Agiografia Questi santi egiziani sono menzionati nella lettera che Dionisio di Alessandria scrisse a Fabio di Antiochia e che fu pubblicata da Eusebio di Cesarea nella Storia ecclesiastica.Libro VI, capitolo 41, 19-20. Testo in inglese in: Philip Schaff, Eusebius Pamphilius: Church History, Life of Constantine, Oration in Praise of Constantine, Christian Classics Ethereal Library, nn. 19-20.

Secondo il racconto di Dionisio, all'epoca delle persecuzioni di Decio (249-251) furono arrestati in Egitto Erone, Atéo, Isidoro e il quindicenne Dioscoro. Pensando di aver vita facile con il giovane, il giudice cercò di costringerlo, prima con la persuasione e poi con la tortura, ad abiurare la fede cristiana. Vista la sua tenacia e la saggezza con cui rispose alle domande del giudice, Dioscoro fu lasciato andare ed era ancora vivo quando Dionisio scrisse la sua lettera. Gli altri tre invece furono sottoposti a tremende torture prima di essere condannati al rogo.

Nelle traduzioni latine della storia di Eusebio, il nome di Atéo fu modificato in quello di Arsenio.

Culto La memoria di questi martiri fu inserita al 14 dicembre nei martirologi medievali della Chiesa cattolica, quelli di Floro, di Adone di Vienne e poi nel martirologio di Usuardo. In questi martirologi si fa memoria anche di Dioscoro, benché dal racconto di Dionisio non risulta che abbia subito alcun martirio.

Dai martirologi medievali, la memoria fu inserita da Cesare Baronio nel martirologio romano, nel quale si dice che "per divino volere, Dioscoro fu lasciato andar libero per consolazione dei fedeli". La riforma del martirologio operata dopo il Concilio Vaticano II, ha modificato la memoria di questi santi, con l'introduzione anche del martirio di Dioscoro:

Note

Bibliografia

Categoria:Gruppi di santi cristiani