Il Moulin Rouge (in italiano, letteralmente "Mulino Rosso"), situato nel famoso quartiere a luci rosse di Pigalle, nel XVIII arrondissement di Parigi, vicino a Montmartre è uno dei più famosi locali di Parigi, inaugurato il 6 ottobre 1891 da Charles Zidler e da Joseph Oller.

La sede originale del teatro, che bruciò nel 1915, era stata cofondata nel 1889 da Charles Zidler e da Joseph Oller (quest'ultimo era anche proprietario dell'Olympia di Parigi). Posto nei pressi di Montmartre nel quartiere di Pigalle, su Boulevard de Clichy, il locale divenne particolarmente famoso per la presenza di un mulino a vento di colore rosso sul tetto della struttura, che appunto diede il nome al locale.

Il Moulin Rouge è noto universalmente per essere il luogo di nascita spirituale del can-can. Originariamente introdotto come danza seduttiva utilizzata dalle cortigiane che qui si trovavano per intrattenere i clienti, il can-can divenne una vera e propria forma di spettacolo, dal Moulin Rouge a tutti i cabaret d'Europa. Attualmente il Moulin Rouge, che ancora è operativo come locale, è principalmente un'attrazione turistica che offre spettacoli di musica e danza ai visitatori di tutto il mondo. L'interno è decorato con uno stile ancora tipicamente fin de siècle francese.

Storia La nascita del Moulin Rouge e i grandi successi della Belle Époque

Il Moulin Rouge nacque sull'onda del successo del Moulin de la Galette, un ristorante danzante ricavato nel 1870 dentro un vecchio mulino a vento nella parte alta di Montmartre, un quartiere all'epoca periferico della città, abitato da artisti, pensatori e personaggi in cerca di divertimenti e ispirazioni in ambiente bucolico. Charles Ziedler e Joseph Oller, allora proprietari dell'Olympia pensarono di creare un cabaret sullo stesso stile del Moulin de la Galette a Pigalle, proprio ai piedi di Montmartre, e di costruirvi sopra un finto mulino (vista la mancanza di vento in quella zona), ma di colore rosso, così che potesse immediatamente risaltare nell'ideale della popolazione per la sua stravaganza, divenendo nel contempo l'emblema del locale. L'idea era quella, attraverso il locale, di attirare i cittadini più ricchi, di farli investire nell'area per poterla rivalutare e consentire ai differenti ceti sociali di mescolarsi tra loro, contribuendo ad arricchire l'intero quartiere e la città di Parigi di nuove sfumature. Del resto il locale stesso sorgeva nella favolosa epoca della Belle Époque che rappresentò per Parigi e per la Francia intera un periodo di rinnovato splendore e spensieratezza dopo i difficili anni della Guerra franco-prussiana che aveva pesantemente piegato l'economia e la società francese.

Il suo successo fu pressoché immediato, anche per il vasto repertorio di spettacoli (dai più ordinari ai più curiosi come quelli messi in scena da Joseph Pujol alias Le Pétomane o da Edme-Étienne-Jules Renaudin alias Valentin le Désossé, celebre contorsionista), oltre a un ampio repertorio di danze e balli fra cui il celeberrimo can-can, ballo nato dalla "quadriglia naturalistica" e divenuto un segno distintivo internazionale dello stesso Moulin Rouge, in particolare nella versione musicata da Jacques Offenbach per il Galop infernal del suo Orfeo all'inferno che ancora oggi è la più nota. Queste esibizioni di danza erano assolutamente rivoluzionarie per l'epoca al punto che tanti di questi balli furono ritenuti licenziosi dall'opinione pubblica che iniziò a bollare il Moulin Rouge come un locale di infimo ordine frequentato da donne di malaffare e da perdigiorno. Queste considerazioni di parte della critica, a ogni modo, non fecero altro che accendere ulteriormente i riflettori sul Moulin Rouge e aumentare la curiosità dei numerosi visitatori che ogni anno si portavano a Parigi anche esclusivamente per assistere agli spettacoli che qui si tenevano. I momenti danzanti ebbero a ogni modo, dal 1889, un ritrattista d'eccezione nella persona del celebre artista francese Henry de Toulouse-Lautrec, assiduo frequentatore dei quartieri di Pigalle e Montmartre. Toulouse Lautrec trovò nel locale molte fonti di ispirazione e ritrasse molti degli abituali frequentatori del locale, in particolare la ballerina Louise Weber soprannominata La Goulue (la golosa). Sembra che nel 1891 sia stato proprio Toulouse-Lautrec a persuadere la ballerina ad abbandonare il Moulin de La Galette dove aveva già una carriera affermata per esibirsi al Moulin Rouge fondato due anni prima. Per l'occasione fu lui personalmente a disegnare e far stampare il famoso manifesto con la rappresentazione del La Goulue.

