Norman Osborn, anche noto con il suo alter ego Goblin (Green Goblin), è un personaggio interpretato da Willem Dafoe basato sull'omonimo personaggio di Marvel Comics. È apparso per la prima volta come antagonista principale nel film Spider-Man (2002), primo capitolo dell'omonima trilogia cinematografica (diretta da Sam Raimi). Dafoe ha ripreso il ruolo in brevi apparizioni in Spider-Man 2 (2004) e Spider-Man 3 (2007), per poi tornare nuovamente come antagonista principale nel ventisettesimo film del Marvel Cinematic Universe Spider-Man: No Way Home (2021).
Il primo film della trilogia di Raimi racconta la trasformazione psicologica di Osborn, che sotto l'influsso di un siero sperimentale perde il controllo della propria mente e si trasforma nell'alter ego malvagio Goblin. Con una recitazione intensa e disturbante, Dafoe incarna perfettamente la doppia natura del personaggio: il tormentato padre e il folle supercriminale, rendendo il Goblin l'arcinemico di Spider-Man (interpretato da Tobey Maguire). Nelle altre due successive apparizioni, Osborn riappare come visione al figlio Harry per esortarlo a vendicarlo
In No Way Home, un incantesimo rovinato, lanciato dal Dottor Strange, provoca l'apertura del multiverso e consente l'arrivo di vari personaggi da realtà alternative, inclusa una versione di Osborn proveniente da un punto temporale antecedente alla sua morte. In questo nuovo contesto, la personalità del Goblin prende nuovamente il sopravvento su Osborn, dando inizio a una spirale di violenza culminante nell'uccisione di May Parker, zia dello Spider-Man dell'MCU (interpretato da Tom Holland), e quindi lo rende il suo nuovo arcinemico.
L'interpretazione di Dafoe, sia nel film originale del 2002 che nel suo ritorno nel 2021, ha ricevuto ampi consensi da parte della critica e del pubblico. La sua performance è spesso citata tra le più riuscite nell'ambito dei cinecomic, e il suo Goblin è considerato uno dei villain più memorabili e complessi del genere supereroistico.
Biografia del personaggio Norman Osborn è un brillante scienziato e multimiliardario industriale, fondatore e CEO della Oscorp, nonché padre di Harry Osborn, il migliore amico di Peter Parker. Ambizioso e sotto pressione per i finanziamenti governativi destinati alla sua compagnia, Norman decide di testare su sé stesso un siero sperimentale per il potenziamento umano. Sebbene il composto gli conferisca forza sovrumana, agilità e intelligenza potenziata, ha come effetto collaterale la nascita di una seconda personalità malvagia e instabile: il Goblin.
Equipaggiato con un’armatura da combattimento, un aliante ad alta tecnologia e un arsenale di armi, Osborn inizia a seminare il terrore, uccidendo i membri del consiglio di amministrazione della sua azienda e minacciando la città. Inizia a compiere attentati pubblici, tra cui un attacco al World Unity Festival, dove viene fermato per la prima volta da Spider-Man. Incuriosito dall’identità del supereroe mascherato, il Goblin tenta inizialmente di reclutarlo, vedendo in lui un "alleato naturale" nel superamento dei limiti umani. Dopo il rifiuto dell’eroe, Osborn scopre l'identità della sua nemesi e decide di intraprendere una vendetta personale nei suoi confronti, cercando di colpirlo nei suoi affetti più cari. Prima irrompe nottetempo nella casa della zia May, traumatizzandola e ferendola, poi rapisce Mary Jane Watson, di cui Peter è innamorato, e un gruppo di bambini, portandoli in cima al Ponte di Queensboro. Qui, Goblin tiene la ragazza sospesa nel vuoto da un lato e un tram pieno di bambini dall’altro, costringendo Spider-Man a una scelta impossibile: salvare la donna che ama o un gruppo di innocenti. Spider-Man riesce a salvare entrambi, con il supporto inaspettato dei cittadini di New York, che iniziano a lanciare oggetti al Goblin per difendere l’eroe.
