Per relazioni bilaterali tra Portogallo e Iran si intendono i rapporti diplomatici che intercorrono tra i due paesi. Le relazioni diplomatiche tra la Repubblica Portoghese e la Repubblica Islamica dell’Iran risalgono al XVI secolo, a seguito della costituzione dello Stato Portoghese dell’India.
L'Iran ha un'ambasciata a Lisbona, mentre il Portogallo ha un'ambasciata a Teheran.
Storia I primi contatti tra Portogallo e Iran risalgono al XVI secolo, durante il periodo della dinastia safavide, quando un’armata portoghese guidata da Afonso de Albuquerque assaltò e conquistò Ormuz nel 1507. Da quel momento, i due Paesi iniziarono un periodo di intensa interazione, con numerose ambascerie e inviati da entrambe le parti. Nel 1513, Afonso de Albuquerque, in qualità di governatore dell’India portoghese, inviò Miguel Ferreira e João Ferreira in Persia come ambasciatori presso lo scià Ismail di Persia.
Nel 1515, dopo la sua sconfitta nella battaglia di Cialdiran contro gli Ottomani, Ismail cercò aiuto da Albuquerque, il che permise al Portogallo di riaffermare il suo dominio sul Golfo Persico. Albuquerque sostenne l’idea di un’alleanza Iran-Europa contro gli Ottomani e sollecitò Ismail a inviare emissari a Lisbona. Nel 1580, il Portogallo perse la sua indipendenza, ma la Spagna onorò l’alleanza e fornì armi da fuoco al sultano Muhammad Shah da Hormuz.
Durante il regno di Abbas il Grande, le relazioni tra Iran e Portogallo peggiorarono, poiché Abbas mal sopportava il fatto che Portogallo e Spagna controllassero territori che riteneva legittimamente suoi e godessero dei sostanziosi proventi doganali derivanti dal commercio che passava per Ormuz e dal porto vicino di Gamru, anch’esso sotto controllo portoghese. Il suo risentimento fu aggravato dalle continue voci sui maltrattamenti dei mercanti iraniani a Ormuz da parte dei portoghesi. Abbas permise quindi ad Allahverdi Khan di conquistare il Bahrain, che era un altro possedimento portoghese. Ciò portò a uno scontro tra Portogallo e Iran, ma il diplomatico portoghese Antonio de Gouveia riuscì a sdrammatizzare la situazione.
Dopo la Pace di Zsitvatorok del 1606, che pose fine ai conflitti tra l’Impero ottomano e la monarchia asburgica, gli Ottomani poterono finalmente concentrarsi sull’Iran, e Abbas si sentì tradito ancora una volta dai suoi alleati. Nel 1608, il governatore di Lar occupò l’isola di Qeshm, principale fonte di approvvigionamento idrico di Ormuz. Antonio de Gouvea tornò in Iran per cercare di ricucire i rapporti, ma la lettera che consegnò da parte del re Filippo di Spagna non offriva alcun sostegno militare, né vi furono progressi diplomatici. Temendo tuttavia di alienarsi potenziali alleati, Abbas non aggravò ulteriormente la situazione e continuò i suoi tentativi di riavvicinare Portogallo-Spagna e altre potenze europee nella sua lotta contro gli Ottomani, senza successo.
Nel 1614, Abbas sfogò infine la sua ostilità contro Spagna e Portogallo attaccando di nuovo il porto portoghese di Gamru. Un attacco diretto a Ormuz non era fattibile a causa della mancanza di navi da guerra iraniane, aggravata dal peggioramento delle relazioni con gli Ottomani. Abbas avviò comunque negoziati con i portoghesi su Ormuz, chiarendo però di non avere alcuna intenzione di restituire i territori già conquistati.
