Palazzo Gonteri di Cavaglià, poi Palazzo di Ciriè, poi Palazzo Ceriana-Mayneri, è un palazzo storico di Torino costruito nel Seicento in via Lagrange angolo via Giolitti su progetto di Amedeo di Castellamonte.
L'edificio fu vincolato nel 1979 ai sensi della Legge 1089/1939https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0100015760.
Storia Il palazzo fu edificato verso la metà del XVII secolo, su progetto dell'architetto Amedeo di Castellamonte, per conto della Famiglia Gonteri di Cavaglià https://www.cr.piemonte.it/dwd/pubblicazioni/tascabili/tascabile_50.pdf.
Paolo Gonteri, marchese di Cavaglià, fu in quel periodo direttore generale delle Poste e ammiraglio del Po (il fiume ebbe un unico ammiraglio dedicato) presso il duca di Savoia https://www.museotorino.it/view/s/47c75e4946bb473385f276632bb96234, carica confermata il 23 marzo 1649 da Carlo Emanuele II La Stampa 23 luglio 1942, http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1611_02_1942_0175_0002_22290370/.
Tra le sue mura nacque, nell'aprile 1659, Francesco Maurizio Gonteri (o Gontery) di Cavaglià, figlio di Paolo Gonteri e Silvia Rovera Giugali, che fu prelato domestico di Papa Clemente XI, Governatore di Viterbo, Arcivescovo di Avignone http://web.tiscali.it/cirie/doria/ritratti/20.html.
Dopo un secolo, l'ultimo discendente Ercole Carlo Maurizio Gonteri morì nel 1770 lasciando solo prole femminile e nel XVIII secolo il palazzo passò ai Doria del Maro di Ciriè in seguito al matrimonio tra il marchese Anselmo Doria del Maro e Maria Vittoria Carlotta Gonteri https://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/2020/una-storia-oscurata/parte2.pdf.
Nel 1781 furono date dal conte Marcolini-Ferretti, ministro della Sassonia, le feste per le nozze (per procura, il 29 settembre a Moncalieri) di Maria Carolina di Savoia, ultimogenita del re di Sardegna Vittorio Amedeo III, con Antonio Clemente principe poi Re di Sassonia. Nel giardino era stato costruito un magnifico salone https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/96/files/assets/common/downloads/page0054.pdf, secondo il disegno del conte di Robilant, suddiviso in tante nicchie dove si distribuivano a profusione rinfreschi e confetti agli invitati, immortalato in una stampa ora custodita a Palazzo Madama a Torino https://www.palazzomadamatorino.it/it/archivio-catalogo/palazzo-gonteri-di-cavaglia-nozze-di-carolina-di-savoia-1781/ e narrata nelle cronache di allora https://flore.unifi.it/retrieve/e398c37e-0cdc-179a-e053-3705fe0a4cff/SPERANZA_FRANCESCO_Camillo%2520Marcolini%2520Direttore_2019.pdf. « ... in quest'occasione fu veduto un ingegnosissimo esperimento di tipografia, ideato dal libraio Beiolo ed eseguito nella sua stamperia: vale a dire un foglio su cui, per via di sole linee, spazi, e fregi di getto, fu rappresentato il disegno di due archi del salone, con esatta espressione delle misure dell'architettura» https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/312.2/files/assets/common/downloads/page0155.pdf.
Nel 1792 gli interni vennero aggiornati al gusto neoclassico per rendere il palazzo all’altezza dei nuovi ospiti che vi avrebbero soggiornato: Maria Teresa, figlia di Vittorio Amedeo III, e suo marito conte di Artois, principe reale Carlo di Francia https://webthesis.biblio.polito.it/21837/1/tesi.pdf.
nel 1801 le collezioni dell'attuale Museo di Scienze Naturali di Torino furono ospitate temporaneamente in stanze prese in affitto nei palazzi dei nobili Chiablese, Isnardi di Caraglio e Gonteri di Cavaglià https://www.piemonteparchi.it/cms/index.php/territorio/paleontologia/item/6866-piccole-storie-di-fossili-a-torino.
Nel 1842 l'edificio ospitò la prima esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti La Stampa 3 gennaio 1992, http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,1283_02_1992_0002_0011_19189343/.
Il 6 febbraio 1920 presso il Circolo Ufficiali in congedo, che in via Lagrange 7 aveva sede, fu istituita la prima Assemblea Costituente della Sezione di Torino della Associazione Nazionale Alpini, sette mesi dopo la nascita di quest'ultima a Milano https://www.anatorino.it/storia-de-la-veja/. Una targa commemorativa della fondazione, posta nel gennaio 2020, è presente all'ingresso dell'edificio http://www.torinometropoli.it/cms/comunicati/cultura/cent-anni-fa-a-torino-la-prima-sezione-dell-ana-le-celebrazioni-del-centenario-dal-6-febbraio.
Dopo i bombardamenti avvenuti nel corso della Seconda Guerra Mondiale, il palazzo è stato ricostruito parzialmente nel 1955 https://sigecweb.beniculturali.it/sigec/item/print/ICCD14455840.
Descrizione Il palazzo Gonteri si dispone alla francese, “tra corte e giardino”: il corpo vero e proprio del palazzo non si affaccia sulla strada, ma si colloca al fondo del cortile d’accesso, e si rivolge poi al retrostante giardino, al centro dell’isolato.
Note
Bibliografia AA.VV., Amedeo di Castellamonte (1613 - 1683) architetto e ingegnere, Consiglio regionale del Piemonte, Torino, marzo 2014
Altri progetti
Voci correlate
Ville e palazzi di Torino Luoghi d'interesse a Torino Borgo Nuovo
Categoria:Storia di Torino Gonteri di Cavaglià