Lo studioso è noto per il ritrovamento e gli studi che condussero all’editio princeps dell’Apocriticus (o Monogenes; in greco antico: Μακαρίου Μάγνητος Ἀποκριτικός ἢ Μονογενής, Apokritikòs ē monogenēs, o Apokritikòs ē monogenēs pros Hellēnas, ossia [Dialogo] Apocritico o Unigenito contro i Greci), testo di apologetica del cristianesimo antico, composto da Macario di Magnesia, che preserva ampie porzioni testuali di antiche opere della polemistica pagana altrimenti perdute.

Omonimie Sono noti almeno altri due personaggi francesi omonimi dello studioso: un Charles Blondel (1876-1939) medico, filosofo e psicologo francese, anch'egli compianto per la prematura scomparsa; un Charles Blondel (1895-1975) Consigliere di Stato e Commissario della Repubblica nominato dal Governo provvisorio della Repubblica francese a Strasburgo nel 1944.

Biografia Di Blondel si conoscono pochi dati biografici certi; è ricordato soprattutto per aver curato, sulla base di un manoscritto oggi perduto (il cosiddetto Atheniensis), la prima edizione a stampa di frammenti superstiti dell’opera di Macario di Magnesia, contribuendo in modo decisivo alla riscoperta dell’autore in età moderna.

Il codice "Atheniensis" e l'intervento di Blondel L'unico testimone ai tempi conosciuto dell'"Apocriticus" di Macario era un codice medio-bizantino (XI-XII sec.) custodito presso la "Biblioteca Nazionale di Atene" e indi denominato "Atheniensis" ("Ateniese"), contrassegnato col numero "94" o "1295".

Nelle sue prefazioni e notazioni editoriali, Blondel menzionava di essersi servito di questo unico manoscritto già segnalato da viaggiatori e studiosi nel XIX secolo ma non studiato a fondo prima di lui, che lo aveva rinvenuto nella Biblioteca nel 1867.

L'"Ateniese" tramandava l’opera in forma mutila«Paul Foucart y Charles Blondel … editarían un manuscrito incompleto del Apocrítico (o Monogénès) de Macario Magnes»: (dal libro I, cap. 18 fino al libro IV, cap. 30) e in alcuni sottotitoli di esso figurava anche il sottotitolo "Apocriticus". L'importanza di tale specificazione sarebbe stata messa in ombra tuttavia dalla lezione più difficile e originale del titolo, ossia "Monogenēs", (l')"Unigenito", attestata dal "Vaticano greco 1650" (XI sec.) che dunque si sarebbe affiancata, successivamente, alla vicenda della tradizione manoscritta e trasmissione dell'opera.

Intervenuta però improvvisamente la prematura morte del giovane studioso, nel 1873, fu invece il suo sodale Paul Foucart a pubblicare l'opera, nel 1876.

Blondel è menzionato doverosamente come curatore della pregiata in edizione, mentre il nome dell'amico studioso è come ritratto, nel titolo, con una citazione di secondo grado, in un "con l'assistenza di": adiuvante P. Foucart.

Dopo la pubblicazione dell’edizione il codice, già in condizioni precarie all’epoca della consultazione, scomparve misteriosamente, come altri testimoni già noti in Italia tra XV e XVI secolo, probabilmente disperso o smarrito a seguito di spostamenti bibliotecari, e non è stato più ritrovato. Gli studiosi successivi hanno potuto fruire del manoscritto perduto, l'appunto cosiddetto "Atheniensis deperditus", solo attraverso il testo stampato da Blondel e sul suo apparato critico.

Come sottolineò, indi, Jurado l'edizione Blondel-Foucart si trasformò ipso facto in una fonte di prim'ordine per la ricostruzione del trattato porfiriano.Malgrado Jurado in alcune bibliografie sia citato erroneamente come Ramos Jurado, talora immettendo l'uno o l'altro dei suoi nomi (Enrique o Antonio), la referenza corretta è: "Antonio Ramírez de Verger Jurado": , , Nelle citazioni e in Bibliografia si mantengono le fonti secondarie come rinvenute ma naturalmente si segnala qui l'altrui errore e la coincidenza di autore e studii benché altrimenti citati.

Nell'edizione del 1893, Harnack, segnalando l'edizione dei due amici come il punto di partenza moderno per lo studio dell’"Apocriticus", raccoglie dalla testimonianza di Paul Foucart il resoconto che Blondel gli aveva reso del manoscritto stesso.

Più recenti sulla problematica si soffermano le analisi di Mayerson, Muscolino e Goulet.

Opere

Ricezione critica dell'opera di Blondel Harnack nella propria edizione del 1893 segnala quella nata dalla collaborazione Blondel-Foucart come il punto di partenza moderno per lo studio dell’"Apocriticus". Burn nel 1921 cita l’edizione Blondel come riferimento necessario e ancora insostituibile. Nel 1934 Bardy ricorda Blondel come il primo editore moderno, anche sottolineando la perdita del codice Ateniese e l’importanza dell’edizione Blondel-Foucart dopo lo smarrimento del codice "Ateniese". Nel 1999, Jurado sottolinea che, smarrito il codice "Ateniese", l'edizione Blondel-Foucart si trasformò ipso facto in una fonte «di prim'ordine». Goulet nel 2005 precisa che Blondel, con l’aiuto di Foucart, pubblicò la prima edizione moderna dell’Apocriticus.

Note

Bibliografia

in

Voci correlate Macario di Magnesia Porfirio di Tiro

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