Nazionalista e monarchico, fu il principale protagonista dei tentativi di restaurazione durante la Prima Repubblica portoghese come la controrivoluzione nota come Monarchia del Nord. Per la sua incrollabile fedeltà alla causa fu soprannominato dai suoi sostenitori O Paladino; per il suo idealismo e il suo patriottismo venne paragonato a Nuno Álvares Pereira.

Biografia

Infanzia Nato il 30 dicembre 1861 nella freguesia di São Mamede, a Lisbona, era figlio di José Joaquim de Paiva Cabral Couceiro (1830-1916), originario di Leiria, alto ufficiale e ingegnere di rilievo nell’Esercito Portoghese, e di Helena Isabel Teresa Mitchell (1832-1901), protestante di origine irlandese nata a Newcastle upon Tyne, in Inghilterra, convertitasi al cattolicesimo dopo essere stata educata in un convento in Francia. Dopo la morte del padre vedovo, la giovane Helena Mitchell lavorò per un periodo a Madrid, prima di stabilirsi in Portogallo come governante dei figli del visconte di Torrão. Fu in qualità di istitutrice che conobbe l’ingegnere José Couceiro, che poi sposò nel 1860, dando in seguito alla luce due figlie femmine, Carolina e Conceição, e il loro unico figlio maschio, Henrique. Il giovane Henrique fu cresciuto in un ambiente severo e autoritario, dove si teneva lontano dalla letteratura popolare, non frequentava il teatro, partecipava quotidianamente alla messa e leggeva ogni giorno l'Imitazione di Cristo, in preparazione al “sacrificio supremo”. Helena Mitchell instillò nel figlio lo zelo religioso e la disciplina militare; all’età di undici anni gli regalò libri sulle Crociate e Ivanhoe. Paiva Couceiro lesse e rilesse una copia del Don Chisciotte, coltivando l’etica del cavaliere medievale: austerità, valore, astinenza, servizio a Dio e alla patriaValente, Vasco Paulido (2010). "Henrique Paiva Couceiro – um colonialista e um conservador". Análise Social. XXXVI (160). Lisbon: Instituto de Ciências Sociais: 767–802..

Accademia militare Destinato, per educazione familiare, alla carriera militare, concluse gli studi preparatori a Lisbona il 14 gennaio 1879 e, a diciassette anni, si arruolò volontario nel 2º Reggimento di Lancieri Reali della Cavalleria, dove prestò servizio fino al 1880. In seguito fu trasferito al 1º Reggimento d’Artiglieria e si iscrisse all’Accademia Militare presso lEscola Politécnica de Lisboa (l’attuale Università Politecnica di Lisbona), dove studiò artiglieria tra il 1881 e il 1884 come candidato ufficiale. Il 24 giugno 1881, a diciannove anni, alla vigilia della promozione a sottotenente, sparò cinque colpi con la sua rivoltella di ordinanza ferendo Luís Léon de la Torre. L’aggressione, avvenuta a Chiado, nel centro di Lisbona, fu provocata da un urto di spalla che generò un insulto volgare alla dignità di Couceiro. Per questo semplice affronto, che ai suoi occhi non aveva giustificazione, estrasse l’arma e sparò cinque colpi (tre dei quali andarono a segno) contro la vittima. Nell’ottobre dello stesso anno, Couceiro fu chiamato a rispondere davanti al Consiglio di Guerra per tentato omicidio e uso di arma proibita. Il Consiglio, pur non ritenendo provata l’accusa di tentato omicidio, lo condannò all’iniziale pena di due anni di reclusione, poi commutata il 7 aprile 1882 a sei mesi più il tempo già scontato. Fu rilasciato dal carcere militare del Forte di São Julião da Barra e rientrò all’Accademia militare il 26 ottobre 1882Arquivo Histórico Militar, ref AHM/div/3/7/1183, Nota de assentos que tem no livro de matricula e no registo disciplinar o official abaixo mencionado", 7 aprile 1882.

