Contesto storico

Nel momento storico in cui nacque Oleg, il ruolo di principe di Kiev, la massima autorità della Rus' era esercitato dal fratello di Svjatoslav Izjaslav, che nel rispetto del sistema rotale istituito del padre vantava più di ogni altro il diritto a comandare, in quanto maggiore figlio in vita.. Tuttavia, nel 1073 Svjatoslav «trasgredì il comandamento del padre» e, alleandosi con il fratello Vsevolod, attaccò la capitale Kiev e si insediò sul trono.. Ciò gli permise di eguagliare quanto era riuscito al padre Jaroslav (al potere dal 1019 al 1054), ovvero detenere in contemporanea sia Kiev sia Černihiv.. Pur avendo raggiunto un accordo che prevedeva l'assegnazione di alcune terre a Vsevolod, la posizione di Svjatoslav poteva dirsi sicura, poiché deteneva un patrimonio enormemente vasto ed economicamente florido..

Biografia Giovinezza

Oleg era il secondogenito del principe di Černihiv Svjatoslav II Jaroslavič, a sua figlio dell'importante principe di Kiev Jaroslav I il Saggio (al potere dal 1019 al 1054), e della sua seconda moglie Cecilia. Quando Svjatoslav divenne principe, egli tentò di rafforzare la propria supremazia sulla Rus' nominando il suo primogenito Gleb signore di Novgorod, mentre, secondo Martin Dimnik a Oleg fu riservata in un momento storico imprecisata la città di Volodymyr, in Volinia... Si trattava di un'assegnazione importante, essendo la seconda città più importante che Izjaslav era riuscito a usurpare dopo Kiev..

Nel 1076, la Cronaca degli anni passati riferisce che Oleg partecipò a una spedizione assieme al cugino Vladimiro Monomaco in aiuto dei polacchi contro i boemi.. Il contesto storico attorno a tale episodio è stato ricostruito dagli studiosi: Svjatoslav aveva delegato il figlio Oleg e il nipote Vladimiro in assistenza di Boleslao II di Polonia, marito di una figlia di Svjatoslav.. Non è dato sapere l'esito di questa spedizione, né le Istruzioni realizzate decenni dopo da Vladimiro Monomaco forniscono il quadro, in quanto l'unico dettaglio che viene indicato è che i due comandanti rus' vagarono nelle foreste boeme per circa quattro mesi. A prescindere dall'esito, è certo che questa campagna non ebbe un impatto di qualche genere sulla Rus', ma servì forse a rinsaldare i legami tra Oleg e Boleslao, considerando che i possedimenti dei due confinavano..

Rancori familiari

Intorno alla fine del 1076, Svjatoslav II morì per via di un tumore maligno al collo. La Cronaca degli anni passati si limita a segnalare che la sua salma fu portata a Černihiv per poi essere seppellita,. ma non accenna se alla cerimonia furono presenti i suoi figli, a parte la verosimile presenza del più piccolo, Jaroslav, assieme alla madre Oda.. Sebbene la morte di Svjatoslav gli avesse fatto sperare di tornare al potere, Izjaslav fu anticipato dal fratello Vsevolod. A giudizio di Volodymyr Ryčka, questi pensò a una piccola ridistribuzione dei possedimenti collocando alla guida di Černihiv il figlio Vladimiro, detto il Monomaco, (futuro importante principe di Kiev), confermando Oleg a Volodymyr.. Secondo Martin Dimnik, la questione di chi fu principe di Černihiv tra il gennaio e il luglio del 1177, ovvero la durata della breve parentesi al potere di Vsevolod, sarebbe più criptica: il primogenito di Svjatoslav, Gleb, rimase a Novgorod fino alla sua morte, motivo per cui si deve pensare che Oleg fosse il candidato più papabile a ereditare Černihiv.Verrebbe da chiedersi come mai fosse stato designato il secondogenito e non il primogenito per l'importante città di Černihiv. Gli storici hanno sostenuto che questa decisione si doveva alla scelta di Izjaslav di estendere la propria influenza anche su città su cui non aveva mai detenuto il controllo e la cui politica poté influenzare quando ascese al trono di Kiev. Per tale motivo, egli ritenne più urgente nominare Gleb come principe di Novgorod, accettando di nominare il secondo figlio Oleg alla guida di Černihiv: .. Si pensa che Oleg rimase a Volodymyr fino a maggio prima di raggiungere Černihiv assieme a Vsevolod, a cui probabilmente arrivò contro la sua volontà quando lo zio di Izjaslav (e fratello di Vsevolod) decise di invadere la Rus' assieme ai polacchi per tornare al potere.. A un certo punto, Boris Vjačeslavič, cugino di Oleg, si impossessò di Černihiv e vi rimase al comando per otto giorni prima di essere scacciato, con il tacito appoggio di Oleg;. quest'informazione, sia pur testimoniata dalla tarda Cronaca di Hustyn, avvalorerebbe l'ipotesi che tra Vsevolod e Oleg non corresse buon sangue. Ciò consentirebbe inoltre di dedurre, stando alla ricostruzione di Martin Dimnik, che se a Oleg premeva tanto assicurarsi il controllo della città di Černihiv, allora il padre Svjatoslav doveva avergliela assegnata per via testamentaria.. Boris fuggì poi alla volta di Tmutatakan' da Romano, fratello minore di Oleg, quando seppe che Vsevolod stava tornando dalla Volinia per scacciarlo; si deve pertanto pensare che Vsevolod avesse rifiutato di consegnare la città a Oleg, malgrado gli spettasse di diritto..

