La Bibbia di San Paolo fuori le mura è un manoscritto miniato della Bibbia risalente al IX secolo e conservato presso l'abbazia di San Paolo fuori le mura a Roma.

Storia Il codice fu creato tra l'866 e l'869, probabilmente in un monastero nell'area di Reims, per volere del re dei Franchi occidentali Carlo il Calvo. Di ciò ci informa, nel prologo del libro, il suo autore, ossia il monaco Ingoberto, che afferma di voler essere fedele tanto al sovrano quanto al testo biblico; a Ingoberto si devono sia il testo sia le miniature, anche se è probabile che non abbia lavorato da solo, bensì coordinando gli sforzi di più amanuensi. La Bibbia fu quindi offerta in dono a papa Giovanni VIII in occasione del viaggio di Carlo a Roma per l'incoronazione a imperatore da parte del pontefice, la notte di Natale dell'875.

Nell'XI secolo, papa Gregorio VII donò il manoscritto all'abbazia benedettina di San Paolo fuori le mura, ove per secoli fu consultata e utilizzata per lo studio della comunità monastica locale, custode del luogo di sepoltura di San Paolo.

Nel 1646 il libro ricevette un restauro, e sempre nel XVII secolo fu dotato di una nuova rilegatura e di una nuova copertina in marocchino rosso e dorato.

Eccetto altri piccoli restauri nel 1970, il libro non ha quasi mai lasciato l'abbazia di San Paolo. Eccezionalmente, in occasione dell'Anno Paolino indetto da papa Benedetto XVI per commemorare il bimillenario della nascita dell'apostolo (2008-2009), la Bibbia è stata esposta alla venerazione dei fedeli.

Contenuto

Il codice contiene l'interezza dell'Antico e del Nuovo Testamento nella versione latina della Vulgata di San Girolamo. Il testo biblico vero è proprio è preceduto da un prologo di esortazione al lettore, da una dedica a Carlo il Calvo, e da una seconda dedica idealmente rivolta a San Girolamo.

Il manoscritto è riccamente decorato di miniature, di cui ben 25 (oggi 24) a pagina intera: due ritratti, l'uno di Carlo il Calvo e l'altro di San Girolamo, all'interno delle rispettive dediche; 15 (oggi 14) per i libri dell'Antico Testamento (la miniatura del Libro di Giobbe è oggi perduta); 8 per il Nuovo Testamento (un Cristo in maestà, 4 ritratti degli evangelisti, e una ciascuna per Atti degli Apostoli, epistole paoline e Apocalisse di Giovanni).

A queste si aggiungono altre miniature non a pagina intera (4 tavole eusebiane, 35 incipit decorati e 91 capilettera). Tutto ciò lo rende di gran lunga la più decorata delle Bibbie carolinge giunte fino a noi.

Bibliografia Ingo Walther, Norbert Wolf, Codices Illustres: The world's most famous illuminated manuscripts, 400 to 1600, Taschen, Köln 2005. Marco Cardinali, La Bibbia carolingia dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura, Edizioni Abbazia San Paolo, Città del Vaticano 2009.

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