Amborzasco (Ambrusasco nel dialetto locale) è una frazione di 74 abitanti del comune di Santo Stefano d'Aveto, nella città metropolitana di Genova.

Geografia fisica La frazione è situata a 871 m s.l.m., distante in linea d’aria 3,6 km da Santo Stefano d'Aveto, ai piedi del monte Aiona (1702 m).

Storia

Storicamente fu un possedimento feudale di Santo Stefano d'Aveto e dei suoi signori e tale dominazione perdurò fino al 1797.

Con la caduta della Repubblica di Genova e la soppressione dei feudi imperiali, a seguito della nuova dominazione napoleonica in Italia, il territorio avetano vide la costituzione delle prime municipalità autonome - e tra queste anche Amborzasco - che furono inserite dal 2 dicembre 1797 nel dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della costituita Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti statali francesi, il territorio di Amborzasco rientrò nell'XI cantone, con capoluogo Santo Stefano d'Aveto, della giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del V cantone dell'Aveto nella giurisdizione dell'Entella.

Nel 1803 la municipalità di Amborzasco fu soppressa e aggregata al territorio comunale di Santo Stefano d'Aveto. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento degli Appennini.

Nel 1815, caduta la dominazione napoleonica e dopo il successivo congresso di Vienna del 1814, il territorio avetano passò al Regno di Sardegna con nuove modifiche amministrative: tutta l'area intorno al fiume Aveto venne divisa tra due differenti e confinanti province del regno sotto la divisione di Genova; Amborzasco venne aggregata direttamente a Santo Stefano d'Aveto nella provincia di Chiavari, mentre altre odierne frazioni e località avetane furono inserite nella provincia di Bobbio.

Nel 1859 con il decreto Rattazzi il territorio avetano venne diviso tra il circondario di Bobbio (in provincia di Pavia) e il circondario di Chiavari (in provincia di Genova) e tale divisione perdurò anche con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861; la frazione di Amborzasco fece parte della giurisdizione chiavarese.

Dal 1923 compreso nel IV mandamento di Santo Stefano d'Aveto del circondario di Chiavari, ne seguì poi le sorti storiche e amministrative in età contemporanea del comune santostefanese.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa parrocchiale dei Santi Angeli Custodi. Passata dalla diocesi di Tortona alla diocesi di Bobbio, il primo impianto venne realizzato nel 1702 e ampliato e restaurato nel 1936. Venne eretta a parrocchia nel 1824 con il titolo di prevostura. La chiesa, consacrata il 2 ottobre del 1954, è caratterizzata dall'alto campanile in pietra del 1768. Al suo interno - decorato con stucchi, marmi e affreschi - è conservata una statua della bottega di Anton Maria Maragliano, scolpita a La Spezia, raffigurante la Madonna del Buon Consiglio. Istituto delle suore Figlie di Maria Santissima dell'Orto (o Gianelline) di Amborzasco.

Architetture civili e militari Presso il paese sono ancora visibili impianti architettonici abitativi e lavorativi risalenti al periodo medievale. Oltre ad una casa-torre, vi è un antico mulino datato tra il Seicento e il Settecento denominato mulino di Bacin o dei Mercanti. Inizialmente con due macine e due turbine in orizzontale, a metà del XIX secolo le furono aggiunte altre due macine e la sua attività di macinatura del grano, granoturco e castagne proseguì fino agli anni settanta del Novecento a servizio degli abitanti di Amborzasco e di Casoni.

Note

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