Biografia Fra' Giovanni, che in un atto del 1442 è detto Giovanni de Apulia, era membro dell'ordine dei Minori ed è detto vescovo titolare di Tino e Micono, diocesi che però, in quegli anni, venne retta da vari ordinari.
In seguito alla morte di Giorgio di Liechtenstein la sede di Trento venne coinvolta in dispute tra Federico, conte del Tirolo, e il papato, con vescovi eletti da una parte e rifiutati dall'altra, che ebbero termine nel 1423 con la nomina di Alessandro di Masovia; contemporaneamente il conte cercò di influenzare anche l'azione del Capitolo, causando un rapido avvicendarsi di nomi alla carica di vicario generale. La situazione non doveva essere semplice neppure per fra' Giovanni il quale, documentato come suffraganeo a Trento dal febbraio 1421, finì per spostarsi a Bressanone già a giugno dell'anno seguente; farà ritorno a Trento solo nel 1427, pur continuando occasionalmente a fungere da suffraganeo anche per il vescovo di Bressanone. Morto Alessandro di Masovia nel 1444, la diocesi venne contesa per breve tempo tra Teobaldo di Wolkenstein, nominato dal capitolo, e Benedetto da Trento, abate di San Lorenzo, nominato dal papa; la disputa si risolse con l'elezione di Giorgio Hack nel 1446; in tutto ciò fra' Giovanni rimase in carica almeno fino al 4 maggio 1449, data a cui risale l'ultima funzione pontificale da lui compiuta di cui si abbia notizia.
Negli anni in cui è suffraganeo a Trento è documentato in diversi atti ufficiali, in particolare relativi alla consacrazione di chiese e altari. Tra questi: nel 1427 riconcilia la cappella di San Giovanni in Duomo e ne dedica un'altra nella chiesa dei Santi Udalrico e Volfango di Nova Ponente; nel 1428 consacra la cappella di San Nicolò alle Ville di Giovo; nel 1429 la chiesa di San Leonardo a Pianizza di Sotto (Caldaro) e l'altare di San Vito nella cappella dell'ospedale, sempre a Caldaro; nel 1432 il cimitero e la chiesa di Santa Maria a Senale, poi l'altare maggiore e un laterale nella chiesa di San Volfango a Moena; nel 1433 la chiesa di San Severino a Foiana (Lana) e la cappella di San Giorgio nel cimitero di San Leonardo in Passiria; nel 1436 la chiesa di San Giorgio presso Mosana e l'altare di san Michele nella chiesa di San Pietro a Cembra; nel 1437, su licenza dei vescovi di Coira e Bressanone, consacra rispettivamente un altare a Senales e la chiesa di Santa Margherita a Monguelfo; sempre su licenza del vescovo di Bressanone, consacra nel 1441 le chiese di Sant'Andrea a San Candido, San Silvestro nell'omonima valle (sempre a San Candido), Santo Stefano a Villabassa e Santi Andrea e Tommaso ad Apholdern; nel 1443 consacra San Vigilio di Spormaggiore e gli altari maggiori del duomo di Bolzano e di San Lorenzo di Rencio; nel 1444 la chiesa di San Leonardo di Lisignago; nel 1449 un altare di San Giorgio presso Rencio.
Note
Bibliografia
Categoria:Francescani italiani Categoria:Vescovi ausiliari di Trento