Le guerre arabo-cazare furono combattute nella regione del Caucaso tra il khaganato dei Cazari e i vari califfati arabi che via via si succedettero, dal 642 circa al 799. Nel conflitto rimasero coinvolti numerosi principati locali vassalli dei due imperi. Gli storici di norma suddividono i conflitti tra Arabi e Cazari in due fasi, la prima guerra arabo-cazara (642-652 ca.) e la seconda guerra arabo-cazara (722-737 ca.);.. vi furono anche incursioni sporadiche e scontri isolati tra la metà del VII secolo e la fine del secolo VIII.

Le guerre furono la conseguenza dei tentativi del nascente Califfato dei Rashidun di assicurarsi il controllo della Transcaucasia e della Ciscaucasia, dove i Cazari vi si erano insediati fin dalla fine del VI secolo. La prima invasione araba ebbe inizio nel 642 con la presa della città importante strategicamente di Derbent a guardia del passaggio orientale del Caucaso lungo il Mar Caspio, e proseguì con una serie di incursioni minori, concludendosi con la sconfitta di un imponente esercito arabo condotto da Abd al-Rahman ibn Rabi'a nei pressi di Balanjar nel 652. Le ostilità a larga scala cessarono per diversi decenni, nel corso dei quali si verificarono al più incursioni da parte dei Cazari e degli Unni del Nord Caucaso ai danni dei principati autonomi della Transcaucasia negli anni sessanta e ottanta del VII secolo.

Il conflitto tra i Cazari e gli Arabi (allora retti dagli Omayyadi) riprese dopo il 707 con incursioni occasionali attraverso la Catena del Caucaso, intensificandosi dopo il 721 in una guerra vera e propria. Condotti dagli abili generali al-Jarrah ibn Abdallah e Maslama ibn Abd al-Malik, gli Arabi rioccuparono Derbent e la capitale cazara meridionale di Balanjar; tali successi, tuttavia, ebbero poco impatto sulla popolazione nomade dei Cazari, che continuò a lanciare devastanti e profonde incursioni in Transcaucasia. Nel corso di una imponente invasione verificatasi nel 730, i Cazari inflissero una sconfitta decisiva alle truppe umayyadi nella Battaglia di Ardabil, nella quale cadde al-Jarrah; tuttavia, furono a loro volta sconfitti l'anno successivo e furono costretti a ripiegare a nord. Maslama recuperò Derbent, che divenne un importante avamposto militare musulmano, prima di essere sostituito da Marwan ibn Muhammad (il futuro califfo Marwan II) nel 732. Seguì un periodo di conflitti a carattere relativamente locale fino al 737, quando Marwan condusse una spedizione imponente verso nord che si spinse fino alla capitale cazara Atil sul Volga. Dopo essersi assicurati la sottomissione del sovrano cazaro, il khagan, gli Arabi si ritirarono.

La campagna del 737 segnò la fine del conflitto a larga scala tra le due potenze, stabilendo Derbent come avamposto più a nord del mondo islamico e assicurando ai musulmani il controllo della Transcaucasia, ma lasciando la Ciscaucasia in mani cazare. Allo stesso tempo, il protrarsi dei conflitti indebolì le armate omayyadi e contribuì alla caduta della dinastia omayyade nel 750, per effetto della rivoluzione abbaside che portò alla nascita del Califfato abbaside. Le relazioni tra i musulmani del Caucaso e i Cazari rimasero pressoché pacifiche successivamente e il Caucaso divenne una via commerciale che collegava il Medio Oriente con l'Europa Orientale; la pace fu interrotta da due incursioni cazare negli anni sessanta dell'VIII secolo e nel 799 conseguenti a tentativi falliti di combinare un'alleanza matrimoniale tra i governatori arabi (o principi locali) del Caucaso e il khagan cazaro. Conflitti occasionali tra i Cazari e i principati musulmani del Caucaso continuarono a verificarsi fino al collasso dello stato cazaro verso la fine del X secolo, senza però raggiungere la scala e le intensità toccate nell'VIII secolo.

