobri mense (1891) dichiarò:
Ciò equivaleva ad affermare la mediazione mariana di ogni grazia. Citando san Bernardino da Siena, aggiunse che ogni grazia ha tre gradi: dal Dio Trinitario passa alla persona di Cristo, da Gesù alla Vergine, da Maria a ogni creatura umana.
Nell'enciclica Iucunda Super Expectatione dell'8 settembre 1894, papa Leone XIII affermava:
La devozione a Maria Mediatrice di tutte le Grazie era presente anche nei fondatori dei Dehoniani e delle Ancelle dell'Amore misericordioso.
Nel 1921, su impulso del cardinale Désiré-Joseph Mercier, papa Benedetto XV concesse a tutto il Belgio un ufficio e una messa nei quali la Beata Vergine Maria era venerata come mediatrice di tutte le grazie.
I gesuiti spagnoli accolsero la proposta del cardinale Mercier dal Belgio di promuovere la proclamazione del dogma di Maria Mediatrice di tutte le grazie. Infatti, nel 1916, la rivista Sal Terrae diede inizio a questo movimento con diverse pubblicazioni che furono proseguite dal gesuita Pablo Villada nella rivista Razón y Fe, che pubblicò tutti i suoi articoli nel 1917 in un libro intitolato For the dogmatic definition of Our Lady’s universal mediation (Per la definizione dogmatica della mediazione universale della Madonna), il primo libro spagnolo dedicato a questo tema. Nel 1940, subito dopo la fine della Guerra civile spagnola (1936-1939), fu fondata la Società Mariologica Spagnola, la terza al mondo (dopo quella belga, nata nel 1931, e quella francese, fondata nel 1934). Il suo obiettivo principale era quello di organizzare ogni anno un simposio con studi e conferenze dei più importanti studiosi spagnoli di mariologia e di pubblicare le loro opere nella rivista della Società Estudios Marianos. La società ha spesso trattato temi relativi alla corredentrice Maria nei suoi simposi. Ad esempio: 1942: La cooperazione di Maria alla salvezza: la corredentrice Maria 1947: Maternità spirituale 1957: La corredentrice Maria (di nuovo) 1965 e 1967: l'insegnamento mariano nella Lumen Gentium (Vaticano II) con studi di Olegario Domínguez, Emilio Sauras e Ángel Luis Iglesias sulla mediazione mariana nel dibattito del concilio 2003: La collaborazione e la redenzione di Maria 2017: La mediazione mariana.
L'enciclica Miserentissimus Redemptor del 1928 invocò Maria come avvocata dei peccatori, dispensiera e mediatrice di grazia. La Lumen Gentium (n. 62) afferma che la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice.
Papa Pio XI incaricò tre commissioni teologiche che diedero parere favorevole alla formulazione della mediazione universale di Maria. Dalla sua maternità divina derivarono il suo ruolo di madre dei figli di Dio e quindi di Mediatrice di tutte le grazie.
Maria Mediatrice di tutte le Grazie è la patrona della Fraternità della Curia Generale dell'Ordine dei frati minori a Roma. È venerata con questo titolo anche dalla Fraternità sacerdotale San Pio X. (parte 2
Aspetti teologici I Teologi distinguono tra mediazione universale (mediatio in universali) e mediazione particolare (mediatio in speciali) della Vergine Maria: mentre la prima riguarda il ruolo di Maria quale Madre di Dio e quindi fonte della grazia salvifica, la seconda interessa l'intercessione di grazie particolari a favore di qualcuno. La distinzione è simmetrica a quella tra corredenzione remota e immediata.
Nei santi Commentando , sant'Alfonso Maria de' Liguori affermò che Cristo che è l'Amore stesso ispirò l'infinita carità di Maria verso il prossimo, carità che le consente di prestare soccorso in favore di chiunque la invochi e in cui consiste la Sua mediazione di grazia.Le Glorie di Maria (IV, 3). Come citato in
San Massimiliano Kolbe avanzò la proposta di istituire un'Accademia dell'Immacolata per promuovere il titolo di Mediatrice di tutte le grazie.Gli scritti di Massimiliano Kolbe (3 voll., Firenze 1975-1978), n. 508 (1:930), n. 647 (2: 215-216). Come citato in
Secondo Nicholas L. Gregoris S.T.D., negli scritti di John Henry Newman, vi sono elementi a sufficienza per stabilire che egli sosteneva il titolo di Maria Mediatrice e alcuni altri a favore del titolo di Maria mediatrice di tutte le grazie.
Il beato don Giacomo Alberione scrisse un volume intitolato La Mediatrice di tutte le grazie (San Paolo Casa Generalizia, 1954). Essa cita una preghiera di sant'Efrem il Siro che venerava Maria con queste parole:
Inoltre, menziona san Bernardo di Chiaravalle :
Proposta di definizione dogmatica
Nel 1896 il sacerdote gesuita francese René-Marie de la Broise ravvisò che l'enciclica Octobri Mense di papa Leone XIII asseriva che tutte le grazie di Gesù Cristo sono impartite mediante Maria. Broise propose che il Pontefice formulasse una definizione dogmatica sul ruolo di Maria nella dispensazione della grazia divina e tuttavia non richiese esplicitamente che ella fosse dichiarata Mediatrice di tutte le grazie.