Il 26 ottobre 1890 venne in visita al locale l'allora principe di Galles e futuro Edoardo VII d'Inghilterra il quale, in una sua visita privata a Parigi, prenotò un tavolo per vedere la celebre quadriglia del can-can la cui reputazione aveva già travalicato la Manica. Riconoscendolo, La Goulue, si pose a danzare davanti a lui dicendo spontaneamente "Hey, Galles, si paga lo champagne eh!". Nel 1893 venne qui messa in scena una edizione del Bal des Quat'z'Arts che fu causa di grande scandalo con la sua processione di una Cleopatra (la celebre modella Sarah Brown) nuda circondata da altre donne completamente nude. Il 12 novembre 1897 il Moulin Rouge chiuse i battenti per un giorno intero per la prima volta dalla sua apertura in occasione della morte del direttore e cofondatore, Charles Zidler. Nel 1900 in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi, il locale venne affollato per la prima volta da numerosissimi spettatori da ogni parte del mondo, fatto che contribuì a diffondere pressoché ovunque la fama delle "signorine di Parigi" come pure il modello di intrattenimento parigino offerto dal Moulin Rouge, con la nascita di locali analoghi anche in altre parti del mondo.

Da locale di intrattenimento a teatro per operette e spettacolo

Nei primi anni del XX secolo, il repertorio del Moulin Rouge si trasformò parzialmente lasciando un maggiore spazio all'operetta e aprendo la strada verso il successo a molti artisti. Dal 29 novembre 1902 al gennaio del 1903, il locale rimase chiuso per dei lavori di rifacimento che vennero realizzati da Édouard Niermans, uno degli architetti parigini più noti della Belle Époque (progettista tra l'altro de le Folies Bergère), divenendo ben presto uno dei templi internazionali per l'operetta. Il 3 gennaio 1907 fece particolare scandalo il bacio nel corso dell'operetta "Il sogno egiziano" tra l'attrice Colette e la sua amante, la duchessa de Morny (Mathilde de Morny detta "Missy") sul palco del teatro.

Il 29 luglio 1907 vi fu la prima apparizione pubblica di Mistinguett sul palco del Moulin-Rouge nello spettacolo "La Revue de la Femme", artista oggi riconosciuta a giudizio unanime come la più famosa vedette del locale parigino. Il suo talento emerse ben presto allo scoperto al punto che l'anno successivo la sua partecipazione con Max Dearly in "The Sled Waltz" segnerà il suo primo vero grande trionfo. Il 9 aprile 1910 fece sensazione il fatto che durante una rappresentazione dell'operetta "Revue amoureuse" un'ex dama di compagnia dell'imperatrice Eugenia che assisteva in sala allo spettacolo, affascinata dalla fedele ricostruzione della cerimonia di ritorno delle truppe napoleoniche dall'Italia dopo la seconda guerra d'indipendenza italiana non riuscì a trattenersi dal gridare a gran voce "Lunga vita all'Imperatrice!".

Il Moulin Rouge viene distrutto da un incendio il 27 febbraio 1915. I lavori di ricostruzione iniziarono subito, ma vennero completati solo nel 1921 con le forme attuali.

Gli anni di Mistinguett

Dopo la guerra, fu Francis Salabert a prendere il controllo del Moulin Rouge. Uomo d'affari più che uno showman, egli affidò sapientemente a Jacques-Charles, il principale gestore di riviste teatrali del suo tempo, la cura di far rivivere i colori del cabaret di fine Ottocento al più celebre tra i locali del genere di tutta Parigi e nel mondo. Il Moulin Rouge riprese quindi la propria tradizione con attrici del calibro di Gina Palerme, Mistinguett, Jeanne Aubert e Maurice Chevalier, unitamente alla presentazione, per la prima volta a Parigi, delle riviste americane con protagoniste le Hoffmann Girls.

