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Biografia Nacque a Borgo, in Corsica, il 23 maggio 1893, da un brigadiere della gendarmeria a cavallo.. Quando il padre andò in pensione si stabilì a Marsiglia, dove lui avrebbe completato gli studi presso il locale liceo. Nel 1912 superò l'esame di ammissione alla École spéciale militaire de Saint-Cyr, ottenendo una borsa di studio con corredo per i suoi studi. Completò poi un anno di addestramento operativo a partire dal 10 ottobre 1912 presso l'8° Reggimento cacciatori a cavallo ad Auxonne, per poi entrare nella scuola con il grado di aspirante. Il suo addestramento militare fu interrotto bruscamente dallo scoppio della prima guerra mondiale, il 12 agosto 1914 fu rimandato all'8° Reggimento cacciatori a cavallo, con il grado di sottotenente.

Partecipò alla prima battaglia della Marna e ai combattimenti sull'Yser. Nel 1915 prese parte a combattimenti in vari punti del fronte, dopo che questo si era stabilizzato e l'impiego della cavalleria non era più necessario.

Promosso al grado di tenente, ma scoraggiato dalla vita di fanteria, si arruolò volontario nell'Aéronautique Militaire, dove entrò il 30 dicembre 1916 come osservatore dall'aeroplano, brevetto poi ottenuto il 30 aprile 1917. Fu quindi assegnato alla Escadrille N38, una squadriglia dell'esercito dotata di velivoli biposto per la ricognizione strategica, e frequentò un corso di addestramento al tiro presso la scuola di Cazaux. Dopo quasi sei mesi di missioni di ricognizione al fronte, condotte dall'aeroporto di Noblette, si offrì volontario per divenire pilota.

Frequentò quindi le scuole di volo dove, il 7 settembre 1917, conseguì il brevetto, e il 22 febbraio 1918 fu assegnato alla Escadrille SPA 76 di stanza a Royaucourt, vicino a Montdidier, sul fronte della Mosa. L'unità era di stanza vicino a Reims quando ebbero luogo le prime offensive primaverili tedesche, e poi fu assegnata al settore di Verdun, lontano dalle zone di combattimento. Solo il 28 maggio 1918 fu inviata vicino a Compiègne, e proprio in quel giorno egli ottenne la sua prima vittoria accertata, costringendo un biposto LVG C ad atterrare nelle linee francesi. Fino alla fine del mese di avrebbe ottenuto altre tre vittorie, tra cui due biposto catturati. Quando giunse il momento delle controffensive alleate, gli fu assegnato, come ufficiale attivo, il comando della nuova Escadrille SPA 165, costituita il 2 agosto 1918. Guidando i suoi giovani piloti in combattimento, avrebbe ottenuto tre nuove vittorie, tra cui due Fokker D.VII, prima della firma dell'armistizio di Compiègne, avvenuta l'11 novembre 1918.

Il 13 marzo 1919 gli fu assegnato il comando della Escadrille SPA 85, dove rimase solo un mese prima di essere assegnato al Magazzino speciale n. 2 di Nanterre come capo del reparto motori, quindi, dal 1° luglio 1920, al reparto aeronautico del Ministero della Guerra come capo del servizio informazioni. Promosso capitano il 25 settembre 1921, fu trasferito al 2° Reggimento d'aviazione il 25 marzo 1922, e si unì allo stato maggiore del maresciallo di Francia Marie Émile Fayolle il 12 settembre 1923. Vi rimase per un breve periodo, in quanto alla fine del 1923 fu trasferito al 33° Reggimento d'aviazione. Sposò la signorina Andrée Pommier il 27 aprile 1925 a Clermont-Ferrand, dalla quale ebbe tre figli. Dopo aver ricoperto vari incarichi, fu promosso maggiore il 25 dicembre 1927, ottenendo il diploma di stato maggiore alla scuola superiore di guerra dopo due anni di studio (1928-1929). Nel giugno 1930 divenne assistente ufficiale presso la segreteria generale del Ministero dell'Aeronautica. Fu nominato comandante dell'Aeronautica militare dell'Africa Equatoriale Francese (AEF), succedendo a Georges Pelletier-Doisy, e sbarcando a Dakar il 26 ottobre 1932. Promosso tenente colonnello il 25 dicembre 1932.

Assegnato allo Stato Maggiore dell'Aeronautica, 30 giugno 1934, venne istaccato al Centro di Studi Aerei Avanzati nel 1936 . Fu nominato colonnello il 15 settembre 1936. Comandante facente funzioni della 22ª Brigata Aerea dal 1 agosto 1937 , venne trasferito al Ministero della Difesa Nazionale il 3 febbraio 1938. Il 15 marzo 1939 fu promosso generale di brigata aerea, e dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale si ritrovò nel 1940 alla testa del Groupemente de chasse 23 con quartier generale a Laon-Chambly, formata dai GC III/2, III/7, II/2, I/3 e l'ECMJ I/16, che dovette sopportare l'intero peso dell'offensiva tedesca, scatenata il 10 maggio. Le sue unità, per lo più equipaggiate con i caccia Morane-Saulnier MS 406, subirono pesanti perdite contro i superiori Messerschmitt Bf 109. Il 17 maggio 1940, mentre i carri armati tedeschi sfruttavano lo sfondamento di Sedan, egli ordinò al Groupe de chasse I/1 di partecipare a una missione di copertura aerea nella regione di Montcornet, dove l'unità corazzata del colonnello Charles de Gaulle stavano tentando una controffensiva. Il GC I/1 faceva parte del Groupemente de chasse 21, responsabile della difesa di Parigi e del bacino della Senna, e il generale Amand Pinsard, a capo di questo gruppo, annullò l'ordine e ricordò a tutti che l'unità era sotto il suo comando e che solo lui poteva deciderne l'impiego.

