Sirāt è un film del 2025 diretto da Óliver Laxe.
È stato presentato in concorso al 78º Festival di Cannes, dove ha vinto il Premio della giuria.
Trama Luis e il suo figlio dodicenne Esteban giungono a un remoto rave nelle profondità delle montagne del Marocco meridionale. Mar, figlia maggiore di Luis, è sparita da cinque mesi senza dare più notizie di sé e sperano di trovarla in una di queste feste interminabili a cui la ragazza amava partecipare. Immersi nella musica elettronica accompagnata da droghe e in una libertà selvaggia a loro estranea, diffondono instancabilmente le foto della ragazza con la speranza che qualcuno di loro l'abbia vista. Nel frattempo in Marocco scoppiano sommosse e fronti militari si combattono in diverse parti del paese. Al raduno sopraggiunge un contingente dell'esercito che ferma il rave e disperde i partecipanti adducendo ragioni di sicurezza per gli europei presenti. Luis e suo figlio si uniscono a un piccolo gruppo che, a bordo di due grossi veicoli, riesce a sfuggire alla colonna di mezzi dell'esercito addentrandosi tra le montagne e il deserto, ma l'auto di Luis è inadatta a quel terreno aspro. Nel gruppo di girovaghi, i due instaurano una amicizia con Tonin, Jade, Stef, Bigui e Josh, che gli spiegano che la ragazza potrebbe essersi aggregata a un altro gruppo recatosi verso il deserto della Mauritania per organizzare un altro evento.
Dirigendosi verso sud, per dare meno nell'occhio, il gruppo decide di percorrere le strade di montagna, molto ripide, strette e accidentate. Uno dei due veicoli più grandi rimane incastrato nel suolo dissestato. Luis presta il suo aiuto, mentre Esteban aspetta in macchina. Liberato il mezzo Luis sente Esteban gridare, si volta e vede il minivan scivolare all'indietro in discesa e cadere nel vuoto della scarpata. Esteban muore insieme con il suo cane Pipa e non è possibile tornare indietro a recuperare i corpi.
Decidono di proseguire per cercare aiuto, senza successo, presso le comunità locali. Luis, sotto shock, si allontana da solo a piedi nel deserto. Viene raggiunto successivamente dal gruppo. Ripartono insieme e si fermano per la notte. Il mattino seguente decidono di sostare in quel luogo, una porzione aperta di deserto vicina a una catena montuosa, per raccogliere le idee e cercare di superare il lutto con l'aiuto di “una buona pianta”. Sotto l'effetto del vegetale iniziano a ballare a ritmo di musica. Ballando, Jade si allontana dagli altri, mette il piede su una mina ed esplode. Tonin si lancia verso di lei e a sua volta esplode. I superstiti si rendono conto di essere nel bel mezzo di un campo di mine. Riescono ad uscire utilizzando i mezzi mandati avanti da soli per tracciare un percorso, ma li perdono entrambi e anche Bigui rimane ucciso. Luis, Josh, Stef e il cane di Jade riescono ad arrivare alle montagne e poi raggiungono a piedi un treno che li porta (si spera) in salvo.
Produzione Pur essendo ambientato in Marocco, per ragioni fiscali il film è stato girato in parte in Spagna, nelle zone desertiche delle province di Teruel e Saragozza, e in parte in Marocco, tra al-Rashidiyya e Erfoud. Il film è stato girato in Super 16 millimetri come scelta estetica.
La parola Sirāt nella mistica islamica indica il ponte lungo e stretto che, attraversando l'inferno, conduce al paradiso:
A parte Sergi López, il regista ha scelto di lavorare con tutti attori non professionisti. La costumista Nadia Acimi è una frequentatrice di rave party e ha curato anche il casting reclutando veri appassionati di raduni alternativi, per preservare il più possibile la genuinità di questa controcultura.
Nel film è stato svolto un importante lavoro anche sulla musica e sul sonoro in generale, grazie a Kangding Ray (pseudonimo di David Letellier, D.J. e produttore francese di musica elettronica), che ha prodotto tracce di musica Techno e ambient lavorando a una colonna sonora che passa da ritmi tribali nella prima parte del film a sonorità più eteree nella seconda parte, quando i personaggi si confrontano con il deserto geografico ma anche con il deserto interiore.
Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima il 15 maggio 2025 al 78º Festival di Cannes e distribuito nelle sale cinematografiche spagnole a partire dal 6 giugno 2025, in quelle francesi dal 3 settembre 2025 e in quelle italiane dall'8 gennaio 2026.
Accoglienza Incassi Il film ha incassato .
Critica Critica internazionale Il film è stato accolto positivamente dalla critica: su Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 93%, su Metacritic un voto medio di 85/100.
Critica italiana Il film in Italia ha ricevuto un'accoglienza critica generalmente positiva. Il giornalista Giulio Zoppello su Today scrive che il film ha «la capacità di essere inquietante, umanissimo, di portarci dentro la vita e le interazioni di una compagnia tra le più strane viste sul grande schermo», la critica Chiara Zuccari su Sentieri selvaggi nota che è un «film pulsante che nasconde però un'anima mortifera e spietata, che celebra la ritualità tribale connessa all'ambiente circostante e agli stati di trance collettiva»; Teo Youssoufian su CineFacts scrive che «Oliver Laxe firma un capolavoro visivo e sonoro che è un viaggio nel deserto tra techno, spiritualità e ostinata speranza». Michele Corrado, scrivendo per Ondacinema, assegna al film un voto di 7,5 su 10, paragonando Laxe a «una versione pop di Béla Tarr». Viene apprezzata la fotografia di Mauro Herce, che con le musiche di Kangding Ray rende Sirāt «un ipnotico oggetto psichedelico […] Musica e immagini vanno perennemente a braccetto, rendendo il film un ordigno tecnico eccezionale».
Riconoscimenti 2025 – Festival di Cannes Premio della giuria Candidatura alla Palma d'oro 2026 – Premio Oscar Candidatura per il miglior film internazionale (Spagna) Candidatura per il miglior sonoro ad Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas 2026 – Golden Globe Candidatura al miglior film straniero Candidatura alla migliore colonna sonora originale 2026 – Premio César Candidatura per il miglior film straniero 2026 – European Film Awards Miglior fotografia a Mauro Herce Miglior montaggio a Cristóbal Fernández Miglior scenografia a Laia Ateca Miglior sonoro a Laia Casanovas Miglior casting a Nadia Acimi, Luís Bértolo e María Rodrigo Candidatura per il miglior film Candidatura per il miglior regista a Óliver Laxe Candidatura per il miglior attore a Sergi López Candidatura per la miglior sceneggiatura a Óliver Laxe e Santiago Fillol 2026 – Premio Goya Miglior direzione di produzione a Oriol Maymó Miglior fotografia a Mauro Herce Miglior montaggio a Cristóbal Fernández Miglior colonna sonora a Kanding Ray Miglior scenografia a Laia Ateca Font Miglior sonoro a Laia Casanovas, Yasmina Praderas, Amanda Villavieja
Note
Collegamenti esterni
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