La dargah di Nizamuddin () è un mausoleo situato nella parte ovest del quartiere Nizamuddin della città indiana di Nuova Delhi, non lontano dal fiume Yamuna. Al suo interno si conserva la tomba del santo sufi Nizamuddin Auliya e vi riposano anche le spoglie del poeta Amir Khusrow, della principessa moghul Jahanara Begum e del mistico sufi Inayat Khan. La dargah è una meta di pellegrinaggio visitata da migliaia di fedeli appartenenti a vari credi religiosi.

Al suo interno vi è anche la sede principale dell'organizzazione religiosa Jamaat Tabligh.

Storia Il santuario sorge in un luogo che un tempo era un'area deserta, dove nel 1325 venne sepolto Nizamuddin Auliya. Il punto non era molto distante dall'eremo di Nizramuddin, ma comunque era in aperta campagna e piuttosto lontano dalle tre capitali già costruite poco più di un secolo prima dai primi sultani di Delhi, che si trovavano più a sud. La tomba di Nizramuddin divenne presto una meta di pellegrinaggio e attorno a essa si svilupparono diversi edifici che costituiscono la dargah odierna, facendo del luogo un importante centro religioso, politico e culturale.

Negli anni vennero erette sempre più costruzioni man mano che ci si avvicinava alla tomba del santo: i giardini Lodi, la tomba di Humayun con cimitero annesso, oltre alle numerose piccole dargah e tombe anonime costruite in questi siti principalmente per la loro vicinanza all'energia sacra del santo. La stessa tomba di Nizamuddin venne restaurata svariate volte nel corso dei secoli.

Architettura

La dargah di Nizamuddin si sviluppa in un vasto labirinto di stradine strette che si snodano tra case e monumenti, le quali pullulano di sacerdoti, musicisti, pellegrini e mendicanti. Uno spazio centrale più aperto ospita una moschea del XIV secolo in arenaria rossa, impreziosita da intarsi in marmo bianco, e il mausoleo del santo, sempre in marmo bianco, costruito durante l'epoca moghul e restaurato più volte. La moschea si erge a ovest della tomba del santo ed è una jama'at khana nota anche come moschea Khizri, un edificio di pregevole architettura pathan che si presume sia stato costruito o ricostruito da Khizr Khan, figlio di 'Ala' al-Din II di Delhi. Alcuni ritengono che questa sia la moschea più antica di Delhi.

Di quella che un tempo era la cinta muraria è rimasta la porta nord, l'ingresso principale, risalente al XIV secolo. Da qui si raggiungono i principali edifici rituali, ovvero un grande pozzo a gradini usato per le abluzioni, un cortile con la moschea orientata verso La Mecca (verso ovest, quindi con l'ingresso a est) e infine il cortile principale con il santuario in sé.

Il mausoleo del santo consiste di una camera funebre quadrata sormontata da una cupola. A esso si accede da un ingresso esposto a sud. La tomba ha un'orientazione nord-sud poiché i musulmani in India vengono sepolti sdraiati a pancia in su, con la testa rivolta a nord e il viso appoggiato sul lato destro rivolto verso La Mecca. Attorno alla tomba vi è dello spazio libero che consente ai pellegrini di camminare. La camera funebre è circondata da una veranda poggiante su pilastri. A sud della tomba di Nizamuddin Auliya riposa Amir Khusrow, suo discepolo.

Il resto del complesso svolge, in modo interconnesso, cinque funzioni principali. Innanzitutto può essere considerato come un immenso cimitero dove sono sepolti i discendenti della sorella del santo e anche aristocratici, in particolare dignitari e principi della dinastia moghul. Queste tombe, a seconda dell'epoca di appartenenza, assumono le sembianze di mausolei monumentali o modesti recinti. Ad esempio, accanto alla jama'at khana giacciono le tombe di Jahanara Begum e Roshanara Begum, figlie di Shah Jahan. Nelle vicinanze sono sepolti anche i sovrani Muhammad Shah e Jahangir, nonché Ataga Khan, marito di Maham Anagah, la madre adottiva dell'imperatore Akbar.

In secondo luogo, lungo il perimetro delle tombe vi sono delle celle (hujra) adibite a ospitare i visitatori, che vengono accolti dagli inservienti (singolare khadim, plurale khuddâm). Il complesso gestisce anche una mensa, nota con il termine persiano langar, che tramite le donazioni dei fedeli distribuisce quotidianamente pasti gratuiti ai bisognosi. Vi sono anche negozi di fiori, incenso, immagini devozionali e dizionari di medicina unani.

Lungo il perimetro del complesso sorgono le abitazioni dei sacerdoti e delle loro spose, le quali non frequentano gli spazi aperti, oltre agli alloggi degli inservienti e dei musicisti.

I pellegrinaggi La dargah di Nizamuddin riceve il suo picco di visitatori ad ottobre poiché è un importante punto di sosta sulla strada per Ajmer, dove si celebra l'urs di Mo'inoddin Cishti. La tomba di Nizamuddin è venerata da migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo, in particolare dall'India e dal resto del subcontinente indiano.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Mausolei dell'India Categoria:Architetture di Nuova Delhi