Dopo nemmeno un anno di dominio, Vsevolod fu costretto ad abdicare in favore del fratello Izjaslav, tornato al potere per la terza volta. Benché il suo ritorno ripristinò il sistema rotale così come lo aveva ideato il padre Jaroslav, il ritorno di Izjaslav si rivelò effimero e dalle conseguenze furono disastrose. A proposito dell'enigma sulla successione a Černihiv, Izjaslav non volle concederla a Oleg e confermò alla famiglia soltanto la gestione di possedimenti molto remoti della Rus', in particolare Murom e Tmutarakan'.. Quest'assegnazione coincise anche con l'allontanamento definitivo di Oleg dalla Volinia, in quanto si trovava nell'impossibilità materiale di recuperare un territorio così a lui lontano. Izjaslav esacerbò ulteriormente la problematica inerente a Černihiv, poiché pare che autorizzò il giovane in quella città ma senza alcuna autorità, e quindi praticamente «in un limbo politico»..

Sopportando la situazione con profondo rancore, nell'aprile del 1078 Oleg decise di abbandonare Černihiv, dove si trovava praticamente contro la sua volontà, e di raggiungere in tutta fretta Tmutarakan'.. È interessante segnalare che volle recarsi dal fratello minore Romano anziché Gleb, malgrado quest'ultimo fosse il principe più potente della famiglia. È possibile che a Oleg fosse stato rifiutato l'aiuto, probabilmente perché Gleb temeva che ciò avrebbe fornito al principe di Kiev Izjaslav il pretesto per attaccarlo.. Si trattò del primo atto di insubordinazione compiuto in maniera aperta da Oleg nei confronti delle decisioni assunte dai suoi zii.. Nel mese di maggio, Gleb fu scacciato da Novgorod e ucciso, venendo sostituito da uno dei figli di Izjaslav, Svjatopolk, poiché il defunto non aveva eredi che potessero subentragli. Lo scenario geopolitico sorrideva decisamente ai nemici degli Svjatoslavič, poiché Oleg non fu considerato per la successione a Novgorod; di lì a poco, avrebbe dimostrato di non volersi più piegare passivamente alle decisioni politiche assunte dal nuovo signore di Kiev.