Lo scontro finale si svolge in un edificio abbandonato, dove Goblin sembra prevalere sul suo avversario. In un momento di apparente trionfo, Goblin promette di uccidere Mary Jane, facendo leva sulla sua importanza nella vita di Peter. Ciò scatena la rabbia dell'eroe che riesce ribaltare le sorti dello scontro e ad infliggere pesanti danni al nemico. In un ultimo tentativo di salvarsi, Osborn si toglie la maschera di Goblin, rivelando la sua identità a Peter e cercando di far leva sul loro legame personale. Con voce spezzata, implora pietà e cerca di confondere l’eroe:
Io sono stato un padre per te. Sii un figlio per me, ora. L'ho già avuto un padre. Si chiamava Ben Parker. Va' con Dio, Spider-Man.
È in questo momento che Norman attiva di nascosto il suo aliante per colpire Peter alle spalle, ma Spider-Man, grazie al suo senso di ragno, evita l’attacco all’ultimo secondo e l’aliante finisce per colpire lo stesso Norman, trafiggendolo mortalmente. Agonizzante, chiede a Peter di non rivelare la verità al figlio Harry.
Sebbene morto, Osborn appare in forma di allucinazione, tormentando psicologicamente il figlio e spingendolo verso il desiderio di vendetta nei confronti di Spider-Man. Ciò porterà Harry a raccogliere l'eredità di Goblin e ad ingaggiare diversi scontri con Peter. Tuttavia, dopo aver scoperto la verità sulla morte del padre, il giovane Osborn si redime, aiutando Spider-Man nello scontro contro Venom e l'Uomo Sabbia e sacrificando la vita per salvare l'amico.
Multiverso Poco prima di morire durante il combattimento con Spider-Man, Osborn viene trasportato in un nuovo universo a causa di un incantesimo rovinato dal Dottor Strange, il quale aveva tentato di far dimenticare a tutti l'identità segreta di Peter Parker. Inizialmente disorientato e combattuto tra la sua natura malvagia e l’opportunità di redenzione, Norman cerca rifugio e aiuto presso zia May, entrando così in contatto con lo Spider-Man di quell’universo.
Durante l’interazione con altri antagonisti provenienti dal multiverso, Osborn ritrova il suo vecchio collega, il dottor Otto Octavius (Dottor Octopus), e fa la nuova conoscenza di Flint Marko (Uomo Sabbia). Questi ultimi gli rivelano che nel loro universo di origine egli è destinato a morire durante lo scontro con Spider-Man. Questa rivelazione colpisce profondamente il Peter Parker di quell'universo, che decide di intraprendere una missione per trovare una “cura” capace di salvare tutti i nemici dal loro tragico destino e offrire loro una possibilità di redenzione. Inizialmente, Norman si unisce alla ricerca delle cure. Tuttavia, ben presto la sua personalità di Goblin riaffiora, più potente e manipolatrice che mai. Approfittando della fragilità degli altri, convince Max Dillon (Electro) e Flint Marko a rifiutare le cure e a fuggire, determinato a continuare la sua vendetta personale. La situazione degenera rapidamente: Goblin ingaggia un violento duello con Spider-Man, durante il quale ferisce mortalmente zia May.
Durante il combattimento finale sulla Statua della Libertà, Goblin affronta Spider-Man che, accecato dal dolore e dalla rabbia per la morte della zia, è sul punto di vendicarsi, uccidendo Osborn utilizzando il suo stesso aliante. Proprio nel momento cruciale, interviene lo Spider-Man proveniente dall’universo di Goblin, che ferma l’attacco e impedisce a Peter di cadere nell'oscurità. Grazie a un siero sviluppato dai due Spider-Man, Osborn viene curato, ripristinando la sua sanità mentale e separandolo definitivamente dalla malvagia personalità del Goblin. Ritrovata la lucidità, Norman viene riportato nel proprio universo.
