La storia del cinema in Sicilia inizia già negli ultimi anni del XIX secolo con l'arrivo del cinematografo dei fratelli Lumière nell'aprile del 1897 al Teatro Garibaldi di Palermo, a distanza di poco più di un anno dalla prima proiezione cinematografica pubblica al Grand Café del Boulevard des Capucines di Parigi, il 28 dicembre 1895. Lo sviluppo e l'espansione, nel tempo, hanno registrato opere cinematografiche, case di produzione e cineasti di rilievo. Nel corso dei decenni inoltre l'Isola, con le sue città grandi e piccole, i suoi paesaggi e i suoi numerosi letterati, ha fornito le basi per molti importanti set cinematografici.

Secondo il sito web IMDb, sono più di mille i titoli girati in Sicilia (inclusi i film a soggetto, i documentari e le pellicole ispirate dalle opere letterarie dei prolifici autori siciliani), il chè rende la Sicilia, dopo il Lazio con Roma in cui ha sede Cinecittà, la regione italiana in cui sono stati girati più film.

Case di produzione

Nel 1905 sorge a Palermo la Lucarelli Film, la prima casa di produzione siciliana fondata da Raffaello Lucarelli e consorziata con la francese Pathé. Durante la sua attività produsse oltre sessanta film "dal vero" dalla breve o media durata, nonché sedici film a soggetto e, infine, diversi documentari di lunga durata, rimanendo attiva fino alla metà degli anni Venti del Novecento, seppur cambiando ragione sociale. Grazie alla costante attenzione all’innovazione tecnica e all’aggiornamento continuo di Raffaello Lucarelli in Francia e in Svizzera, la sua casa di produzione si distinse come un centro di numerosi primati nel panorama cinematografico siciliano. La Lucarelli Film introdusse in Sicilia il Cinemateatrophon, un sistema pionieristico di proiezione cinematografica sonorizzata; organizzò quello che viene considerato il primo festival cinematografico in Italia, tenutosi presso il Giardino Inglese di Palermo, nella primavera del 1911, durante le celebrazioni del 50° del Regno d’Italia; realizzò il primo film siciliano colorizzato a mano, Il silenzio del cuore (1914); e diede vita al Cineteatro Lucarelli, struttura che può essere considerata un multisala ante litteram. Contestualmente, la prima sala cinematografica siciliana è l'Edison Saal (poi Lumière-Edison), ufficialmente fondata dallo stesso Lucarelli nell'ottobre del 1905, col sostegno di Vincenzo Florio jr. Nel capoluogo siciliano furono fondate al contempo la Azzurri Film da Paolo Azzurri, e la succursale in Italia della Lumen Film, del cineasta elvetico Albert Roth-De Markus, alle quali si aggiunsero nel tempo la Gloria-Sicula e la Dore Film. Sempre a Palermo, durante il periodo del muto, furono realizzati i primi giallo-polizieschi come Liquor somniferus (1914) e Le confessioni di una donna (1928), così come fiorirono numerose altre case di produzione cinematografica dalla vita breve, talvolta legate a singole iniziative imprenditoriali, come la Astrale Film, la Audax Film, la Ferro Film, la Gabrielli Film, la Sicania Film, la Sicula Film, etc.

Palermo è stata, ed è a tutt'oggi, la città-set siciliana più prolifica con ben 165 film a soggetto (esclusi i documentari) girati nel solo Novecento, frequentata nello scorso secolo da molti dei più grandi cineasti italiani, quali Alessandro Blasetti, Pietro Germi, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Paolo e Vittorio Taviani, Francesco Rosi, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Alberto Lattuada, Franco Zeffirelli, Marco Ferreri, Damiano Damiani, Pasquale Squitieri, Giuseppe Patroni Griffi, Giuseppe Tornatore, così come stranieri, come Charles Krauss, William Keighley, Jean-Paul Le Chanois, Jim O’Connolly, Martin Ritt, Richard Fleischer, Klaus Maria Brandauer, Anthony Minghella, Francis Ford Coppola, Werner Herzog, Michael Cimino e Wim Wenders.

