La Quinta de San Vicente, come è popolarmente conosciuto il Museo Histórico "17 de Octubre", era una delle residenze ddi Juan Domingo Perón, che acquistò prima di diventare presidente dell'Argentina. Si trova nella città di San Vicente, provincia di Buenos Aires. Dal 2006 ospita i resti di Perón, che vi furono trasferiti dal cimitero della Chacarita a Buenos Aires.

Nel 2003 il complesso è stato dichiarato sito storico dal Congresso nazionale argentino, attraverso una legge promulgata sotto la presidenza di Eduardo Duhalde.

Storia Nel 1943, Perón acquisì questa proprietà di 19 ettari da Domingo Mercante, utilizzando un prestito di 50.000 pesos dal Banco Hipotecario. A quel tempo, la struttura consisteva in un vecchio chalet, che fu demolito nel 1947 per fare posto ad uno nuovo con un tetto di tegole e facciate in pietra di Mar del Plata. La proprietà fu ristrutturata nel 1973. Furono costruiti anche una piscina, una sauna e alloggi per il personale. Il sito ospita una torretta, che veniva utilizzata dal presidente per registrare i suoi messaggi radio. Juan Domingo Perón ed Eva Perón utilizzarono spesso la proprietà prima che la Rivoluzione Liberatrice rovesciasse il presidente.

Successivi colpi di stato in Argentina portarono la tenuta al suo abbandono. María Estela Martínez de Perón vi scontò la detenzione preventiva per un periodo durante il Processo di riorganizzazione nazionale nel 1980. In seguito, la proprietà divenne oggetto di una controversia legale tra le sorelle di Eva Duarte.

Museo storico

Nel 1989, con la legge 10856, la proprietà fu dichiarata sito di pubblica utilità ed espropriato, prima di essere trasformato in museo storico. Dopo la trasformazione, è oggi patrimonio culturale della provincia di Buenos Aires.

Con il restauro in museo, l'ex chalet ospita una collezione di 1.250 pezzi, tra cui dipinti, sculture, disegni, installazioni e altri oggetti d'epoca appartenuti a Perón ed Evita, come mobili della loro casa, doni di dignitari stranieri, come un paravento pieghevole donato da Mao Zedong. Sono esposte anche statue recuperate dal fiume Riachuelo nel 1992, che erano state commissionate allo scultore italiano Leone Tomassi per il Monumento al Descamisado (quelle a torso nudo), che furono poi scartate dalla Revolución Libertadora (Rivoluzione Liberatrice). Nei giardini, c'è anche un calvario in miniatura inviato a Eva Duarte nel 1947 come dono del sindaco di Pontevedra.

Nel 2002 è stata costruita una sala espositiva per ospitare la mostra intitolata "Justa, libre y soberana", che riflette l’Argentina dal 1945 al 1955. Lo spazio comprende anche un bar. È presente anche una zona che riproduce una stazione ferroviaria, in cui è esposto il treno presidenziale utilizzato da vari presidenti argentini, da Hipólito Yrigoyen a Raúl Alfonsín; il treno è lo stesso che Perón usò per recarsi a Salta nel 1951 durante la campagna per la rielezione.

Durante il trasferimento delle spoglie di Perón, il 17 ottobre 2006, anniversario della Giornata della Lealtà Peronista, si verificarono gravi incidenti nelle strutture, che causarono danni significativi, ad esempio a un'auto da lui stesso utilizzata, una Fiat 130. Il museo dovette rimanere chiuso per un anno per lavori di restauro.

Note

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