Biografia Nato nella località di Cappella a Lucca, ancora giovanissimo si iscrisse al locale Istituto di Belle Arti di Lucca, dove strinse amicizia con il pittore viareggino Lorenzo Viani. Nel 1903 fu premiato con la medaglia di bronzo al Primo corso speciale di pittura; l'anno successivo concluse il terzo anno del Corso speciale di scultura. Trascorse un periodo a Berlino, dove lavorò come stuccatoreArchivio storico degli artisti lucchesi, Fondazione Ragghianti, Lucca..
Rientrato a Lucca, partecipò insieme ai colleghi Francesco Petroni, Alfredo Angeloni e Arnaldo Fazzi al concorso nazionale per la decorazione scultorea del nuovo ponte Vittorio Emanuele a Roma, e espose alle mostre organizzate dalla "Pro Arte Lucensi". Nel 1912 presentò una testa in terracotta e alcuni bassorilievi a San Pellegrino Terme (provincia di Bergamo).
Negli anni 1920 insegnò al Regio Istituto di Belle Arti "A. Passaglia" come aiuto capo d'arte nella sezione di plastica decorativa del collega Fausto Mancini. Realizzò numerose opere per il Cimitero Urbano di Lucca e di Viareggio, tra cui il complesso scultoreo in bronzo per la cappella della famiglia Del Papa (1929) e diversi monumenti ai Caduti della Prima guerra mondiale, tra cui quelli di Capannori (1922, poi distrutto), Sesto di Moriano (1922), Bientina, Mutigliano, Il Piaggione e San Gimignano (tutti inaugurati nel 1924). La paternità dei monumenti di Minucciano e Gramolazzo (1929) è invece incerta, attribuita a uno scultore Baccelli (Alfredo o Giuseppe).
Tra le sue opere più note figurano il ritratto di un giovane avvocato lucchese (1908), lo stemma per il sottopasso di Porta Sant'Anna a Lucca (1910, in collaborazione con Alberto Cheli), un apostolo in bronzo esposto alla Società delle Belle Arti di Firenze (1912), un busto di falciatore per villa Varraud a Bagni di Lucca, il busto di Gian Domenico Mansi presso la Biblioteca statale di Lucca e una maschera di Arnaldo Mussolini. Fu membro della giuria in vari concorsi per monumenti, tra cui quello ai Caduti di Pietrasanta, vinto da Abele Jacopi.
Negli ultimi anni di vita, a causa di precarie condizioni di salute, interruppe l'attività artistica e si trasferì a Viareggio, dove morì il 19 dicembre 1932.
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