Questa pagina contiene l'elenco delle controversie legate alla UBS, nota banca svizzera.

Beni dell'Olocausto (1930-1998) Nel gennaio del 1997, Michel Christopher "Christoph" Meili, guardia notturna della Unione di Banche Svizzere a Zurigo, scoprì che i dirigenti della banca stavano distruggendo documenti riguardanti dei cosiddetti beni orfani, la cui distruzione è illegale, secondo la legislazione elvetica.Parliamentary Initiative 96.434: Bundesbeschluss betreffend die historische und rechtliche Untersuchung des Schicksals der infolge der nationalsozialistischen Herrschaft in die Schweiz gelangten Vermögenswerte (in tedesco). In vigore dal 14 dicembre 1996 Si riteneva che tali beni fossero i bilanci di clienti ebrei deceduti, i cui eredi erano sconosciuti, così come libri della Reichsbank tedesca, p. 94. I libri elencavano proprietà immobiliari berlinesi sequestrate dai nazisti, spostate in conti svizzeri e spacciate per proprietà di UBS., p. 95 Meili rigirò diversi dati ad un'organizzazione ebraica locale, che li portò alla polizia e alla stampa che resero subito nota la distruzione di suddetti documenti. Le autorità di Zurigo aprirono un'indagine contro Meili per violazione delle leggi svizzere sul segreto bancario. Dopo che Meili e la sua famiglia denunciarono diverse minacce di morte, fuggirono negli Stati Uniti, dove venne concesso loro l'asilo politico. A fronte di una causa di $2.56 miliardi ai danni di UBS e di altre banche svizzere da parte delle vittime ebraiche dell'Olocausto, nell'agosto del 1998 venne raggiunto un accordo di $1.25 miliardi di risarcimento con tali banche.. Nel 1999 a Estelle Sapir, figlia di un noto banchiere ebraico ucciso nei campi di concentramento, venne chiesto il certificato di morte del padre per poter riavere i suoi depositi. Dopo un contenzioso fu raggiunto un accordohttps://www.nytimes.com/1999/04/16/nyregion/estelle-sapir-73-who-fought-bank-over-holocaust-assets.htmlhttps://lospiegone.com/2019/05/03/la-crisi-delle-relazioni-finanziarie-usa-svizzera-il-segreto-bancario/.

Violazione degli embarghi statunitensi (2003-2004) Il 10 maggio 2004 UBS venne multata per $100 milioni dalla Federal Reserve americana per aver trasferito illegalmente fondi da un conto Federal Reserve aperto da UBS verso conti in Iran, Cuba e altre nazioni sotto embargo statunitense..

Evasione fiscale (2004- ) USA

Il 2008 è stato un anno nero per UBS. Le perdite registrate dalla banca svizzera ammontavano a CHF19.7 miliardi, con un deflusso di capitali di CHF226 miliardi e la soppressione di altri 2'000 impieghi. Le perdite finanziarie non sono state però le sole a mettere in ginocchio UBS che, da un momento all'altro, perse di credibilità e di fiducia. Nel 2008 infatti, l'FBI, sulla base delle rivelazioni di Bradley Birkenfeld, ex dipendente di UBS, avviò un'indagine ai danni della banca per evasione fiscale. La banca venne accusata di aver aiutato clienti statunitensi ad evadere il fisco attraverso conti offshore. In risposta alle indagini, UBS annunciò la sospensione dal luglio 2008 dei servizi di banca privata internazionale per clienti americani. Il 18 febbraio del 2009, la banca pagò una multa di $780 milioni (circa CHF690 milioni). Il giorno seguente, il 19 febbraio 2009, il governo degli Stati Uniti fece causa a UBS affinché svelasse i nomi di tutti i 52'000 clienti americani, accusando la banca di aver aiutato i suoi clienti ad evadere le tasse ai danni dell'agenzia delle entrate statunitense. Il 12 agosto 2009 UBS annunciò di aver raggiunto un accordo con il governo degli Stati Uniti, ma fu solo nel giugno 2010 che i legislatori svizzeri approvarono la sospensione del segreto bancario per i clienti americani sospettati di evasione fiscale. Ad oggi sono oltre 4'450 i clienti americani sospettati di aver frodato il fisco statunitense.

