Non si conosce nulla della vita di questo patriarca, menzionato negli elenchi tradizionali dei patriarchi di Gerusalemme tra Atanasio III e Lazzaro. Storicamente, è documentato in una sola occasione: in un manoscritto della lavra di San Saba dell'XI secolo, si trova una sua iscrizione in arabo datata 1322. Athanasios Papadopoulos-Kerameus, Iεροσολυμιτική Bιβλιοθήκη, vol. II, Pietroburgo, 1894, pp. 228-229. Venance Grumel, Notes de chronologie patriarcale. Un synchronisme des patriarches (Constantinople, Alexandrie, Antioche, Jérusalem), dans un rouleau liturgique de l'Athos (XIVe s.), Mélanges de l'Université Saint-Joseph, vol. 38 (1962) p. 267. Konstantin Aleksandrovich Panchenko, Grigoriy II, Enciclopedia Ortodossa, vol. 12, pp. 609-610. Questo farebbe supporre che Gregorio II non fosse greco, ma arabo.
Alcuni autori Joseph Nasrallah, Histoire du mouvement littéraire dans l'Église melchite du Ve au XXe siècle. Contribution à l'étude de la littérature arabe chrétienne, vol. III, tome 2 (1250-1516), Louvain-Paris, 1981, pp. 52 e 62. attribuiscono a Gregorio II di Gerusalemme la professione di fede che inviò, in occasione della sua elezione, al patriarca di Costatinopoli Giovanni XIII Glykys (1315-1319), il quale gli rispose invitandolo a venire nella capitale imperiale. In realtà questa documentazione non riguarda il patriarca di Gerusalemme, ma l'omonimo e contemporaneo Gregorio II di Alessandria (ca. 1316-1354). Franz Ritter von Miklosich, Acta et diplomata graeca medii aevi sacra et profana, tomus I, 1860, pp. 20-25.
Note
Gregorio 02