Contesto storico Il Caucaso come frontiera del mondo civilizzato

Le guerre arabo-cazare furono uno dei tanti conflitti militari tra i popoli nomadi della steppa pontico-caspica e le regioni maggiormente urbanizzate a sud del Caucaso. I due percorsi principali che attraversano le montagne, il Passo di Darial (Porte alane) al centro e il Passo di Derbent (Porte del Caspio) a oriente nei pressi del Mar Caspio, erano stati usati come percorsi di invasione fin dall'antichità classica... Di conseguenza, la difesa del Caucaso dalle devastanti incursioni dei popoli della steppa come Sciti e Unni era considerata una delle principali responsabilità dei regimi imperiali del Vicino Oriente. Ciò si riflette nella credenza popolare, tipica delle civiltà del Medio Oriente in età antica e medievale, che Alessandro Magno avesse, con aiuto divino, sbarrato l'accesso al Caucaso alle orde leggendarie di Gog e Magog, descritte stereotipicamente come selvaggi incivilizzati dalla ferocia senza limiti. Se la barriera di Alessandro avesse ceduto agli assalti di Gog e Magog, si sarebbe verificata la fine del mondo..

A partire da Peroz I (r. 457-484), gli scià sasanidi eressero una linea di fortificazioni in pietra a protezione della vulnerabile frontiera del Caspio. Completata sotto Cosroe I (r. 531-579), si estendeva per oltre dai contrafforti montuosi orientali del Caucaso al Mar Caspio. La fortezza di Derbent era lo strategicamente importante punto centrale di tale complesso di fortificazioni, come si evince dal nome persiano Dar-band (letteralmente "nodo delle porte")... La popolazione di ceppo turco dei Cazari si stabilì nell'odierno Dagestan nel corso della seconda metà del VI secolo, inizialmente come sudditi del Primo khaganato turco. Dopo il crollo di quest'ultimo, entro il VII secolo emersero come una potenza indipendente ed egemone in Transcaucasia. Trattandosi della potenza delle steppe più recente nella regione, diversi scrittori altomedievali si spinsero a identificare i Cazari con Gog e Magog. e le fortificazioni sasanidi di Derbent col muro di Alessandro.

Le fonti medievali sostengono che i Cazari fossero presenti nel Caucaso fin dai primi secoli dopo Cristo, ma questa tesi viene respinta dagli studiosi moderni che la ritengono anacronistica.. Alcuni studiosi hanno sostenuto che i Cazari andrebbero identificati con quei turchi che avevano devastato la Persia sasanide verso la fine del VI secolo, ma ancora una volta tale tesi si basa su testimonianze inattendibili, essendo derivate da fonti arabe molto posteriori ai fatti.. La storiografia moderna ritiene che i Cazari condussero la loro prima campagna in Transcaucasia nel corso della guerra romano-persiana del 602-628, in qualità di sudditi del khaganato turco occidentale, che si era alleato con l'impero bizantino in occasione della terza guerra persiano-turca. I Turchi saccheggiarono Derbent nel 627, sfondarono le difese locali sasanidi, e diedero manforte ai Bizantini intenti nell'assedio di Tiflis. Quando l'imperatore bizantino Eraclio I (r. 602-641) invase la Persia propriamente detta l'anno successivo, turchi si unirono a lui. Il loro contributo fu decisivo per la conclusione della guerra in favore di Bisanzio.... Nel periodo immediatamente successivo, approfittando del vuoto di potere nella regione in seguito al collasso della potenza sasanide, i Turchi esercitarono qualche forma di controllo sull'Iberia caucasica (corrispondente grossomodo all'odierna Georgia), Albania caucasica (odierna Repubblica dell'Azerbaigian) e Adharbayjan (odierno Azerbaigian iraniano), mentre l'Armenia, la metà sudoccidentale della Transcaucasia, era in mani bizantine. Tuttavia, in seguito all'assassinio di Tong Yabghu, il khagan turco occidentale, intorno al 630, gli invasori turchi si ritirarono dalla Ciscaucasia e la regione rientrò nella sfera di influenza sasanide entro il 632... Il collasso del khaganato turco occidentale portò all'indipendenza dei Cazari, all'epoca stanziati nella regione del Medio Volga, e al proprio emergere come potenza imperiale tra gli anni sessanta e ottanta del VII secolo, quando sconfissero la Grande Bulgaria e si espansero in Ciscaucasia..

