Il custode dell'arcobaleno è un romanzo fantasy di Mariangela Cerrino scritto nel 2010, edito esclusivamente dalla Susalibri. È il terzo volume del ciclo dell'anno Mille, e riprende la storia della serie dove l'autrice l'aveva lasciata dopo il secondo capitolo, Il segreto dell'alchimista, nel 2000.

Trama Autunno dell'anno mille. Durante una battaglia che si svolge in un villaggio senza nome sulla strada per Vienne, i fratelli Guiges e Guillaume di Vion combattono contro gli uomini di Rais de Boscozel, e vincono dopo che Guillaume sconfigge in duello il comandante nemico, il capitano Chesal, reo di aver ucciso il loro padre in un agguato. Tra i prigionieri degli sconfitti in battaglia, si trovano il vecchio monaco Benfeld, che opera all'abbazia di Manthes, e un uomo selvaggio; quest'ultimo viene liberato da Illait di Isley, che si trova in compagnia di Artemisia, del capitano Colin Bois e del loro mentore Amboise de Montsalvy. Guiges decide però di trattenere i quattro per motivi personali, anche perché, nel corso del romanzo, si viene piano piano a scoprire delle cose che Amboise ha taciuto ai suoi compagni. Da quanto evinto dal dialogo tra Artemisia e Guillaume, l'antico casato di Vion è imparentato di madre con il re Rodolfo di Borgogna, ed è in guerra contro Rais per il controllo delle terre di Vienne e il favore del re in persona. Amboise viene intanto convocato al cospetto di Guiges e del priore Riquier: il signore di Montsalvy fu infatti conoscente del padre di Guiges e Guillaume, e fu lui a edificare il castello di Albon, dove vivono i Vion, ma a detta di Guiges è anche responsabile della guerra in atto con Rais. Riquier gli racconta invece di Gotelenne di Clérieux, che in passato ha sposato Gaucelm, fratello di Rais, e dato alla luce due figlie, Clérine e Amélie, divenute poi sue eredi; dopo la morte di Gaucelm, caduto in un burrone, Rais ha ereditato da lui le figlie e le terre di Boscozel. Ora Gotelenne ha chiesto aiuto ad Amboise: due soldati hanno infatti stuprato le due figlie e ucciso la maggiore, Clérine, mentre l'altra è riuscita a fuggire, ma si trova ora in stato catatonico.

Quando Rais si accampa nei pressi dell'abbazia di Manthes, Amboise viene ad argomentare una pace tra lui e i Vion, e si viene a sapere che Artemisia è nipote di Rais, avuta da Alix di Vion. Amboise convince Rais e Guiges a combinare un accordo di tregua di fronte all'abbate Riquier, e in cambio lui e i suoi compagni seguiranno Rais nel suo castello a Le Mottier per aiutare Gotelenne. Quando Rais e i quattro giungono alla casaforte, Ilait visita Amélie e installa un contatto mentale con lei: perché la ragazzina si risvegli completamente, Illait deve aiutarla a superare la paura che le imperversa l'anima dal giorno in cui perse la sorella, ripercorrendone il passato e scoprendone il colpevole. In seguito, Rais indice un banchetto per ospitare Amboise e i suoi seguaci, e nel frattempo tenta di convincere l'anziano medico ad agire come suo messaggero per offrire una pace a Guiges, nascondendo l'intento di distogliergli ogni attenzione e attaccarlo più facilmente. In quell'occasione, Illait suona il suo flauto che si rivela essere magico, e tutti i presenti assistono a un ricordo di Rais: la sua prima moglie fu infatti Alix di Vion, cugina del padre di Guiges e Guillaume, la quale gli fu però portata via da Amboise.