Primi scontri

La morte di Gleb rendeva Oleg il più anziano dei discendenti della sua famiglia, malgrado fosse privo di un qualche dominio personale. Muovendosi nei domini di suo fratello Romano, cercò di attirare un numero quanto più ampio possibile di sostenitori della sua causa, riuscendo nel giro di quattro mesi a ultimare i preparativi per compiere un'offensiva.. Alla testa di combattenti poloviciani e affiancato da suo cugino Boris Vjačeslavič, che, come detto, era stato principe di Černihiv nel 1077 per otto giorni, Oleg partì subito verso nord con l'intenzione di conquistare quanto gli era stato sottratto. Il 25 agosto, Oleg e i poloviciani si imbatterono in Vsevolod, colui che era stato principe di Kiev per qualche mese, sul fiume Sož, a poca distanza da Perejaslav, e lo surclassarono, facendo il proprio ingresso a Černihiv. La Cronaca degli anni passati riserva toni molto duri a tal proposito, affermando che «ritenendosi vincitori, [Boris e Oleg] arrecarono molto male alla terra rus', versarono sangue cristiano; per questo sangue versato Dio punirà la mano loro, e darà loro il castigo per la perdita delle anime cristiane».. L'opera ricorda poi che Oleg fu il primo a ricorrere ai poloviciani contro i cristiani, ma in realtà tale affermazione è stata messa in dubbio dagli storici, ricordando che in essa il pregiudizio nei confronti di Oleg risulta evidente.. È più corretto osservare che fu il primo Svjatoslavič a ricorrere al loro aiuto, distinguendosi in ciò dal padre Izjaslav, il quale aveva combattuto con le tribù poloviciane fino a giungere a una pace nel 1167..

In fuga verso Kiev in cerca di aiuto, Vsevolod convinse il fratello Izjaslav a prestagli assistenza, considerando che aveva accettato di cedergli il trono di Kiev anche il cambio del possesso di quella città. Considerato il gran numero di soldati che era riuscito a radunare il nemico, Oleg suggerì saggiamente a suo cugino Boris di negoziare, ma costui, dallo spirito più irruente, non volle scendere a compromessi e rese inevitabile uno scontro aperto.. Così il 3 ottobre 1078, in una località detta Nežatina niva e circoscritta ai dintorni di Nižyn, ebbe luogo una grande battaglia che portò prima alla morte di Boris e poi di Izjaslav stesso, principe di Kiev. Nonostante i combattenti proseguirono in maniera ininterrotta a lungo, Oleg intuì che prima o poi la sconfitta sarebbe sopraggiunta e così fuggì in tutta fretta a Tmutarakan', concludendo così la sua effimera permanenza a Černihiv in quell'anno. Indagando sulle ragioni di queste schermaglie, Volodymyr Ryčka ha sostenuto che l'incapacità di individuare delle norme relative alla distribuzione degli appannaggi, fosse causata dall'ignoranza del «concetto di eredità paterna o di diritto dei nipoti». La sosta a Černihiv non si rivelò comunque senza conseguenze, poiché, come testimonia la Cronaca degli anni passati, a Vsevolod furono chiuse le porte dell'insediamento in faccia e dovette lottare per entrarvi, segno che gli abitanti preferivano il governo degli Svjatoslavič..

In conformità con la regola dell'ascesa rotale, Vsevolod, zio di Oleg e fratello del principe defunto, succedette a Izjaslav e decise di nominare suo figlio Vladimiro Monomaco alla guida di Černihiv. Vsevolod era comunque molto preoccupato dallo status quo esistente, poiché i suoi possedimenti e quelli che aveva destinato ai figli erano completamente circondati da principati in ascesa o la cui fedeltà non poteva considerarsi integerrima.. Come se non bastasse, non possedeva un saldo controllo sulle principali rotte commerciali che attraversavano la Rus', non ultimo proprio quelle che conducevano alla fiorente Tmutarakan' di Oleg, situata a poca distanza dal Mar Nero. L'avamposto beneficiava dell'arrivo di molti mercanti bizantini e Oleg stesso dimostrò tutto sommato di non disdegnare Tmutarakan', tanto da coniarvi delle proprie monete. Desiderando ottenere maggiore sicurezza contro gli Svjatoslavič, Vsevolod preferì evitare un confronto diretto e adottare una tattica più sottile, concentrandosi su Romano, quartogenito di Svjatoslav. Questi aveva eseguito un'incursione ai danni di Perejaslav assieme ai guerrieri poloviciani, ma Vsevolod ne corruppe alcuni affinché uccidessero Romano, cosa che fecero. Nel frattempo, Oleg fu rapito da alcuni uomini cazari assoldati dal principe di Kiev e deportato a Costantinopoli, abbandonando così la città di Tmutarakan', al cui posto fu nominato un posadnik (governatore) di nome Ratibor fedele a Vsevolod. Secondo Martin Dimnik, fu proprio l'intervento di Ratibor a impedire che i mercenari cazari uccidessero il catturato..

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