La Visione di san Girolamo è un dipinto a olio su rame (42,5 × 47,5 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, conservato presso il Museo del Louvre di Parigi. Sebbene il museo proponga una datazione ampia, compresa tra il 1600 e il 1625, la critica tende a collocare l'opera intorno al 1619-1620, negli anni immediatamente precedenti al soggiorno romano dell'artista (1621-1623). Storia Il dipinto faceva parte della collezione del cardinale Ludovico Ludovisi, nipote dell'arcivescovo di Bologna Alessandro Ludovisi, divenuto poi Papa Gregorio XV. Nell'inventario del 1633 l'opera è menzionata come «Un San Girolamo disteso con un angelo che gli suona la tromba sopra, alto palmi due, et un quarto, cornice dorata et intagliata di mano del Guercino». È probabile che il committente fosse lo stesso cardinale Ludovisi.
Il dipinto fu menzionato anche da Giovanni Battista Passeri, ma, poiché egli non ne indica l'ubicazione, è probabile che ne conoscesse la composizione attraverso l’incisione eseguita da Giovanni Battista Pasqualini.
Il dipinto non rimase a lungo nella collezione Ludovisi: nel 1662 era posseduto dal conte Louis-Henri de Loménie de Brienne, dal quale l'abbé de Saint-Léger lo acquistò nel 1685 per conto di Luigi XIV. L'opera compare nell'inventario dei quadri del sovrano redatto da Nicolas Bailly tra il 1709 e il 1710.
La composizione conobbe un notevole successo, come mostra il numero delle copie antiche. Secondo Denis Mahon, la versione oggi al Louvre può essere datata al 1619-1620, mentre quella conservata al Museo Puškin di Mosca risalirebbe al 1621, quando il pittore si trovava già a Roma.
La fortuna della composizione è attestata anche dall'incisione in controparte che Giovanni Battista Pasqualini ne trasse, dedicandola a Sig. Castelli, protonotario apostolico e già cappellano di Papa Gregorio XV; Malvasia la cita però nel contesto della descrizione dell'altra Visione di san Girolamo, già nella collezione Sampieri e oggi a Mosca. Descrizione e stile San Girolamo è raffigurato disteso a terra, con il corpo nudo in parte coperto da un drappo rosso. Sopra di lui compare un angelo tra le nubi, nell'atto di suonare una tromba rivolta verso il santo, che solleva il braccio destro per ripararsi alla luce dell'apparizione. La scena è ambientata in un paesaggio oscuro; il teschio e i libri posti accanto al santo richiamano i temi della penitenza, dello studio e della meditazione sulla morte.
L'iconografia non deriva da un episodio preciso della vita di san Girolamo, ma da un tema sviluppatosi nel tardo Medioevo, nel quale la visione del santo è associata all'annuncio del giudizio divino. Secondo Denis Mahon, Guercino tradusse questo soggetto in una composizione energica e dinamica, fondata su un impianto diagonale e su un movimento accentuato delle figure, che conferiscono alla scena una forte tensione visionaria. Esposizioni Il dipinto fu esposto a Parigi nel 1990, al Pavillon de Flore del Louvre, nella mostra Le Guerchin en France, tenuta dal 31 maggio al 12 novembre 1990 e curata da Stéphane Loire, che ne pubblicò la scheda nel catalogo dell'esposizione. Successivamente l'opera fu inclusa nella grande mostra itinerante dedicata al pittore, Il Guercino, 1591-1666, inaugurata a Bologna e Cento nel 1991: al Museo Civico Archeologico e alla Pinacoteca Civica dal 6 settembre al 10 novembre; poi alla Schirn Kunsthalle di Francoforte dal 30 novembre 1991 al 9 febbraio 1992; infine alla National Gallery of Art di Washington dal 15 marzo al 17 maggio 1992. Note
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