Francia Nel 2013 UBS venne indagata in Francia per aver favorito l'evasione fiscale di alcuni clienti in seguito alla pubblicazione del libro "Ces 600 milliards qui manquent à la France - Enquête au coeur de l'évasion fiscale" ("Quei 600 miliardi che mancano alla Francia - Inchiesta nel cuore dell'evasione fiscale"), che stimava la somma evasa dai cittadini francesi attraverso conti offshore controllati dalla banca elvetica. Alla fine del 2014, UBS dovette versare una cauzione di €1.1 miliardi.

Nel mese di giugno 2016, la Francia ha chiesto un processo per frode nei confronti del colosso svizzero, sospettato di aver incitato facoltosi clienti francesi ad evadere il fisco nel loro Paese tra il 2004 e il 2012. Le due società sotto inchiesta sono UBS Group AG e UBS France. Il 27 giugno 2016, il ministero pubblico ha chiesto il rinvio a giudizio della banca elvetica per riciclaggio con l'aggravante di frode fiscale. Le Monde comunica che, in caso di condanna, UBS potrebbe dover versare un'ammenda di €5 miliardi, equivalenti alla metà della somma evasa al fisco.

Nel mese di luglio 2016, a seguito della richiesta delle autorità fiscali di Parigi, l'Amministrazione federale delle contribuzioni ha inoltre chiesto ad UBS di consegnare tutte le informazioni riguardanti i conti di clienti ed ex clienti domiciliati in Francia, dati che appartengono agli anni 2006 e 2008.

Nel febbraio 2019 un tribunale di Parigi ha inflitto a Ubs una multa record da 3,7 miliardi di euro per l'accusa di "riciclaggio aggravato dalla frode fiscale". Si tratta della sanzione più alta comminata in Francia in un caso di evasione fiscale. La Corte ha inoltre riconosciuto allo Stato francese, che si era costituito parte civile, 800 milioni di danni. I legali di Ubs hanno annunciato ricorso.

Germania UBS Deutschland SA finì sotto inchiesta a Mannheim quando, attraverso un'indagine fiscale, si scoprirono dei trasferimenti sospetti di fondi dalla Germania alla Svizzera tra il 2004 e il 2012, presumibilmente facilitati dalla filiale di UBS Deutschland a Francoforte. Oltre 100.000 archivi vennero sequestrati nel maggio 2012. La banca, che dichiarò di voler cooperare con gli investigatori, pagò nel luglio 2014 una multa di circa $400 milioni per tali accuse.

Belgio Nel giugno 2014, Marcel Brühwiler, direttore di UBS Belgium, venne arrestato con l'accusa di frode per aver attivamente proposto a ricchi clienti belgi la possibilità di trasferire fondi su conti segreti in Svizzera per eludere le tasse.

Italia Nel novembre 2009 tre dirigenti italiani di UBS e la persona giuridica Ubs Limited sono stati rinviati a giudizio nel Comune di Milano in seguito ad un'inchiesta sui derivati. L'accusa è di truffa aggravata. Il piano era stato orchestrato dall'ex operatore di UBS Thomas Hayes, che venne incriminato dall'accusa americana assieme allo svizzero Roger Darin.

Processi di discriminazione (2001-2005) Nell'aprile del 2005 la filiale di UBS a Warburg perse un processo per discriminazione e mobbing a sfondo sessuale vinto dalla controparte, la signora Zubulake. La querelante convinse la giuria del fatto che il suo superiore l'aveva derisa di fronte ai colleghi per il suo aspetto fisico. La prova della distruzione di documenti elettronici compromettenti per UBS è stata portata dall'accusa e si è rivelata determinante per l'esito del processo. UBS è stata condannata a pagare $9.1 milioni per danno e interessi e $20.2 milioni di multa. Questo caso ha fatto scuola nel settore delle risorse umane e dell'archiviazione informatica per l'impossibilità da parte di UBS di presentare gli originali dei documenti forniti dalla difesa.

