Biografia Evelino Gasparini, detto Evel, nacque ad Altivole (Treviso) il 24 settembre 1900 da Antonio e Enrichetta Sarto. Rimasto orfano in giovane età, fu cresciuto da uno zio sacerdote. Dopo gli studi secondari si iscrisse all’Università di Padova, dove si laureò in Lettere nel 1923 con una tesi su Dostoevskij, sotto la guida di Giovanni Maver. Durante gli anni padovani seguì anche i corsi di Vittorio Benussi, maturando un interesse per la psicologia sperimentale e per l’introspezione, che avrebbe influenzato la sua produzione scientifica.

Dopo una breve esperienza come supplente in un liceo veneziano, nel 1926 ottenne un incarico come lettore d’italiano a Cracovia e successivamente a Varsavia, dove rimase fino al 1933, svolgendo anche funzioni di addetto stampa presso l’ambasciata italiana. Tornato in Italia, nel 1934 divenne docente all’Istituto magistrale di Vicenza e nel 1936 conseguì la libera docenza in Letteratura russa.

Negli anni Trenta e Quaranta intensificò i suoi studi slavistici, pubblicando saggi su Dostoevskij, Gogol’ e la cultura russa. Parallelamente sviluppò un forte interesse per l’etnologia, in particolare per le origini delle società slave. Nel dopoguerra fu chiamato a insegnare Letteratura russa e Filologia slava all’Università di Padova, dove rimase fino al pensionamento, formando generazioni di studiosi.

Studi antropologici e letterari L’attività scientifica di Gasparini si può dividere in due grandi filoni, che corrispondono ai suoi principali interessi: la letteratura russa e l’etnologia slava.

Letteratura russa

Fin dagli anni universitari Gasparini si dedicò allo studio di Fëdor Dostoevskij, autore al quale dedicò la sua tesi di laurea e numerosi saggi successivi. L’analisi dei romanzi dostoevskiani fu condotta con attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi e al rapporto tra letteratura e società, in linea con le suggestioni ricevute dal maestro Giovanni Maver e dagli studi di psicologia sperimentale seguiti a Padova.

Parallelamente si occupò di Nikolaj Gogol’, indagando soprattutto il valore satirico e simbolico delle sue opere. Nei suoi scritti Gasparini mise in luce la tensione tra comicità e tragedia, tra realismo e visione fantastica, che caratterizza la produzione gogoliana. Non mancò di rivolgere la sua attenzione anche a Lev Tolstoj, del quale analizzò la dimensione etico-religiosa, e a Vladimir Nabokov, autore che considerava un ponte tra la tradizione russa e la modernità occidentale.

Il suo ultimo saggio, pubblicato postumo, fu dedicato proprio al giudizio di Nabokov su Le anime morte di Gogol’. In questo studio Gasparini mise a confronto la lettura ironica e critica di Nabokov con la tradizione esegetica russa ed europea, offrendo un contributo originale alla ricezione dell’opera.

Etnologia e antropologia slava Accanto agli studi letterari, Gasparini sviluppò un interesse crescente per l’antropologia culturale e per le origini delle società slave. A partire dagli anni Trenta iniziò a raccogliere materiali folklorici, archeologici e storici, con l’intento di ricostruire le strutture sociali dei Protoslavi.

Il risultato più importante di questa lunga ricerca fu l’opera monumentale Il matriarcato slavo. Antropologia culturale dei Protoslavi, pubblicata in edizione critica postuma nel 2010. In questo volume Gasparini analizzò il ruolo del matriarcato nelle prime comunità slave, collegandolo alla proprietà collettiva della terra e alle forme di organizzazione comunitaria. L’opera si distingue per l’ampiezza delle fonti utilizzate e per la capacità di intrecciare dati storici, linguistici e antropologici.

Oltre a questo lavoro, Gasparini si occupò di riti agricoli e religiosi, studiando le tradizioni popolari come testimonianza di antiche strutture sociali. Le sue ricerche misero in evidenza la persistenza di elementi arcaici nelle feste stagionali, nei culti della fertilità e nelle pratiche comunitarie legate al ciclo della natura.

Pubblicazioni 1923 – Saggio critico su Dostoevskij (tesi di laurea, Università di Padova). Anni ’30 – Studi su Gogol’: articoli e saggi dedicati a Le anime morte e ad altri testi, con analisi stilistica e psicologica. Anni ’40 – Studi su Tolstoj: contributi sulla dimensione etico-religiosa e sociale della sua narrativa. Anni ’50 – Saggi su Dostoevskij: approfondimenti sul rapporto tra introspezione psicologica e struttura narrativa. Anni ’60 – Studi su Nabokov: riflessioni sul ruolo dell’autore come ponte tra tradizione russa e modernità occidentale. Postumo – Saggio sul giudizio di Nabokov su Gogol’: analisi critica della lettura nabokoviana di Le anime morte. 2010 – Il matriarcato slavo. Antropologia culturale dei Protoslavi (edizione critica postuma, Firenze University Press). Opera monumentale in cui Gasparini analizza il ruolo del matriarcato nelle prime comunità slave, collegandolo alla proprietà collettiva della terra e ai riti agricoli.

Note

Collegamenti esterni