La rivolta del 31 gennaio 1891 fu un tentativo di rivoluzione repubblicana avvenuto in Portogallo per rovesciare la monarchia. La rivolta partì nella seconda città del paese, Porto e fu soprannominata la "rivolta dei sergenti" essendo composta soprattutto da militari.

Antefatti

La causa immediata della rivolta fu l'ultimatum britannico del 1890, noto anche come Ultimatum di Lord Salisbury, che fu consegnato al Regno del Portogallo l'11 gennaio 1890. Il Portogallo aveva tentato di rivendicare una vasta area dell'Africa meridionale tra le sue colonie del Mozambico e dell'Angola, che era stata inclusa nella Mappa Rosa del Portogallo preparata nel 1885 per mostrare la sovranità del paese su quelle regioni. L'ultimatum richiedeva il ritiro delle forze portoghesi dalle aree rivendicate sulla base dell'esplorazione portoghese, poiché la Gran Bretagna le rivendicava come proprie. L'apparente facilità con cui il governo portoghese cedette alle richieste britanniche fu vista come un'umiliazione cocente in tutti i settori sociali e politici in Portogallo, compresi gli oppositori repubblicani che vedevano la risposta portoghese come prova della debolezza della monarchia dei Braganza.

Il 1º gennaio 1891 si riunì il Partito Repubblicano Portoghese, dal quale emerse un comitato eletto composto da Teófilo Braga, Manuel de Arriaga, Francisco Manuel Homem Cristo, José Jacinto Nunes, José Francisco de Azevedo e Silva, Bernardino Pereira Pinheiro e Sebastião de Magalhães Lima. Questi presentarono un piano d’azione politica a lungo termine, convinti che, con il tempo, un regime repubblicano si sarebbe inevitabilmente affermato. Tuttavia, la loro guida non fu riconosciuta da tutti i repubblicani, poiché alcuni invocavano un’azione immediata. Questi ultimi, oltre a essere indignati per l’esito dell’ultimatum britannico, che consideravano una giustificazione per rovesciare la Corona, erano ispirati dalla proclamazione della Repubblica nella ex colonia portoghese del Brasile, avvenuta il 15 novembre 1889; oltretutto il sostegno alla causa repubblicana era particolarmente forte a Porto, la seconda città del paese.

Le figure principali della rivolta in ambito militare erano per lo più sergenti e soldati, motivo per cui l’episodio divenne noto come la “rivolta dei sergenti”. Non godevano del sostegno di ufficiali di alto grado ed erano guidati dal capitano António Amaral Leitão. Vi presero parte anche numerosi civili, tra cui l’avvocato e politico Augusto Alves da Veiga, l’attore Miguel Verdial, il giornalista João Chagas, il fotografo e regista Aurélio da Paz dos Reis e lo scrittore e filosofo Sampaio Bruno.

La rivolta

La rivolta ebbe inizio nelle prime ore del 31 gennaio 1891, quando un battaglione di soldati, guidati da sergenti, si diresse verso Campo de Santo Ovídio (oggi Praça da República) a Porto, dove si unirono ai reggimenti di fanteria n. 10 e n. 18. Tuttavia, sebbene pronti a insorgere, i soldati del 18º reggimento furono persuasi dal loro colonnello a non partecipare. Nel frattempo, molti civili e giornalisti si erano già radunati nella zona, poiché il colpo di Stato era stato organizzato con una totale mancanza di segretezza. Accompagnati dalle bande reggimentali, i ribelli marciarono verso la Praça de D. Pedro (oggi Praça da Liberdade), dove, di fronte all’allora sede del Consiglio comunale di Porto, ascoltarono Alves da Veiga — insieme ad altri esponenti del movimento — proclamare la nascita della Repubblica dal balcone dell’edificio. Subito dopo, Miguel Verdial lesse l’elenco dei nomi che avrebbero composto il governo provvisorio, e fu issata una bandiera rossa e verde, i colori del Partito Repubblicano Portoghese.

I sostenitori presenti nella piazza decisero quindi di prendere il controllo dell’ufficio postale e della stazione telegrafica. Tuttavia, il loro percorso fu bloccato da un distaccamento della guardia municipale, posizionata sui gradini della Chiesa di Sant’Ildefonso. Il capitano Leitão cercò di convincere la guardia a unirsi alla rivolta, ma gli eventi lo travolsero rapidamente. In risposta a due colpi di arma da fuoco, presumibilmente partiti dalla folla, la guardia municipale aprì un intenso fuoco. I civili fuggirono in preda al panico, seguiti da alcuni soldati. Circa 300 tra civili e militari si barricarono all’interno del Municipio, ma la guardia municipale — assistita dall’artiglieria e dalla cavalleria dell’esercito, nonché dal 18º Reggimento di Fanteria che i ribelli avevano cercato invano di coinvolgere — li costrinse alla resa alle ore 10 del mattino stesso. Ufficialmente, si contarono 12 morti tra i ribelli, e 40 feriti, ma alcune fonti suggeriscono che il numero reale delle vittime fosse significativamente più alto.

Conseguenze Alcuni dei partecipanti alla rivolta riuscirono a fuggire all’estero: Alves da Veiga evitò la cattura e si stabilì a Parigi; Sampaio Bruno e l’avvocato António Claro raggiunsero la Spagna, così come uno dei leader militari, l’alfiere Augusto Malheiro, che da lì emigrò in Brasile. Coloro i cui nomi erano stati letti pubblicamente come membri di un possibile governo provvisorio negarono di aver autorizzato l’uso delle loro generalità e dichiararono di opporsi all’azione militare. I ribelli furono processati a bordo di navi ancorate al largo di Leixões. Oltre ai civili, furono giudicati 505 militari. Circa 250 persone vennero condannate a pene che andavano da 18 mesi fino a 15 anni di esilio in Africa. Alcuni civili furono liberati nel 1893, in occasione di un ’amnistia politica.

La questione se il colpo di Stato del 31 gennaio 1891 fosse stato pianificato con l’approvazione della dirigenza repubblicana o se fosse stato semplicemente il frutto dell’impulsività di alcuni militari rimane tuttora oggetto di dibattito. Questi ultimi, infatti, univano il malcontento per le condizioni di lavoro, i salari e le opportunità di carriera alla causa repubblicana, che era in rapida crescita nella borghesia urbana e in molti membri dell'esercito portoghese. Fu solo con la rivoluzione del 5 ottobre 1910, successiva al regicidio di re Carlo I avvenuto a Lisbona il 1º febbraio 1908, che la monarchia fu definitivamente abbattuta e venne proclamata la Repubblica portoghese. In seguito, la Rua de Santo António a Porto — luogo in cui i sostenitori della rivolta del 1891 furono uccisi — fu ribattezzata Rua de 31 de Janeiro, in memoria dell’insurrezione, così come venne chiamata in altre città portoghesi.

Note

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