Gli eventi legati alla sua reclusione non influirono sulla carriera: il 9 gennaio 1884 fu promosso sottotenente d’artiglieria e prestò servizio nel prestigioso 1º Reggimento d’Artiglieria di Campolide, a Lisbona. In quel contesto si unì a un gruppo di giovani ufficiali dediti alle arti militari dell’epoca, come la scherma e l’equitazione. Fu successivamente promosso tenente il 27 gennaio 1886 e, infine, capitano il 4 luglio 1889, quando si offrì volontario per una missione nelle colonie portoghesi in Africa.

Campagna in Angola (1889-1891)

Paiva Couceiro arrivò a Luanda, in Angola, il 1º settembre 1889 e fu immediatamente nominato comandante dello Squadrone di Cavalleria Irregolare nel villaggio di Humpata. Non rimase a lungo in questo avamposto: pare fosse insoddisfatto dei suoi subordinati, dei loro metodi e del basso livello di disciplina, ma riuscì comunque a impiegarli in una campagna per il recupero di bestiame rubato, evitando di ricorrere ai mercenari boeri locali, come era consuetudine. Nel gennaio 1890 si recò nel villaggio di Belmonte, nel Bié, impegnato in una missione che lo portò lungo il fiume Cuando, fino a Cuito e poi a Lialui, lungo lo Zambesi per negoziare con il capo della tribù Barotze. Per ottenere il riconoscimento della sovranità portoghese da parte del capo tribale, Couceiro portò con sé una tunica e una spada da colonnello, tessuti, oro, velluti, casse di vino Porto e armi. Tuttavia, il progetto fu annullato dal governatore coloniale dell’Angola. Ciò fu una conseguenza dell'ultimatum britannico del 1890, che spazzò via ogni residua illusione imperiale portoghese di sovranità nell’Africa centro-meridionale, rendendo il viaggio pericoloso e inutile. Per dispetto, Couceiro abbandonò l’uso del cognome materno "Mitchell".

Le truppe di Couceiro si stabilirono a Belmonte, ma circondati dalle forze del capo di Bié, furono costrette a ritirarsi a Bailundo. Dopo aver sostato lungo la strada per Cambane, ricevette ordini dal governatore Guilherme de Brito Capelo di seguire il ramo angolano del fiume Okavango fino a Mucusso (un viaggio di 2.600 km attraverso terre inesplorate), per verificarne la navigabilità e affermare la sovranità portoghese, minacciata dalle forze britanniche. La carovana partì il 30 aprile 1890 e comprendeva un interprete, 10 soldati mozambicani e 90 assistenti, che attraversarono territori abitati da 16 capi tribali con culture diverse e in ambienti mai visitati prima dagli europei. Il viaggio terminò il 30 luglio 1890 nel villaggio del capo della tribù Mucusso. Decisero di proseguire l’esplorazione fino alle isole fluviali di Gomar e tornarono fino al Forte di Princesa Amélia, nel Bié, dove giunsero il 14 ottobre 1890, dopo cinque mesi. Per questa spedizione, Couceiro ricevette il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Torre e della Spada il 18 dicembre 1890.

Tornato a Bié, si unì allo Squadrone di Cavalleria di Artur de Paiva per una spedizione punitiva volta ad arrestare il capo Dunduma (o N’Dunduma), che sei mesi prima gli aveva lanciato l’ultimatum. Artur Paiva portò con sé 300 indigeni, 70 mercenari boeri, volontari portoghesi e un gruppo di ausiliari composto da Zulu e Damara. Dopo 30 giorni di attacchi, durante i quali Couceiro annotò che fu imposta la giustizia portoghese, i Barotze consegnarono il loro capo. Terminata l’operazione, gli fu affidata la sottomissione della regione di Caranganja e l’esplorazione dei giacimenti di sale lungo la sponda orientale del fiume Cuanza, da cui produsse dettagliati rapporti sulla spedizione. Al termine della campagna, tornò a Belmonte con la febbre e il 17 febbraio 1891 il Ministero della Marina revocò la sua missione, ordinandone il rientro a Lisbona. In segno di riconoscenza, gli abitanti della regione Belmonte-Cuito-Benguela gli donarono una replica tempestata di diamanti della sua onorificenza dell’Ordine della Torre e della Spada. Ricevuto a Lisbona, fu celebrato per le sue attività militari e per l’apertura dell’entroterra angolano, ricevendo il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Torre e della Spada il 29 maggio 1891. Campagna nel Rif (1893-1894) La sua onorificenza non fu accompagnata da alcuna promozione, e dopo un breve soggiorno a Lisbona, fu assegnato al 3º Reggimento d’Artiglieria a Santarém, dove rimase tra agosto 1891 e agosto 1892. Tornò poi al 1º Reggimento d’Artiglieria di Lisbona. Generalmente insoddisfatto della vita nella capitale, chiese un trasferimento temporaneo alla Legione Straniera Spagnola, allora impegnata a Melilla durante la prima guerra del Rif tra il 1893 e il 1894, in quello che diventerà successivamente il Marocco spagnolo. Si distinse in servizio, ricevendo la Medaglia al Merito Militare spagnola, ma al termine del suo incarico tornò nuovamente a Lisbona, ancora una volta senza ottenere promozioni.