Illait riesce anche a scoprire che a struprare le due sorelle sono stati Rais e Chesal, e quest'ultimo si è reso colpevole anche di filicidio uccidendo il figlioletto Eilbert, che si trovava in loro compagnia; il ricordo ridona finalmente coscienza alla ragazzina, che però va comunque curata. Ormai sopraffatto dalla rabbia a causa degli avvenimenti recenti, Rais esige la mano di Artemisia perché diventi sua moglie legittima, e chiede al vecchio monaco Benfeld di tornare a Manthes e far sì che Gotelenne venga ripudiata, poiché Rais la accusa sia di adulterio che di aver usato la magia per riportare in salute Amèlie; grazie a questo, conserverà la proprietà delle terre in sua dote senza alcuna colpa. Saputo ciò, Illait istruisce Mésmerin, il ragazzo selvatico liberato a inizio libro, di avvicinarsi a Le Mottier; approfittando infatti dell'assenza di Rais, Illait e Artemisia architettano uno stratagemma grazie al quale portano via Gotelenne e Amèlie al sicuro, al fianco di Mésmerin, e il giovane druido ordina ai quattro di dirigersi a Manthes. All'abbazia, però, si trova anche il priore Léon de Vézelay, incontrato dai protagonisti nel libro precedente, che farà nientedimeno che da giudice per il processo a Gotelenne; nonostante le insistenze di Léon, che si ritiene ancora nel giusto, Artemisia si offre di curare Amèlie con l'assistenza dell'anziano monaco Anselme.

Amboise confessa infine che in passato guarì un uomo da un'infezione subita dopo una ferita in battaglia; quell'uomo è il padre omonimo del Guiges di Vion presente nel libro. Guiges padre aveva però sposato Frédebourg, figlia del conte Richard di Vienne e madre dei Guiges e Guillaume che popolano il libro, e quando Alix ebbe quindici anni, Guiges dovette concederla in moglie a Rais de Boscozel, per sancire il già menzionato trattato di pace. Rais ripudiò Alix sia per via delle sue condizioni fisiche, sia perché lui stesso non poteva generare figli, al che Guiges chiese ad Amboise di andare a recuperarla per tentare di riparare ogni torto; il medico si mise così a rimettere in sesto Alix e i due ebbero ben presto una relazione, e a causa della conoscenza di lui ella iniziò a chiamarlo il "custode dell'arcobaleno", come di arcobaleni è stato pieno il Galaure. L'anziano monaco Anselme racconta ad Artemisia cosa successe dopo: dopo che Alix lasciò Rais, accettò la mano di Arnaud, il fratello del primo Giuges, ma il giorno prima delle nozze lo abbandonò sull'altare e annunciò di essere incinta di un altro uomo. Incontratisi, i due fratelli vennero alle spade e Arnaud fu fatto a pezzi; Guiges spedì quindi Alix al monastero di Saint-Chef, dove diede alla luce Artemisia e poi spirò quattro giorni dopo. Non essendo Artemisia riconosciuta dal casato di Vion, Anselme decise di allevarla personalmente. Amboise ritornò anni dopo, e volendo riparare i torti involontariamente causati, compresa la guerra scoppiata tra i Vion e il dominio di Boscozel, decise di prendersi con sé Artemisia, la nutrice e il di lei figlio.

Resosi nel frattempo conto di essere stato raggirato, Rais manda il fido Chesal a rovistare nei villaggi vicini per cercare Artemisia, Gotelenne e Amèlie. In quel momento Illait si lascia catturare apposta, ma non prima di aver maledetto il malvagio capitano mercenario; quando viene portato al cospetto di Rais, viene maledetto anche lui tramite un legame mentale, che lo riporta al luogo dove insieme a Chesal commise il misfatto, riempiendolo di paura. Intanto Amboise, accortosi che Guiges si trova nella foresta di Mantaille, si dirige subito da lui in compagnia di Colin e lo convince a entrare nel castello di Le Mottier, in compagnia di Mésmerin, che li ha raggiunti; Guiges convincerà Rais a venire a Manthes per il processo, ove vi arrivano per primi il medico e il capitano, che si riuniscono ad Artemisia; i tre, aggiornata la situazione, decidono di attendere Rais all'abbazia per il processo. Il giorno successivo si tiene la prima udienza, con quasi tutti i personaggi presenti, e al fronte delle forti accuse di Rais e Léon, i difensori si dimostrano non meno tenaci, favoriti anche dalla paura che provano i due accusatori. Deciso a non arrendersi, Rais ordina a Léon di portare Gotelenne a Le Mottier, dove verrà giudicata, intanto che lui stesso si prepara ad attaccare i Vion in compagnia del fido Chesal. Sulla strada fuori da Manthes, Colin, Guillaume e Amboise vengono attaccati dai mercenari di Chesal; anche se riescono a respingerli, Guillaume rimane ferito e i due lo riportano a Manthes, con Amboise che convince Guiges a prepararsi per l'imminente attacco di Rais. Quando infatti quest'ultimo giunge alle porte di Albon, dopo aver finto di promettere una pace duratura tra i due ordina di attaccare il castello, ma gli assedianti vengono a sorpresa decimati nel tentativo di assaltarlo.

