Biografia Figlio della catanese Concetta Santapaola (sorella di Nitto Santapaola, boss indiscusso di Catania) e del messinese Francesco Romeo, amico del concittadino Luigi Sparacio, ritenuto tra i principali esponenti della mafia di Messina tra fine anni '80 e inizio anni '90. Grazie ad i suoi legami di sangue con la famiglia Santapaola di Catania e con elementi legati al contesto del crimine messinese, riuscì a farsi strada nelle fila della criminalità organizzata siciliana, creando anche commistioni col mondo imprenditorialeFonti in seguito.
Vincenzo Romeo sembrerebbe abbia assunto insieme al padre, il controllo su molte attività nel territorio di Messina e non solo. È descritto dalle fonti come un uomo in grado di destreggiarsi tra gli ambienti elitari pur ricorrendo alla violenza quando necessario. A tal proposito di lui si riferisce ad esempio di un pestaggio ai danni di due uomini calabresi venuti a minacciare un imprenditore locale. Tuttavia il ricorso alla violenza da parte dei Romeo era minimo, così come per le estersioni, poiché i loro affari si incentravano maggiormente con la commistione con la cosiddetta "zona grigia", ovvero imprenditori, funzionari pubblici e professionisti.
Secondo le rivelazioni dell'imprenditore Biagio Grasso disponibili su articoli delle testate "antimafia duemila" e "live Sicilia", e secondo le esposizioni dei suddetti quotidiani, le sue alleanze si estenderebbero alle principali organizzazioni criminali italiane, tra cui la 'Ndrangheta, in particolare le potenti 'Ndrine di Platì e Cirò Marina (concordando con esse appalti anche in Calabria per le aziende gestite), la Sacra Corona Unita pugliese, rappresentanti di gruppi criminali operanti in Lombardia ed Emilia-Romagna e persino indirettamente con Matteo Messina Denaro. Non mancano fonti che riportino contatti anche col mondo massonico.
Il quotidiano "live Sicilia" riporta una dichiarazione del GIP: “A lui può intestarsi il titolo di rappresentante della nuova mafia”.
Di lui si riferisce anche di un ipotetico viaggio a Malta per affari legati a scommesse e gioco d'azzardo online. Lì pare abbia avuto contatti con un importante organizzatore di eventi di origine messinese, già incriminato per favoreggiamenti nei confronti del Clan dei Casalesi, ma assolto in seguito.
Fu arrestato nel 2017 nel corso dell'operazione Beta.
Note
Bibliografia Sebastiano Ardita, Cosa Nostra S.p.A. Il patto economico tra criminalità organizzata e colletti bianchi, PaperFIRST, 2020, ISBN 978-8899784898