Con l’alleanza tra Iran e Inghilterra che appariva imminente, Portogallo e Spagna iniziarono a ricorrere a misure sempre più estreme per impedirla. Già nel 1612 i portoghesi avevano tentato di assassinare l’ambasciatore inglese Robert Shirley, facendo esplodere la sua casa. Nel 1619 l’ammiraglio portoghese Rui Freire de Andrada fu inviato a Ormuz con una flotta di cinque galeoni con l’ordine di impedire qualsiasi commercio di altre potenze europee con l’Iran e di costruire una fortezza sull’isola di Qishm. Tuttavia, quando la flotta di Rui Freire arrivò a Ormuz nel 1620, fu immediatamente sconfitta dagli inglesi. Infine, nel 1622, gli iraniani si allearono con gli inglesi e conquistarono Ormuz, ponendo fine a un secolo di egemonia portoghese nel Golfo Persico. Gli iraniani saccheggiarono l’isola e tennero per sé la maggior parte del bottino, suscitando l’ira degli inglesi che, poco dopo, rifiutarono di aiutarli a conquistare Mascate, altro possedimento portoghese.
In quel periodo, Robert Sherley si trovava a Madrid cercando di convincere Spagna e Portogallo a rientrare in un’alleanza anti-ottomana con l’Iran, ma i suoi sforzi naufragarono sulla condizione spagnola che Ormuz fosse restituita. Nel 1625 vi fu un tentativo di riconquistare Ormuz da parte di Portogallo e Spagna, che culminò in una grande battaglia navale al largo dell’isola tra otto galeoni portoghesi e una flotta anglo-olandese di forza simile. Con la battaglia che terminò in stallo, i portoghesi rinunciarono definitivamente a Hormuz.
Nel XX secolo, i rapporti tra i due Paesi furono ristabiliti, con l’apertura del primo consolato portoghese a Teheran nel dicembre 1932, seguita da una Legazione portoghese nella stessa città l’11 maggio 1956, che sarebbe poi divenuta ambasciata. Il 15 ottobre 1956, Luís Norton de Matos, Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario del Portogallo ad Ankara, presentò le sue credenziali come ambasciatore non residente a Teheran, diventando il primo rappresentante diplomatico del Portogallo in Iran in epoca moderna.
Nel corso delle prime due decadi del XX secolo, le relazioni tra i due Paesi si intensificarono: furono firmati numerosi accordi bilaterali e si registrarono visite ufficiali da entrambe le parti. Nel 2008 è stato celebrato il 500º anniversario delle relazioni tra i due Paesi.
Accordi bilaterali Sono stati firmati diversi accordi bilaterali tra i due Paesi, tra cui:
Protocollo finanziario, firmato il 10 ottobre 1993. Accordo di cooperazione nei settori della lingua, dell’istruzione, della cultura, dello sport, della gioventù, del turismo e dei media, firmato il 26 gennaio 2015. Accordo sull’abolizione dei visti per i titolari di passaporti diplomatici, speciali o di servizio, firmato il 22 aprile 2017.
Inoltre, numerosi Memorandum d’intesa sono stati sottoscritti tra vari ministeri dei due Paesi, riguardanti la cooperazione nei settori dell’istruzione, cultura, scienza, tecnologia, sport, turismo, documentazione storica e patrimoniale, agricoltura e consultazioni politiche.
Relazioni economiche I due Paesi mantengono una relazione economica e commerciale modesta ma costante. Nel 2019, il totale degli scambi commerciali tra Iran e Portogallo ammontava a 21,99 milioni di dollari, con un saldo positivo per il Portogallo pari a 5,21 milioni di dollari.
Nel 2020, l’Iran si posizionava al 104º posto tra i clienti delle esportazioni portoghesi, con una quota dello 0,02% del totale delle esportazioni di Lisbona in quell’anno, mentre era il 130º fornitore di beni al Portogallo, con una quota dello 0,002% del totale, nello stesso periodo.
I principali prodotti esportati dal Portogallo verso l’Iran nel 2020 sono stati: prodotti agricoli, prodotti alimentari, metalli comuni, minerali e minerali grezzi, macchinari e altre attrezzature. Nello stesso anno, i principali gruppi di prodotti esportati dall’Iran verso il Portogallo sono stati: minerali e minerali grezzi, prodotti agricoli e prodotti chimici.
Note
Voci correlate
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