Tornato a Le Mottier, Rais si accorda con Lèon per mettere sul rogo Illait per stregoneria, Gotelenne per adulterio e Amèlie per il solo peccato di essere sua figlia. Ma la notte stessa dell'esecuzione, si scatena una bufera, e Rais, incurante del pericolo, mentre fa per bruciare Gotelenne, dà invece il via a un incendio che colpisce Le Mottier (negli ultimi giorni, a causa della magia di Illait, aveva infatti avuto delle terribili visioni in cui il suo castello sarebbe stato consumato alle fiamme, e i suoi resti destinati all'oblio). In quello stesso momento Guiges attacca Le Mottier a fianco di Amboise e Colin e libera subito Gotelenne. Nel grande rogo muoiono i tre antagonisti, ossia Lèon, che rimane schiacciato dal crollo di un edificio, Chesal, ucciso per mano di Colin, e Rais, trafitto da Illait, mentre tutti i protagonisti riescono a fuggire da una Le Mottier ormai in fiamme, insieme a molti abitanti.

Ormai finito tutto, nella festosa Albon, Amèlie ritorna in salute grazie alle cure propinate da Artemisia e da fratello Amnselme. A Guiges viene annunciata una profezia: egli sarà l'ultimo conte di Vion, ma solo perché il figlio da lui generato sarà il primo conte di Albon, e il regno ereditato sarà chiamato il Delfinato. Nelle ultime pagine, si scopre che il padre naturale di Artemisia, colui che ha ingravidato Alix, è nientemeno che Amboise in persona.

Personaggi Amboise de Montsalvy: uno dei protagonisti del ciclo, è un anziano studioso e medico d'indiscussa fama, stimato da molti monarchi in Europa e dal suo mentore Papa Silvestro III. Colin Bois: giovane capitano mercenario, è accompagnato dal suo secondo, il giovane Aurac. Artemisia: allieva di Amboise, si scopre essere figlia di Alix di Vion. Ha una relazione con il giovane druido Illait. Illait di Isley: altro membro del gruppo di Amboise, è un giovane derwydd, cioè un druido, convertitosi al cristianesimo grazie all'anziano monaco Antonino. Risson: un giovane membro dei banditi dell'Orrido del Drago, unitosi al gruppo di Amboise come loro guida. Guiges de Vion: giovane signore di Vion. Amboise lo conosce da quando l'altro aveva dodici anni e fu suo allievo. Guillaume de Vion: fratello minore di Guillaume. Auban: capitano fedele al casato di Vion. Riquier: priore dell'abbazia di Manthes. Serve fedelmente Gotelenne di Clérieux, signora di Boscozel. Benfeld: monaco dell'abbazia di Manthes. Nonostante sia costretto a seguire gli ordini di Rais de Boscozel, alla fine decide di stare dalla parte dei protagonisti aiutandoli a testimoniare in favore di Gotelenne. Gotelenne di Clérieux: signora di Boscozel e attualmente sposa di Rais. In origine fu sposa del fratello Gaucelm ed ebbe da lui due figlie; dopo la morte del marito, Gotelenne concesse le figlie e le terre di Boscozel a Rais. Anselme: anziano monaco dell'abbazia di Manthes. Fu lui ad accudire Artemisia durante la sua infanzia. Rais de Boscozel: signore di Boscozel, le terre verso Maubec. Avendo sposato Gotelenne, vedova del fratello Gaucelm, è padrone delle terre sul Gère. È noto per la sua estrema arroganza, ed è in guerra con il casato di Vion per il controllo di Vienne. A quattordici anni, uccise lo zio, reo di aver ucciso a sua volta il padre. Anni dopo, per consacrare la pace con il casato di Vion, sposò Alix, madre di Artemisia e cugina del padre di Guiges e Guillaume. Chesal: capitano di Rais de Boscozel. In passato ha ucciso il padre di Guiges e Guillaume in un agguato, e a inizio libro viene sconfitto dal di lui secondogenito. Suo figlio Eilbert, ancora bambino, fu guardiano delle figlie di Gotelenne al momento della tragedia che le colpì.