La Scultura Poligonale (anche Low Poly Sculpture o Faceted Sculpture) è una corrente artistica contemporanea che utilizza un numero ridotto di poligoni per realizzare sculture/statue tridimensionali. Il termine Low poly deriva dall’ambito della grafica 3D e dell’animazione, dove viene impiegato per descrivere modelli con una bassa risoluzione poligonale, originariamente utilizzati per motivi tecnici (videogiochi, realtà virtuale, simulazioni) ma successivamente adottati soprattutto come scelta estetica.
Caratteristiche Uso intenzionale di un numero ridotto di poligoni, prevalentemente triangolari o quadrangolari. Predilezione per forme geometriche spigolose e astratte. Forte impatto estetico caratterizzato da spigoli e superfici piane.
Origine e contesto sociale La Scultura poligonale ha avuto origine nel mondo delle animazioni 3D e sviluppo dei giochi per computer all’inizio degli anni ’90 nel quale si utilizzava il termine Low poly come abbreviazione di Low Polygon Count. Dato che la potenza di calcolo era molto limitata, le forme 3D potevano essere rappresentate solo in modo semplificato obbligando gli sviluppatori a utilizzare pochi poligoni nei modelli 3D.
Uno degli esempi più significativi è rappresentato dal video musicale del singolo Money for Nothing dei Dire Straits (1985).
A partire dagli anni 2000, l’estetica Low poly ha conosciuto una diffusione anche nell’arte contemporanea, nella scultura e nel design. Fra i primi esempi di questo linguaggio artistico troviamo Le Monstre di Xavier Veilhan (2004) e la sedia Vertex di Karim Rashid per Vondom del (2010).
L'arte Low poly, sia nel suo contesto digitale che in quello fisico, continua a evolversi, dimostrando come un'estetica nata da un limite tecnico possa diventare un potente mezzo espressivo per esplorare la forma, la luce e il minimalismo.
Artisti Tra i principali esponenti di questa corrente artistica troviamo: Anyel Martinez (Shan project), Ahadi & Sharifi, Aryk Levy, Ben Foster, Daniele Basso, David Mesguich, Martin Taylor (Chromaforms), Okuda San Miguel, Pawel Orlowski , Richard Orlinski, Thomas Voillaume e Xavier Veilhan.
Opere più rappresentative Serie Rock (Arik Levi, 2006 - presente): la serie di sculture "Rock" è la più iconica di Levy. Queste opere, che variano in dimensioni da piccole creazioni a monumentali installazioni pubbliche, reinterpretano le formazioni cristalline e minerali. Le superfici sfaccettate e specchiate creano un gioco di luci e riflessi che integra la scultura nello spazio circostante
Wild Kong (Richard Orlinski, 2011): una delle opere più celebri dello scultore francese, ispirata al personaggio cinematografico di King Kong si pone a cavallo tra Neo Pop-Art e Low Poly Art
Gigant (Daniele Basso, 2015): Posizionato a Piz La Ila, a 2100 metri s.l.m, è una scultura permanente alta 6 metri che celebra i valori dello sport nella natura unica delle Dolomiti, nata per celebrare i 30 anni della gara di Ski World Cup Alta Badia – Dolomites, che si corre sulla pista Gran Risa.
Lucie (David Mesguich, 2016): ritratto monumentale, alto 10 metri, della figlia da cui trae anche il nome, installato a Poznan, in Polonia. L'opera è un esempio significativo del suo stile, che unisce la scultura low poly all'arte urbana
Air Sea and Land (Okuda San Miguel, 2018): un caleidoscopio di sette sculture di grandi dimensioni nel quartiere di Seaport a Boston. Un progetto che celebra attraverso l’arte la storia della convivenza tra uomo e animale, con un accento sul confine mitologico che sancisce il loro incontro.
Gabriel (Daniele Basso, 2019): tra le opere più note dell’artista, è una monumentale figura umana alata di 15 metri d’altezza realizzata in acciaio lucidato a specchio che nel 2019 ha fatto da scenografia per il concerto "Ali di Libertà" di Andrea Bocelli presso il Teatro del Silenzio.
Note
Categoria:Movimenti artistici