Con la firma dell'armistizio con la Germania del 22 giugno, l'Armée de l'air era destinata ad essere sciolta. Gli eventi di Mers-El-Kébir portarono i tedeschi a rivedere la loro posizione e a lasciare al governo di Vichy a mantenere una propria forza aerea, chiamata Armée de l'air de l'armistice. I tedeschi avrebbero controllato attentamente tutti i movimenti di unità e materiali, riducendo al minimo indispensabile le ore di addestramento consentite ai piloti. Dopo un periodo di riorganizzazione, il governo di Vichy lo nominò capo di stato maggiore dell'Armée de l'air il 23 settembre 1940, promuovendolo generale di divisione aerea il 25 dicembre 1940 e poi generale di corpo d'armata aerea il 1° novembre 1942. Favorì la nascita dell'Organizzazione della Gioventù e della Montagna, partecipando all'inaugurazione di diversi centri, per mantenere mobilitati molti degli ufficiali rimasti senza lavoro a causa delle clausole armistiziali. Questi centri sarebbero diventati bacini di reclutamento per la futura resistenza francese. Nel 1941 l'aviazione francese fu impegnata, senza successo, a contrastare l'invasione inglese della Siria.

All'epoca l'intera industria aeronautica francese lavorava per i tedeschi, la mimetizzazione delle attrezzature dell'aeronautica era molto limitata e la maggior parte di essa era stata consegnata all'occupante, che aveva pienamente raggiunto il suo obiettivo di neutralizzare il potenziale aeronautico militare francese. Questo compromesso non sembrò rappresentare un problema per lui, che arrivò al punto da studiare la creazione di una "mini zona franca" nei pressi del porto di Tolone quando i tedeschi attraversarono la linea di demarcazione dopo l'invasione alleata del Nord Africa nel novembre 1942. L'Aeronautica francese avrebbe dovuto garantire la neutralità della flotta, ma poiché a Tolone non esisteva alcun aeroporto, avrebbe dovuto condividere i suoi aeroporti con la Luftwaffe e combattere al fianco di quest'ultima per proteggere una flotta che gli Alleati non avrebbero mancato di attaccare. Il successivo autoaffondamento della flotta, deciso dall'ammiraglio Jean de Laborde, fece decadere questo piano e le autorità tedesche sciolsero definitivamente l'Armée de l'air de l'armistice. Cercò per quanto possibile di salvare ciò che poteva della componente aeronautica, sostenendo di supervisionarne la smobilitazione. Quando si rese conto che i tedeschi non avevano alcun interesse per un esercito francese e volevano solo attingere alle sue scorte e infrastrutture, in un impeto di orgoglio, si dimise dall'incarico nel marzo 1943 e fu messo in congedo per armistizio su sua richiesta, senza richiedere alcun incarico a Vichy. Quando iniziarono le battaglie per la liberazione della Francia, si mise a disposizione delle FFI in Alvernia il 18 agosto 1944, due giorni dopo la fine dei combattimenti nel settore, come sottolineò il capo delle FFI, che firmò un certificato su sua richiesta. Cercò quindi di riottenere il comando nell'aeronautica militare scrivendo una lunga lettera al ministro dell'aeronautica Charles Tillon nel settembre del 1944. Il ministro, combattente di lunga data della resistenza comunista, gli rivolse un duro rifiuto in data 17 ottobre 1944, ricordandogli il suo stato di servizio.

L'Alta Corte di Giustizia, dopo aver esaminato il suo fascicolo, concluse con una lettera del 30 ottobre 1946 che non conteneva alcun elemento idoneo a incriminarlo penalmente. Non fu quindi perseguito per atti di collaborazionismo, ma la Commissione di Purificazione dell'Armée de l'air, presieduta dal generale Gabriel Cochet, osservò che è deplorevole che, date le posizioni ricoperte da questo generale, quest'ultimo non abbia potuto entrare in contatto con i vari movimenti di resistenza. L'Aeronautica Militare, disse il generale, non serviva un governo ma la Francia, quindi nemmeno la scusa della "lealtà al Maresciallo", la sola Francia. Tuttavia, il generale Romatet non fece nulla, né fece fare nulla per essa.

Fu posto in congedo il 23 maggio 1946, e poi in congedo dal personale navigante il 23 novembre, e quindi collocato a riposo d'ufficio il 30 maggio 1947 per decisione del Ministro dell'Aeronautica. Egli portò avanti una lunga battaglia legale contro questa sanzione, che considerava ingiustificata, e nel 1947 intentò un'azione legale, perdendola. Dopo l'amnistia del 6 agosto 1953, richiese di nuovo la reintegrazione nella Seconda Riserva dell'Aeronautica e la ricostituzione della carriera per ottenere un aumento di pensione. Perse nuovamente l'appello nel 1960, e dopo aver presentato altri ricorsi, il procedimento si concluse nel 1973 con una sentenza del Consiglio di Stato che lo condannava definitivamente con annesso pagamento delle spese processuali. Membro dell'Associazione degli Assi francesi e ignorato dai suoi colleghi, morì il 15 maggio 1975 a La Bazoche-Gouet.

Onorificenze

Onorificenze estere

Note

Bibliografia

Periodici

Voci correlate Jean Louis Garot

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