Nato a Newton Abbot, frequentò la Westminster School fino al 1866, quando la famiglia emigrò in Australia in seguito al fallimento del padre, stabilendosi a Rockhampton, nel Queensland.

Tra il 1882 e il 1889 fece fortuna nel giacimento aurifero di Mount Morgan, quindi tornò a Londra dove nel 1901, con l'assistenza del governo britannico, negoziò con lo scià di Persia Mozaffar al-Din Shah Qajar una concessione petrolifera di 60 anni nell'odierno Iran che garantiva i diritti esclusivi per la ricerca, estrazione e sfruttamento di petrolio, gas naturale, asfalto ed ozocerite sull'intero Paese, ad eccezione di cinque province dell'Iran settentrionale per un totale di chilometri quadrati. In cambio, al governo iraniano veniva concesso il 16% dei profitti annuali della compagnia petrolifera, un accordo che sarebbe rimasto in vigore fino alla nazionalizzazione del 1951.

Dopo alcuni anni in cui le esplorazioni non diedero risultati soddisfacenti e portarono D'Arcy quasi alla bancarotta, la squadra di ricerca trovò il petrolio il 26 maggio 1908 nella città di Masjed-e Soleyman.

Nell'aprile del 1909, D'Arcy fu nominato direttore della neonata Anglo-Persian Oil Company (APOC) e nel 1913 incominciò la produzione industriale dalla raffineria ad Abadan. Nello stesso anno il governo britannico, sotto la spinta di Winston Churchill, primo lord dell'ammiragliato, nazionalizzò parzialmente l'azienda per garantire le forniture di petrolio alla flotta britannica.

Poco dopo D'Arcy si ritirò dall'attività imprenditoriale e si stabilì a Stanmore nel Middlesex, dove morì il 1º maggio 1917, all'età di 67 anni.

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