Pur non riferendosi esplicitamente alla questione teologica oggetto della presente voce, il Dicastero per la dottrina della fede dichiarò che esistono anche insegnamenti definitivi che, pur non essendo stati ancora proclamati come dogmi, nondimeno potrebbero esserlo in futuro:
Celebrazioni in Belgio Otto anni più tardi, in Belgio, il sacerdote redentorista François Xavier Godts scrisse il libro intitolato De definibilitate mediationis universalis Deiparae (Sulla definibilità della mediazione universale della Deipara) nel quale proponeva che si definisse Maria come la mediatrice di tutte le grazie. Nell'aprile 1921 Désiré-Joseph Mercier, cardinale arcivescovo di Mechelen, scrisse ai vescovi a sostegno di tale proposta.
Nel 1921, in risposta alle petizione ricevute dal Belgio, di cui una era stata sottoscritta da tutti i suoi vescovi, la Santa Sede concesse che in Belgio avesse luogo annualmente la celebrazione di una festa dedicata al titolo di Maria mediatrice di tutte le grazie.Mark Miraville (a cura di), 2008, Mariology: A Guide for Priests, Deacons, Seminarians, and Consecrated Persons, Queenship Publishing. . p. 448.
Nelle edizioni a stampa del Messale Romano pubblicate da quella data fino al 1961, la messa di Maria mediatrice di tutte le grazie era riportata nell'appendice intitolata Missae pro aliquibus locis (Messe per alcuni luoghi), mentre era assente dal calendario generale romano.Si veda, ad esempio, l'edizione a stampa del 1957 e quella della fine degli anni Venti La celebrazione belga fu in seguito sostituita da una memoria facoltativa in onore della Vergine Maria mediatrice, che si celebrava il 31 agosto.
Opposizione alla definizione dogmatica I padri conciliari del Vaticano II e i papi che lo presiedettero, Giovanni XXIII e Paolo VI, decisero di non procedere con nuove definizioni dogmatiche. La Lumen gentium avvertiva che il titolo di mediatrice dovesse essere inteso in modo tale da non togliere né aggiungere nulla alla dignità e all'efficacia di Cristo quale unico mediatore.
Nell'agosto 1996 si tenne a Częstochowa un congresso mariologico, dove la Santa Sede fece istituire una commissione di studiosi alla quale domandò un parere circa la possibilità di proporre la proclamazione di un quinto dogma mariano, quello di Maria corredentrice, mediatrice e avvocata. La commissione dichiarò all'unanimità che non era opportuno abbandonare la strada tracciata dal Concilio Vaticano II e procedere alla definizione di un nuovo dogma, ovvero definire per quei titoli un quinto dogma mariano. La Dichiarazione di Czestochowa rilevò che, mentre a questi titoli poteva essere attribuito un contenuto conforme al deposito della fede, tuttavia essi, così come sono stati proposti, risultano ambigui e possono essere intesi in modi molto diversi.L'Osservatore Romano, 25 giugno 1997, p. 10
Sostegno alla definizione dogmatica Nel Sermo de regia dignitate Beatæ Mariæ Virginis did San Bonaventura, citato nel Breviario Romano, si afferma:
Quella che è stata definita come una esigua minoranza in crescita di esponenti del laicato e del clero ha continuato a chiedere la proclamazione del dogma della mediazione universale di Maria. Uno di questi gruppi si chiama Vox Populi Mariae Mediatrici ("Voce del popolo per Maria mediatrice").
L'8 febbraio 2008 cinque cardinali e più di 500 vescovi sottoscrissero una petizione indirizzata a papa Benedetto XVI nella quale si chiedeva di dichiarare la Beata Vergine Maria corredentrice e mediatrice.
Il 25 marzo 2010 la rivista Inside the Vatican e il Collegio San Tommaso Moro organizzarono a Roma una giornata di confronti e dibattito sul tema.
Nel dicembre 2019, durante la messa svoltasi nella Basilica di San Pietro per la festa di Nostra Signora di Guadalupe, papa Francesco affermò che un'immagine della Morenita gli suggeriva tre termini: donna, madre e meticcia.il secondo termine, in particolare, perché «Maria fa di Dio un meticcio, vero Dio ma anche vero uomo Nella stessa occasione, il Pontefice scoraggiò pubblicamente le proposte a favore di un nuovo titolo dogmatico, asserendo:
Devozione nelle Filippine
Nel 1948, nel monastero carmelitano di Lipa, Teresita Castillo fu protagonista di una presunta apparizione di Maria nella quale la Vergine chiedeva di essere venerata col titolo di "Mediatrice di ogni grazia". L'arcivescovo emerito locale Ramon Cabrera Arguelles si dichiarò personalmente convinto della veridicità delle apparizioni del 1948 e incoraggiò la venerazione della Vergine con questo titolo.
Nell'arte Il tema iconografico della Madonna che allatta riproduce l'idea secondo cui se Cristo è stato il mezzo della salvezza dell'uomo, la Vergine è stata il mezzo attraverso il quale Egli è stato consegnato al regno terreno. La mediazione terrena di Gesù, inerente alla grazia, è stata resa possibile dalla mediazione di Maria nel concepimento verginale.
Note
Bibliografia Umile Giletti OFMCap (Convento Maria SS.ma della Delibera – Terracina), La Mediatrice universale della Grazia. Riflessioni e meditazioni su un dogma necessario, Edizioni Segno, 2021, 236 p. Fundamentals of Mariology, p. 66, n. 115; "Mary, Mediatrix of all Graces," Our Lady's Digest 6 (March 1952): 410