Nel 1923, Raphael Beretta, compositore e direttore d'orchestra che già aveva diretto le orchestre de le Folies Bergère, de l'Olympia e del Casinò di Parigi, propose di restaurare la sala della musica del Moulin Rouge con la costruzione di un grande edificio apposito. Non mancarono a ogni modo gli eccessi e qualche insuccesso come lo spettacolo proposto per l'annata del 1927 quando, alla prima, le ballerine che dovevano uscire da una torta di panna si ritrovarono le scarpe ripiene e particolarmente scivolose, motivo per cui non riuscirono a camminare né a ballare, portando a rivisitare l'intero spettacolo.

La presenza ormai fissa di Mistinguett al Moulin Rouge fu un vero toccasana per la fama del locale: fu lei a creare molte delle sue canzoni più note che poi divennero famose in tutto il mondo come Valencia, Ça, c'est Paris, Il m’a vue nue e On m’suit, quest'ultima eseguita in coppia con Jean Gabin. Pierre Fouchet divenne impresario del teatro e chiamò Jacques Charles a ricoprire il ruolo di direttore artistico del locale con Mistinguett quale sua co-regista; il socio Earl Leslie divenne direttore del laboratorio di cucito per creare nuovi e sempre sgargianti costumi da utilizzare negli spettacoli che di stagione in stagione divenivano sempre più elaborati.

Dopo Mistinguett

Nel 1929, Mistinguett si ritirò dalle scene e lasciò il Moulin Rouge il cui teatro da 1500 posti era uno dei più grandi d'Europa. La rivista "Black Birds" di Lew Leslie, eseguita da una troupe di cento artisti di colore, accompagnata dalla Jazz Plantation Orchestra, si esibì al Moulin Rouge tra il giugno e l'agosto del 1929, sollevando nuovi successi.

Con la diffusione del cinema, verso la fine degli anni Trenta, la fama del Moulin Rouge, sembrò offuscarsi, ma si trattò solo di un periodo transitorio dal momento che nel 1937 esso venne riconvertito in night club moderno. Nello stesso anno, la compagnia del Cotton Club, particolarmente in voga a New York, si portò al Moulin Rouge con Ray Ventura. Durante gli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1939 e il 1945, il Moulin Rouge si ridimensionò notevolmente nelle proprie attività relegando si al ruolo di sala da ballo senza i favolosi spettacoli delle gloriose epoche precedenti.

A ogni modo, già nel secondo dopoguerra, gli astri nascenti della canzone francese Édith Piaf e Yves Montand concorsero ad accrescere nuovamente la notorietà di questo luogo.

L'epoca del rinnovamento Negli anni cinquanta del Novecento, il Moulin Rouge conobbe un nuovo periodo di splendore grazie alla direzione di Georges France e in particolare ai programmi che per la prima volta posero un accento maggiormente culturale ai suoi temi, come la ripresa dei poster a programma in omaggio a Toulouse-Lautrec. Il 22 giugno 1951 Georges France acquisì direttamente il Moulin Rouge intraprendendovi dei considerevoli lavori di ristrutturazione dell'intera struttura, affidando i medesimi a Henri Mahé uno dei principali arredatori d'interni dell'epoca, e agli architetti Bernard de La Tour d'Auvergne e Marion Tournon-Branly che disegnarono il layout della nuova sala. Ancora una volta al Moulin Rouge tornò il celebre can-can con la volontà di recuperare lo spirito originario del locale e le sue principali attrazioni che l'avevano reso così famoso nel mondo, sfruttando l'ondata di positivismo del dopoguerra francese e la volontà di ripresa agli albori del boom economico. Il 19 maggio 1953, alla presenza dell'allora presidente della repubblica francese Vincent Auriol, si esibì per la prima volta su un palcoscenico europeo il celebre cantante americano Bing Crosby. Il favoloso pubblico di 1200 persone, portò dopo poco a esibirsi anche Joséphine Baker.