Nel 1913 fu costituita a Catania dal commediografo Nino Martoglio una Morgana Film (da non confondere con una società romana, soltanto omonima, per la quale nel 1914 lavorò lo stesso Martoglio), ma di essa non si conoscono film prodottiCfr. Aldo Bernardini, Le imprese di produzione del cinema muto italiano, Bologna, Persiani, 2015.. Ancora a Catania, il 31 dicembre dello stesso anno nacque la Etna Film con direttore artistico Giuseppe De Liguoro che restò in attività solo un anno e qualche mese, ovvero fino allo scoppio della Prima guerra mondiale (24 maggio 1915), realizzando una decina di film. Nella città etnea nacquero tra il 1914 e il 1915 altre piccole case produttrici come la Jonio Film, la Sicula Film e la Katana Film, ma ebbero tutte un'esistenza brevissima e una produzione molto scarsa. Nel 1919 sorge a Cefalù la Cephaledia Film, che però, nonostante si avvalga della distribuzione U.C.I., produsse solo due filmBernardini, cit, p.319..

Nel 1914 sorse a Palermo la Scuola di recitazione per attori cinematografici fondata ancora da Paolo Azzurri. Sempre a Palermo, la Lucarelli Film cambia nome e diventerà prima Industrie Cinematografiche Lucarelli, poi Sicania Film, e infine Raffaello Lucarelli Manifattura Cinematografica. Nel 1945 viene rifondata dai fratelli Gorgone la Sicania Film, che acquisisce attrezzature e denominazione della predetta Casa di Lucarelli, ma poi muterà denominazione in OFS - Organizzazione Filmistica Siciliana, realizzando tre film: Malacarne, I cavalieri dalle maschere nere (I Beati Paoli) e Il principe ribelle, tutti del regista Pino Mercanti. La Casa fu sorretta finanziariamente dal Banco di Sicilia fino al 1949, anno in cui fu dismessa.

Altra casa di produzione palermitana fu la Panaria Film, fondata nella seconda metà degli anni quaranta dal nobile Francesco Alliata di Villafranca con Pietro Moncada di Paternò, Renzo Avanzo e Fosco Maraini. Dopo alcuni cortometraggi subacquei, in 35 mm, nelle isole Eolie (i primi girati in Italia) produsse Vulcano con Anna Magnani e La carrozza d'oro di Jean Renoir. Chiuse, oberata dai debiti, nel 1956.

Tra le altre, nel Secondo dopoguerra nasce nel capoluogo siciliano anche la Epica Film, la cui opera più rappresentativa è Vespro siciliano, film dalla forte impronta storica e identitaria, diretto da Giorgio Pàstina nel 1949.

All'inizio degli anni cinquanta un gruppo di intellettuali messinesi diede vita alla Faro Film, che, dopo aver edito diversi documentari, produsse il suo primo film con Il cappotto di Alberto Lattuada. Dopo il successo, anche internazionale, di questa prima pellicola, la "Faro" realizzò solo altri quattro film di assai minore rilevanzaLe città del cinema, Roma, Napoleone, 1979, p.448.

Nel 1971 nasceva a Palermo la Cooperativa Lavoratori del Cinema e del Teatro (C.L.C.T.) per iniziativa di alcuni tecnici del cinema che avevano lavorato sul set dell'ultimo film diretto da Pino Mercanti, The Underground. la cooperativa, di cui nel 1978 divenne presidente Giuseppe Tornatore, produsse 4 film: Cento giorni a Palermo (1983), di Giuseppe Ferrara, Disamistade (1988), di Gianfranco Cabiddu, Diario senza date (1995) di Roberto Andò e Il Buma (2002), di Giovanni Massa. La cooperativa è stata attiva anche nel settore della produzione di documentari e dell'organizzazione di festival e rassegne. È stata sciolta nel 2007, ma la produzione è continuata con la fondazione, da parte di alcuni dei soci della C.L.C.T., della società Ferribotte film.

In tempi più recenti si possono ricordare la società cooperativa di produzione cinematografica Arbash Film, fondata nel 1989 ad Aliminusa in provincia di Palermo, dal regista Pasquale Scimeca. A Bagheria ad opera dei fratelli Tornatore nasce la Sciarlò che ha prodotto Lo schermo a tre punte, Il dolce e l'amaro, Due amici e Il manoscritto del Principe di Roberto Andò e coprodotto La leggenda del pianista sull'oceano. Dal 2005 Maria Grazia Cucinotta produce film con la casa Italian Dreams Factory, come Viola di mare e L'imbroglio nel lenzuolo. Infine la Regione Siciliana ha messo in campo nel 2008 Cinesicilia, che ha coprodotto tra gli altri Malavoglia di Scimeca e Terraferma di Emanuele Crialese.