Vendita di armi e riciclaggio di denaro (2003-2011) Nel 2008 la Reserve Bank of India decise di sospendere il rilascio della licenza concessa ad UBS per operare sul mercato indiano a causa della mancata collaborazione della banca svizzera con la Banca centrale, che aveva richiesto delucidazioni sull'imprenditore indiano Hasan Ali Khan e sul mercante d'armi saudita Adnan Khashoggi.

Secondo gli investigatori indiani ci sarebbero state delle operazioni di riciclaggio di denaro tra Adnan Khashoggi, residente nel Principato di Monaco, e il ricco allevatore di cavalli indiano. I passaggi di denaro avrebbero visto coinvolti gli Stati Uniti, l'India, le Isole Vergini Britanniche e la Svizzera.

La giustizia indiana tiene d'occhio Khashoggi da quando era stato accusato di avere venduto armi alle Tigri Tamil, anche dette Tigri per la liberazione della patria Tamil, il gruppo di guerriglieri dello Sri Lanka considerato responsabile dell'assassinio di Rajiv Gandhi, ex primo ministro indiano.

Crollo della borsa indiana (2004-2009) Il 9 settembre 2005 UBS ha vinto in India un processo d'appello che la opponeva al Securities and Exchange Board of India (SEBI). Il SEBI sosteneva che UBS fosse implicata nel lunedì nero del 2004, ossia nella caduta dei mercati che seguì alla sconfitta del governo alle elezioni legislative indiane. La decisione del SEBI del 17 maggio 2005 aveva imposto ad UBS di cessare l'emissione di derivati offshore su azioni contro posizioni detenute in titoli indiani dall'istituto. Questa imposizione è però stata ritirata dopo la sentenza d'appello.

Scandalo Libor (2005-2012) Nel dicembre 2012 UBS accettò di pagare $1.5 miliardi per chiudere il caso sollevato dalla Commodity Futures Trading Commission che accusò UBS di aver partecipato ad una cospirazione per manipolare, attraverso la sua filiale nipponica, i tassi di riferimento LIBOR usati per i prestiti in modo da generare profitti sulle transazioni. Il piano, orchestrato dall'ex operatore di UBS Thomas Hayes e dallo svizzero Roger Darin, poi incriminati dall'accusa americana, prevedeva il coinvolgimento di diverse banche, broker e operatori finanziari e andò avanti per sei anni prima di essere interrotto.

UBS venne multata dagli enti regolatori finanziari in Svizzera e nel Regno Unito, oltre che dalla FINRA. La multa comminata negli Stati Uniti contribuì alla perdita di $2.7 miliardi nell'ultimo trimestre del 2012. UBS pagò inoltre alla Financial Conduct Authority una multa di £160 milioni, la più alta comminata dall'ente britannico per lo scandalo LIBOR.

La banca ammise infine l'illecito. Il dirigente di UBS Sergio Ermotti dichiarò che il colosso elvetico si assumeva la responsabilità di quanto accaduto e che tutti i collaboratori collegati allo scandalo avevano lasciato l'azienda. A seguito del patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia americano, UBS venne sollevata dalle accuse criminali, ad eccezione della società sussidiaria UBS Securities Japan, che si dichiarò colpevole di frode.

Scandalo Lehman Brothers (2007-2013) Nel 2011, UBS è stata multata per $2.5 milioni dalla Financial Industry Regulatory Authority (FINRA) per la vendita di prodotti strutturati della Lehman Brothers Holdings Inc. La FINRA sosteneva che la descrizione delle condizioni finanziarie della società statunitense presentate da UBS fossero ingannevoli. Le accuse rivolte alla banca furono di omissione di informazioni e di affermazioni ingannevoli nei confronti dei propri investitori. Tra marzo 2007 e settembre 2008 UBS sottoscrisse e immise sul mercato $900 milioni equivalenti al 100% di Principal-Protection Notes. La Lehman Brothers fallì il 15 settembre 2008. UBS accettò di pagare $8.25 milioni di risarcimento e interessi agli investitori americani. Nell'agosto 2013 UBS chiuse la causa collettiva avviata dagli investitori stessi con il pagamento di $120 milioni.

Scandalo broker londinese (2008-2012)