Biografia Iniziò a dedicarsi alla scrittura all'inizio del XX secolo, quando pubblicò i racconti Lidské srdce (1903) e Právo na štěstí (1908), sul tema dell'emancipazione femminile. Le sue opere successive furono dedicate a temi d'attualità, come la guerra serbo-turca (Vítězství, 1918), e alle cronache familiari (Dědictví, 1933). Dalla sorella, l'attrice Růžena Nasková, apprese l'amore per il teatro, un mondo che esplorò nei racconti Deset životů (1937) e Mariola (1940). Tradusse anche opere di Victor Hugo (Novantatré), Alexandre Dumas (Il conte di Montecristo), Claude Farrère, B. Traven e Thomas Mann.
Nel 1900 conobbe Jan Malíř, che sposò nel 1904 e di cui rimase vedova nel 1909. Tra il 1912 e il 1913 fu coinvolta personalmente nella prima guerra balcanica come infermiera e giornalista. A Vienna conobbe Ivan Olbracht, la cui influenza la spinse a unirsi al Partito Social Democratico Ceco. Nel 1920 prese parte al II Congresso dell'Internazionale Comunista insieme a Olbracht, mentre l'anno dopo fu tra i membri fondatori del Partito Comunista di Cecoslovacchia (KSČ). La sua fascinazione con il comunismo terminò alla fine del decennio: per protestare contro le politiche del KSČ, nel 1929 fu tra i firmatari del Manifesto dei Sette (Manifest sedmi), venendo quindi epulsa dal partito. La relazione con Olbracht durò fino al 1935, quando lo scrittore la lasciò per la futura moglie Jaroslav Kellerová. L'anno dopo si unì a una delegazione di intellettuali cechi in un viaggio in Spagna per sostenere la causa repubblicana durante la Guerra civile.
Morì a Praga nel 1940 per problemi cardiaci, poco dopo l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Comunisti in Cecoslovacchia Categoria:Traduttori cechi Categoria:Traduttori dal tedesco Categoria:Traduttori dal francese