I film girati

I pionieri del cinema muto in Sicilia furono prima Raffaello Lucarelli che fondò la Lucarelli Film a Palermo nel 1905, avvalendosi di un vivaio attoriale reclutato stabilmente per le prime opere, tra i quali Edmondo Barbieri, Egloge Nissim, Maria Malvica, Leo Bonfante, Mary Valery, ecc. Nel capoluogo siciliano furono fondate contestualmente la Azzurri Film da Paolo Azzurri, creatore anche della prima accademia attoriale siciliana.

La compagnia dell'attore catanese Giovanni Grasso, composta fra gli altri da Virginia Balistrieri, Giacinta Pezzana e Totò Majorana e gli scrittori Nino Martoglio e Giovanni Verga che ad inizio XX secolo realizzarono una serie di corti e medio-metraggi. Luigi Pirandello invece, seguì con interesse l'evolversi della cinematografia partecipando tra il 1929 ed il 1936, alle sceneggiature di alcuni film, ad iniziare da La canzone dell'amore, primo film sonoro realizzato in Italia nel 1930.

I film in bianco e nero interpretati negli anni trenta da Angelo Musco e dal suo gruppo teatrale furono tra i primi lungometraggi girati in Sicilia e sono da considerarsi l'anello di congiunzione fra il teatro dialettale siciliano ed il cinema. Altri importanti film girati in Sicilia negli anni Trenta sono 1860 di Alessandro Blasetti (1934), Casta Diva di Carmine Gallone (1935) e Carmela di Calzavara.

Nei primi anni del dopo guerra fra i vari film girati sull'isola merita una menzione particolare la pellicola neorealista La terra trema (1947) di Luchino Visconti, una libera reinterpretazione del romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga. Sul set Visconti scritturò gli stessi pescatori di Acitrezza invece di attori professionisti. Visconti torna in Sicilia negli anni sessanta per realizzare Il Gattopardo (tratto dalla omonima opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa) con un cast d'eccezione: Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster.

La Sicilia è anche in tutto o in parte al centro della "trilogia" dedicata da Zampa all'Italia del dopoguerra (Anni difficili nel 1948, Anni facili nel 1953 e L'arte di arrangiarsi nel 1954) nella quale in regista romano si avvale della collaborazione di Vitaliano Brancati, la cui vena sarcastica comporterà per quei film molti problemi con la censura del tempoCfr. Alberto Pezzotta, Ridere civilmente; il cinema di Luigi Zampa, Bologna, Cineteca, 2012..

Nel 1950 nelle Eolie si sviluppa il confronto a distanza tra Ingrid Bergman che interpreta, diretta da Rossellini Stromboli (Terra di Dio), ed Anna Magnani che risponde con Vulcano, affidandone la regia a Dieterle, in un contrasto sia cinematografico che personale. Le stesse isole (oltre a Noto) fanno da sfondo, dieci anni dopo, al primo film della trilogia "esistenziale" di Antonioni, L'avventura.

La trasposizione sul grande schermo del ricchissimo patrimonio letterario siciliano interessò opere di molti scrittori. Vennero realizzati film tratti da opere di Leonardo Sciascia, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Ercole Patti, Elio Vittorini, Gesualdo Bufalino e Luigi Pirandello. Particolarmente importanti le trasposizioni sul grande schermo derivate da opere di Sciascia: A ciascuno il suo, Il giorno della civetta ed il recente Il consiglio d'Egitto solo per citarne alcuni. Da Pirandello nel 1984 i fratelli Taviani realizzarono il film Kaos.

Secondo alcuni critici, come Sebastiano Gesù e Antonio La Torre Giordano, sono gli stessi siciliani a prestarsi alla finzione cinematografica e per molti versi rimarcano quelli che sono i tradizionali stereotipi con cui vengono identificati gli italiani in genere. Di sicuro alcuni tratti caratteriali degli isolani insieme ad alcune ambientazioni hanno fornito naturali sceneggiature di facile adattamento cinematografico e di sicuro successo come Divorzio all'italiana e il film della Wertmüller Mimì metallurgico ferito nell'onore.