Sadfishing è il termine utilizzato per descrivere una tendenza comportamentale in cui le persone fanno affermazioni esagerate sui propri problemi emotivi al fine di ottenere compassione. Il termine deriva da un gioco di parole con il termine "catfishing". Il sadfishing è una reazione comune per qualcuno che sta attraversando un periodo difficile, o finge di attraversarlo.

Questo fenomeno può avere effettivi negativi, in particolare sui più giovani, esponendoli a bullismo e adescamento minorile. Ciò avviene perché la condivisione di esperienze personali ed emotive su Internet può rendere l'individuo vulnerabile agli abusi online. Un'altra conseguenza di questo comportamento è che le persone con "problemi reali" rischiano di essere trascurate o accusate di sadfishing, subendo a loro volta bullismo.

Secondo un rapporto, i giovani che cercano supporto online hanno iniziato a essere accusati di sadfishing. Il rapporto sottolinea che tali accuse potrebbero danneggiare ulteriormente i giovani con problemi di salute mentale. Il sadfishing è correlato al cyberbullismo ed è spesso considerato un comportamento volto a cercare attenzione. È stato inoltre osservato che il sadfishing può attirare bulli e pedofili.

Origine del termine Il primo utilizzo noto del termine "sadfishing" risale al gennaio 2019, in un articolo del Metro scritto da Rebecca Reid, in riferimento ai post di Kendall Jenner su Instagram riguardanti i suoi problemi di acne, in cui pubblicava immagini di sé stessa mentre ne parlava. Il termine è stato poi ripreso dal programma Good Morning Britain, che ne ha discusso durante un'intervista. Ha iniziato a diventare popolare sui social media all'inizio di ottobre 2019, con diversi canali televisivi e giornali che ne hanno parlato.

Possibili cause Il sadfishing può avere diverse cause tra cui la mancanza di attenzione o una bassa autostima. Alcune persone che mettono in atto il sadfishing cercano complimenti, comportamento che può ricordare tratti narcisistici, ma con l'obiettivo di ottenere soddisfazione personale tramite l''attenzione altrui. Una ricerca indica che gli individui che praticano sadfishing tendono ad avere uno stile di attaccamento ansioso.

A volte gli adulti praticano il sadfishing per gelosia. Quando qualcuno si sente minacciato da un'altra persona che riceve tutta l'attenzione, può reagire con un comportamento di sadfishing. La solitudine può essere un altro fattore, poiché condividere le proprie difficoltà emotive online può rappresentare un modo per ricevere attenzione. I post su ansia e depressione sono molto comuni in questo contesto, poiché tendono a suscitare cura e attenzione dagli altri.

Un'altra possibile causa è la difficoltà a condividere i propri sentimenti con amici o familiari, che porta a rivolgersi ai social media per ottenere compassione e attenzione. Comportamento antisociali possono contribuire al fenomeno: se qualcuno non ha amici e nessuno con cui parlare tende a condividere la sua esperienza online.

Il sadfishing può essere anche legato al trolling, quando gli individui cercano di catturare l'attenzione altrui trollando. Il sadfishing può anche essere dovuto al desiderio di essere aiutato; alcune persone condividono le proprie difficoltà emotive sui social per ricevere supporto e sentirsi meglio dopo aver fatto sapere agli altri di aver bisogno di aiuto.

Distinzione tra il sadfishing e le crisi Può essere difficile capire se una persona sta cercando supporto, compassione o se è a rischio di farsi del male. Secondo la psicologa clinica Lindsey Giller, ciò è dovuto al fatto che i social media spesso mancano di contesto e della capacità di cogliere i segnali non verbali. Le persone a rischio di suicidio possono mostrare altri segnali oltre al parlare di suicidio, come un peggioramento della depressione, l'espressione di sentirsi intrappolate, sentimenti di inutilità o una forte preoccupazione per la morte.

In alcuni casi possono pubblicare online messaggi riguardanti l'intenzione di suicidarsi o di farsi del male: questi segnali, se presi seriamente, possono contribuire a prevenire gesti estremi. È dunque fondamentale prendere le persone sul serio, poiché parlare di suicidio può essere una richiesta di aiuto e, a volte, un segnale in fase avanzata nel percorso che conduce verso un tentativo di suicidio.

Non è possibile stabilire con certezza se un amico stia soffrendo, sia in crisi, o stia semplicemente cercando attenzione, soprattutto se non si è un professionista della salute mentale. Per questo, ogni post allarmante dovrebbe essere preso sul serio, osserva la psicologa clinica Jelena Kecmanovic.

Note

Voci correlate

Cyberbullismo

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