Concezione e sviluppo Creazione e casting Il personaggio del Green Goblin fu creato dallo scrittore Stan Lee e dal disegnatore Steve Ditko, facendo la sua prima apparizione in The Amazing Spider-Man n. 14 (luglio 1964). Inizialmente introdotto come antagonista privo di identità civile, diversamente da altri nemici di Spider-Man, il personaggio rivelò la propria identità di Norman Osborn soltanto nel numero 39 della stessa serie (giugno 1966), all'interno di una storia in due parti. Negli anni '60, il Green Goblin divenne uno dei villain più celebri e iconici dell’universo dell’Uomo Ragno. La sua morte avvenne nel secondo episodio dell’arco narrativo La notte in cui morì Gwen Stacy (luglio 1973), ma il personaggio fece ritorno in seguito, in particolare durante la Clone Saga, venendo anche adattato in numerosi media al di fuori dei fumetti.
Durante la riscrittura della sceneggiatura di Spider-Man (2002), lo sceneggiatore David Koepp inserì il Green Goblin come antagonista principale, accompagnato inizialmente da Dottor Octopus, successivamente rimosso. Il regista Sam Raimi, ispirandosi alle dinamiche padre-figlio presenti nei fumetti Ultimate Spider-Man, privilegiò il rapporto complesso tra Norman Osborn e Peter Parker, ritenendolo tematicamente più ricco rispetto all’introduzione di ulteriori origini da spiegare. Il personaggio del Dottor Octopus venne dunque eliminato da Scott Rosenberg, incaricato di riscrivere il testo, e fu poi utilizzato come antagonista in Spider-Man 2 (2004).
Gli attori Nicolas Cage, Jason Isaacs, John Malkovich e Billy Bob Thornton furono presi in considerazione per il ruolo di Osborn, ma declinarono l’offerta. La parte venne successivamente affidata a Willem Dafoe nel novembre 2000. L'attore si dichiarò interessato sia alla possibilità di collaborare con il regista Sam Raimi, sia all'idea di partecipare a un film ispirato ai fumetti, e per il interpretare il personaggio si concentrò sul suo aspetto umano, ritenendo che la figura del Green Goblin fosse una manifestazione derivata da elementi esterni come il costume e gli effetti speciali. Dafoe descrisse Osborn come un personaggio “complesso sulla pagina”, con cui si identificava per via della sua ambizione e della ricerca ossessiva della perfezione, fattori che alterano profondamente i suoi rapporti umani. L'attore, inoltre, insistette per interpretare personalmente le scene in costume del Green Goblin, ritenendo che uno stuntman non sarebbe stato in grado di rendere adeguatamente il linguaggio corporeo richiesto dal personaggio. L’armatura del Goblin, composta da circa 580 pezzi, richiedeva circa trenta minuti per essere indossata.
Durante la promozione del film, Dafoe propose l’idea di riportare in scena Osborn attraverso un’apparizione spettrale che tormenta il figlio Harry, paragonandola al fantasma del padre di Amleto. Tale visione fu effettivamente realizzata e inserita nei film Spider-Man 2 (2004) e Spider-Man 3 (2007).
Durante la stesura del film di Spider-Man: No Way Home (2021), gli sceneggiatori Chris McKenna ed Erik Sommers iniziarono a esplorare l’idea del multiverso e la possibilità di reintrodurre personaggi provenienti dai precedenti film di Spider-Man. I due autori decisero infine di integrare pienamente questi personaggi all’interno della narrazione, lavorando attentamente affinché il film non risultasse un semplice esercizio di fan service, ma che l’inserimento dei personaggi classici contribuisse in modo significativo all’evoluzione del personaggio di Peter Parker (interpretato da Tom Holland). Inizialmente, Osborn/Goblin non era previsto come antagonista principale del film, pur figurando tra i nemici. Tuttavia, dopo l’esclusione di altri personaggi durante le fasi di sviluppo, McKenna e Sommers ritennero necessario attribuirgli un ruolo di primo piano. Il copione fu quindi riscritto per offrire a Osborn una “seconda occasione” di replicare le sue azioni del film Spider-Man (2002), ma in una versione più oscura e in linea con il percorso del nuovo Spider-Man dell'MCU. Quando gli fu chiesto di tornare in No Way Home, Dafoe aspirava a un ritorno più significativo, evitando una semplice apparizione nostalgica accompagnata da citazioni del passato. Per questo motivo, quando fu contattato dal regista Jon Watts e dalla produttrice Amy Pascal per il progetto, l’attore richiese un ruolo centrale, comprensivo di autentiche sequenze d’azione.
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