Il Manicomio di Mombello era uno dei più grandi ospedali psichiatrici d’Italia, situato nella località di Mombello, nel comune di Limbiate. Composto da un vasto complesso di edifici e padiglioni, è stato attivo dal XIX secolo fino alla chiusura in seguito alla legge 180 (nota anche come “legge Basaglia”) nel 1978.

Architettura Il complesso manicomiale era organizzato come un piccolo “villaggio”, con più padiglioni disposti nel verde, laboratori, biblioteche, piccole attività artigianali per i pazienti (ergoterapia), spazi verdi e orti, ma anche reparti chiusi per i pazienti “agitati”. L’edificio originario, Villa Pusterla-Crivelli, risaliva al XVIII secolo e fu adattato per ospitare l’istituto psichiatrico.

Storia

Origini La struttura ebbe origine come succursale dell’ospedale psichiatrico milanese “Senavra” nel 1865, quando circa 60 pazienti furono trasferiti nella villa Pusterla-Crivelli di Mombello al fine di alleggerire il sovraffollamento degli istituti milanesi. Tra il 1873 e il 1878 il complesso fu ampliato trasformandolo in un vero e proprio “villaggio manicomiale”, con reparti, padiglioni, laboratori, orti e giardini. Con il tempo ospitò fino a oltre 3.000 pazienti.

I conflitti mondiali Durante la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale la struttura venne utilizzata anche per ricoverare militari con traumi di guerra e sfollati, adattando alcuni padiglioni alle esigenze belliche.

Nel periodo interbellico vi fu detenuto Benito Albino Mussolini, figlio illegittimo di Benito Mussolini, che fu internato a Mombello a causa del suo rifiuto di rinnegare la propria discendenza dal padre. Documenti successivi rivelarono che fu indotto in coma tramite multiple dosi di insulina, che lo portarono al decesso.

Le terapie Alla fine del XIX secolo, dopo la nomina di Edoardo Gonzales come nuovo direttore, furono introdotte rappresentazioni teatrali e balli come terapie di “educazione morale” per i pazienti. Alcuni giornalisti invitati a questi eventi ne scrissero successivamente sui giornali locali.

Il manicomio era costruito come fosse una specie di villaggio, dove i pazienti potevano andare in giro e/o lavorare in biblioteche, laboratori, orti e altre piccole attività artigianali. Questo metodo di cura è noto come ergoterapia.

Nel 1952 fu pubblicato il volume Invito al manicomio di Irene Lizza, ex paziente che denunciava le condizioni e i trattamenti a cui erano sottoposti gli internati.

Il 1º gennaio 1953 il manicomio fu teatro di un'aggressione da parte di un paziente, che uccise due infermieri a colpi di spazzolone prima di essere bloccato e sedato. Questo ed altri fatti di cronaca minori, avvenuti in quello che era ritenuto uno tra i migliori istituti psichiatrici d'Italia, riaccesero l'attenzione della stampa sul dibattito circa l'adeguatezza del sistema manicomiale italiano.

Chiusura e abbandono

Con l’entrata in vigore della Legge 180 nel 1978, che prevedeva la graduale chiusura degli ospedali psichiatrici italiani, il Manicomio di Mombello cominciò la fase di smantellamento e dismissione. Diverse parti dell’area rimasero in uso fino a fine anni ’90, con la chiusura definitiva intorno al 1999. L’ampio complesso oggi versa in stato di abbandono e degrado, con diversi progetti di riqualificazione proposti, ma mai attuati.

Controversie Il Comitato dei cittadini per i diritti umani condusse un’indagine sull’ospedale psichiatrico nel 1979 a causa di terapie sospette che si sarebbero tenute mentre il manicomio era ancora aperto. In dodici corpi, cinquanta cervelli, arti e teste ritrovati all’interno dell’ospedale furono rinvenuti residui chimici che contribuivano a preservare la struttura dei tessuti. La maggior parte dei trattamenti chimici utilizzati non rispettavano i diritti umani.

Dopo degli studi recenti fatti sulle spoglie di alcuni pazienti del manicomio fu scoperto che venne fatto grande uso di cocaina sui pazienti per scopi medici.

Persone celebri

Pazienti

Benito Albino Mussolini Gino Sandri Luca Comerio

Direttori

Giuseppe Antonini Carlo Besta Gastone Canziani Ugo Cerletti Amarro Fiamberti Elda Mazzocchi Scarzella

Psichiatri

Cesare Castiglioni Gaetano Perusini

Cultura di massa Il manicomio appare nel finale del film 7 days, 7 girls con Johnny Depp.

Voci correlate

Legge 180 Ospedale psichiatrico

Bibliografia

Tumiati, Michela Carlotta Linda Maria e Radice, Alessia: Mombello al di là del muro, Progetto di recupero e valorizzazione dell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico “G. Antonini” di Limbiate (2015/2016). Jambo.it, Manicomio di Mombello: storia, foto e curiosità (2019).

Note

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