Il pesce pagliaccio australiano (Amphiprion akindynos ), anche noto come pesce pagliaccio della Grande Barriera Corallina, è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Pomacentridae.
Distribuzione e habitat È presente esclusivamente nelle barriere coralline tropicali dell'Oceano Pacifico occidentale, in particolare si trova nella Grande Barriera Corallina australiana, nel Mar dei Coralli, nel Nuovo Galles del Sud settentrionale, in Nuova Caledonia, nelle Isole della Lealtà e a Tonga.
Descrizione Presenta un corpo romboidale, piuttosto sviluppato in altezza e molto compresso lateralmente; il peduncolo caudale è robusto; la bocca, relativamente piccola, è in posizione terminale e rivolta verso l'alto, è dotata di labbra carnose protattili e di denti conici, piccoli ma aguzzi.
La pinna caudale ha gli apici che si prolungano appena formando due lobi dalle punte arrotondate; la pinna dorsale, molto sviluppata e sorretta da 10 o 11 spine rigide e da 14/17 raggi molli, ha una conformazione ondulata con due dossi di altezza all'incirca pari; la pinna dorsale termina con un apice arrotondato che arriva sin quasi alla pinna caudale; la pinna anale, sorretta a sua volta da 2 spine rigide e da 13/14 raggi molli, arriva sino al peduncolo caudale; le pinne pettorali e ventrali sono di forma trapezoidale, molto sviluppate, sia in lunghezza che in altezza, e con le punte arrotondate.
La livrea, molto simile a quella del pesce pagliaccio di Clark (Amphiprion clarkii), con il quale viene spesso confuso, è di un bel color giallo uovo, sul dorso e sul peduncolo caudale si estende una macchia irregolare di un colore più scuro, tendente al marrone scuro; sul corpo ci sono disegnate tre bande verticali chiare, bianche o leggermente turchesi, circondate da un leggerissimo tratto nero, che percorrono interamente il fianco del pesce, dal dorso sino al ventre; la prima di queste barre, con una forma regolare, passa subito dietro l'occhio e si congiunge sulla fronte con la sua omologa dell'altro lato; la seconda barra parte dalla leggera concavità presente sulla pinna dorsale attraversandola per congiungersi anche lei con la sua omologa; la terza banda, in genere poco visibile, circonda completamente il peduncolo caudale; la pinna caudale è di color chiaro, bianco o turchese molto chiaro, in forte contrasto con il resto del corpo.
Ecologia
Come tutti i pesci pagliaccio, vive in simbiosi mutualistica obbligata con gli anemoni di mare, in particolare con le specie Entacmaea quadricolor, Heteractis aurora, Radianthus crispa, Radianthus magnifica, Stichodactyla haddoni, Stichodactyla mertensii. Si rifugia tra i tentacoli urticanti dell'anemone, al cui veleno il pesce pagliaccio è immune grazie al muco che ricopre la sua pelle, e oltre a proteggersi dai predatori si nutre degli avanzi e tiene pulito l'anemone dai parassiti. Inoltre, il pesce pagliaccio protegge attivamente l'anemone di mare che lo ospita da potenziali predatori (ad esempio i pesci farfalla), quindi entrambi gli organismi, sia l'anemone di mare sia il pesce pagliaccio, traggono un vantaggio da questa associazione, che è talmente forte ed importante per questi due organismi che entrambi non sopravviverebbero a lungo l'uno senza l'altro.Allen, G. 1997. Marine Fishes of Tropical Australia and South-East Asia. Perth: Western Australian Museum.
Riproduzione
Come tutti i pesci pagliaccio, è oviparo ed ermafrodita proterandrico: tutti gli esemplari nascono maschi; all'interno del gruppo l'individuo più grande si "trasforma" in femmina funzionale e si accoppia con il maschio secondo per dimensioni. Se si rimuove questo individuo dal gruppo, tra quelli rimasti, il maschio di dimensioni maggiori si trasforma in femmina e il maschio secondo per dimensioni corporee è l'unico maschio sessualmente maturo. Pertanto un singolo individuo può svolgere nell'arco del suo ciclo vitale sia la funzione di maschio sia quella di femmina in momenti diversi del proprio ciclo biologico. Sono ermafroditi proterandrici sequenziali, cioè un individuo può svolgere la funzione maschile nei primi periodi del ciclo biologico e quella femminile successivamente.
Ibridazione Sulla base del DNA mitocondriale sono state trovate evidenze di ibridazione tra Amphiprion akindynos e Amphiprion mccullochi.
Conservazione La Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) considera Amphiprion akindynos come specie a rischio minimo di estinzione.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Pomacentridae Categoria:Taxa classificati da Joel Asaph Allen Categoria:Taxa descritti nel 1972 Categoria:Pesci d'acquario d'acqua salata