Biografia
Nativo di Verona, ebbe in quella città tra i suoi maestri di chirurgia Antonio Manzoni e Alessandro Montagna. Si trasferì poi in Francia, a Rouen, dove apprese dal celebre Claude-Nicolas Le Cat la nuova tecnica della litotomia laterale che poi diffuse in Italia al suo ritorno in patriaFreschi 1843-1851, vol. VIII, parte II, pp. 1240-3..
La sua abilità nell’operare il “mal della pietra” lo rese celebre anche all’estero. Per questo motivo risiedette a lungo a Vienna e fu persino invitato in Lituania dal Conte Carp, uno dei personaggi più influenti di quel Granducato, che soffriva di calcoli. Alla fine, il conte non ebbe il coraggio di sottoporsi all’intervento ma fece sì che Paiola fosse nominato membro onorario dell’Università di VilniusCiampi 1830, p. 40..
Un documento del 1808 affermava che a quell'epoca Paiola aveva operato di calcoli 779 individui di cui solo dieci erano deceduti in seguito all'intervento, percentuale straordinaria per quell'epocaFreschi 1843-1851, vol. VIII, parte II, p. 1314, nota 1..
Fu socio dell’Ateneo Veneto che, dopo la sua morte avvenuta a Venezia nel 1816Levi 1835, p. 47., lo volle ricordare con un grande bassorilievo in marmo, opera di Luigi Zandomeneghi, ancora oggi visibile nella sala di lettura dell’istituzione venezianaZampetti 2003, p. 112.
Un medaglione di marmo con il profilo del volto di Paiola fu collocato, nel 1858, in una galleria al primo piano del Palazzo Ducale di VeneziaBlanchard 1909, p. 248..
Intitolazioni
Tullio Gozzi, pioniere nelle costruzioni in cemento armato, dedicò a Paiola il primo ponte in cemento armato (1908) realizzato a Verona con il sistema 'Hennebique' sul torrente AvesaSi veda:https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=57936.
Note
Bibliografia
Raphaël Blanchard, Épigraphie Médicale : Corpus inscriptionum ad medicinam biologiamque spectantium, Asselin et Houzeau, Paris, 1909 Sebastiano Ciampi, Notizie di medici, maestri di musica e cantori, pittori, architetti, scultori ed altri artisti italiani in Polonia e polacchi in Italia, Balatresi, Lucca 1830, p. 40 Francesco Freschi, Storia della medicina, in aggiunta e continuazione a quella di Curzio Sprengel, Tip. della Speranza, poi Perelli e Mariani, poi Volpato, Firenze-Milano 1843-1851, 7 volumi Mose Giuseppe Levi, Ricordi intorno agli incliti medici chirurghi e farmacisti che praticarono loro arte in Venezia dopo il 1740, Antonelli, Venezia 1835, pp. 43-48 Pietro Zampetti, Guida alle Opere d'arte della Scuola di San Fantin - Ateneo Veneto, Ateneo Veneto, Venezia 2003, pp. 112-115