Il sanguinamento postcoitale è un sanguinamento vaginale che si verifica durante o dopo il rapporto sessuale e che non è non correlato alle mestruazioni. Generalmente è indolore, ma in circa il 15% dei casi può essere accompagnato da dolore. Spesso le persone colpite presentano anche sanguinamenti uterini anomali, tra cui sanguinamenti intermestruali.
Prima della menopausa, le cause più comuni includono l'ectropion cervicale (33%), i polipi cervicali o endometriali (dal 5% al 18%), infezioni, comprese quelle trasmesse sessualmente, lesioni interne oppure gravidanza. Dopo la menopausa, la causa più comune è l'atrofia vaginale. Può anche rappresentare un segno precoce di cancro cervicale o endometriale (nel 7-17% dei casi). Altre possibili cause comprendono l'endometriosi o un dispositivo intrauterino mal posizionato. La diagnosi prevede l'esame della vagina e della cervice uterina, il test di gravidanza, il prelievo di tamponi e, talvolta, una biopsia. Altri esami possono includere l'ecografia, il Pap test e la colposcopia.
Il trattamento dipende dalla causa sottostante. Il nitrato d'argento può essere utilizzato per trattare l'ectropion cervicale, mentre i polipi cervicali possono essere rimossi chirurgicamente. In oltre la metà dei casi in cui non viene individuata una causa specifica, i sintomi si risolvono spontaneamente entro sei mesi. È raccomandato rivolgersi a un ginecologo se la condizione persiste oltre tale periodo. Il sanguinamento postcoitale è una condizione relativamente comune e colpisce circa il 5-10% delle donne. A causa dell'associazione con l'aggressione sessuale, è opportuno indagare anche questa eventualità.
Note
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