Forze in campo Nel Caucaso i Cazari entrarono in contatto col nascente califfato arabo, che aveva cominciato a espandersi in Transcaucasia negli anni quaranta del VII secolo, nel corso della prima ondata dell'espansione islamica.. Il Caucaso orientale divenne il principale teatro del conflitto arabo-cazaro, con le armate arabe che miravano ad acquisire il controllo di Derbent (in arabo Bab al-Abwab, 'Porta delle Porte') e le città cazare di Balanjar e Samandar. Le loro ubicazioni non sono state ancora determinate con certezza dai ricercatori moderni, ma entrambe le città vengono citate come capitali dei Cazari dalle fonti arabe e potrebbero essere state rispettivamente la capitale invernale e quella estiva. Per via degli attacchi arabi, i Cazari spostarono successivamente la propria capitale più a nord ad Atil (in arabo al-Bayda) nel Delta del Volga...

Arabi Come altri popoli del Vicino Oriente, gli Arabi erano a conoscenza della leggenda di Gog e Magog, che compaiono nel Corano nella forma arabizzata Yaʾjuj wa-Maʾjuj. In seguito alle conquiste islamiche del VII e VIII secolo, le loro percezioni incorporarono molti dei concetti culturali dei loro nuovi sudditi.. Ciò si riflette nelle prime opere geografiche musulmane, dove il Caucaso era considerato parte di una enorme catena montuosa che si estendeva con continuità per tutta la Terra, e che divideva le terre civilizzate del sud dalla 'Terra delle oscurità' al di là, idea derivante dalla tradizione persiana e forse anche da quelle dell'Antica Babilonia.. Di conseguenza, secondo Mako, i califfi adottarono ben presto la nozione che era loro compito "proteggere il mondo civile dai barbari del Nord".. Questo imperativo fu rafforzato dalla divisione musulmana del mondo nella Casa dell'Islam (Dār al-Islām) e nella Casa della Guerra (Dār al-ḥarb), alla quale appartenevano i popoli pagani turchi tengrici delle steppe come i Cazari..

Mentre i propri predecessori bizantini e sasanidi si erano limitati a contenere i popoli della steppa facendo ricorso alle fortificazioni e ad alleanze politiche, per lo storico David Wasserstein i condottieri del califfato arabo erano "espansionisti interessati alla conquista" le cui mire a nord minacciavano la sopravvivenza dei Cazari come entità politica indipendente.. Lo storico Khalid Yahya Blankinship concorda, enfatizzando la natura pesantemente ideologica del califfato musulmano e lo zelo con cui portava avanti il jihad, che in termini politici comportava "la lotta per stabilire il governo di Dio sulla Terra attraverso un costante sforzo militare contro i non musulmani".. Il nascente stato musulmano era indirizzato verso l'espansione, con tutti i maschi adulti musulmani e idonei al combattimento costretti alla coscrizione.. Il suo bacino di reclutamento era di conseguenza smisurato, con lo storico Hugh N. Kennedy che stima che tra i e i uomini vennero registrati come soldati potenziali (muqatila) nei registri provinciali dell'esercito intorno al 700. Kennedy sottolinea che questa forza era sparpagliata per tutto l'impero e che molti dei muqatila si mostrarono restii a rispondere alle chiamate alle armi se le prospettive di una vittoria agevole e di saccheggio erano basse, ma d'altra parte, a costoro andrebbero aggiunti eventuali volontari arabi non registrati ufficialmente.. Ciò dava agli Arabi un vantaggio considerevole sui propri nemici: le dimensioni nominali del coevo esercito bizantino vengono stimate a circa uomini, anche se gli storici revisionisti le ridimensionano a circa ..