Campagna in Mozambico (1894-1895) Nell’ottobre 1894, la tribù Tsonga nel sud del Mozambico si ribellò e attaccò la comunità di Lourenço Marques (oggi Maputo). Il governo di Ernesto Hintze Ribeiro nominò l’ex ministro del Partito Progressista António Enes come Commissario Reale in Mozambico, con il compito di reprimere la rivolta e riaffermare la sovranità portoghese, minacciata dalle ambizioni britanniche di Cecil Rhodes, che considerava i portoghesi incapaci di mantenere il controllo del territorio. Grazie alla sua fama acquisita in Angola, Paiva Couceiro fu invitato a ricoprire il ruolo di aiutante di campo. Tra gennaio e maggio 1895 fu raggiunto in Mozambico da Alfredo Augusto Freire de Andrade, Aires de Ornelas, Eduardo da Costa e Joaquim Augusto Mouzinho de Albuquerque, insieme al comandante locale maggiore Alfredo Augusto Caldas Xavier. All’arrivo, il contingente si trovò di fronte a una maggioranza di tribù locali ostili ai portoghesi, che circondavano Lourenço Marques. La strategia iniziale fu quella di occupare Marracuene per ristabilire l’ordine e riconquistare il controllo. Il 21 gennaio 1895, una colonna partì da Lourenço Marques per una pattuglia di 15 chilometri. Couceiro, con un’avanguardia di tredici cavalieri, si distaccò dalla colonna e fu attaccato dai Tsonga, ma riuscì a respingerli. Un mese dopo il distaccamento di Couceiro — composto da 37 ufficiali e 791 soldati, tra cui 300 angolani — fu attaccato il 2 febbraio 1895. Ci fu confusione tra le file angolane e le linee cedettero, ma Couceiro e gli altri ufficiali riuscirono a ricompattare le truppe. Nella battaglia morirono tra i 4 e gli 8 soldati portoghesi e 20 angolani, mentre circa 200 Tsonga persero la vita. La colonna rimase sul campo per tre giorni e il 5 marzo 1895 marciò su Amboane, rientrando a Lourenço Marques il giorno seguente, dove rimase per un mese. Couceiro marciò poi verso il confine meridionale delle terre Vátua a fine giugno con 270 europei, 50 angolani, cinque cannoni e tre mitragliatrici. Il 23 agosto 1895, Couceiro ricevette l’ordine di attaccare e arrestare un ribelle di nome Matibejana. Mentre avanzava con 1.000 uomini, un contingente di ausiliari saccheggiò i villaggi vicini e massacrò gli abitanti. Quello che sarebbe passato alla storia come la Battaglia di Magul fu caratterizzato da azioni più cavalleresche che strategiche. Il contingente di Couceiro si separò nuovamente da quello di Freire de Andrade e, giunto presso le tribù di Cossine, lanciò un ultimatum per la consegna di Matibejana entro tre giorni. Poiché ciò non avvenne, i guerrieri tribali attaccarono direttamente le linee portoghesi, che resistettero con 5 morti e 27 feriti, mentre le perdite tribali ammontarono a 300–450 uomini. Sebbene non si trattasse di una vittoria strategica, la battaglia sancì la supremazia militare portoghese e cambiò le sorti degli scontri luso-africani.