Attivo nella seconda metà del Novecento, la sua opera, incentrata sulla ritrattistica, fu oggetto di ampia attenzione critica e giornalistica soprattutto tra gli anni Cinquanta e Settanta.Silvano Caselli, catalogo della mostra, Treviso, 21 febbraio – 15 marzo 1998, “Nota biografica”. È noto in particolare per i ritratti dedicati a Maria Callas, Arturo Toscanini e a figure religiose come Giovanni XXIII.
Biografia Silvano Caselli nasce a Firenze nel 1921. Si forma presso l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti della città. Presenta la sua prima mostra personale nel 1942 presso il Lyceum di Firenze; nello stesso anno espone anche a Milano e a Roma.
Nel 1948 si trasferisce stabilmente a Milano, dove si dedica principalmente al ritratto e alla grafica. Nel 1951 collabora con una rivista d’arte americana curando una rubrica dedicata ai ritratti di personalità contemporanee, e nello stesso anno espone negli Stati Uniti.
Nel 1956 riceve l’incarico di eseguire il ritratto di John Fitzgerald Kennedy. Successivamente trasferisce il proprio studio a Sanremo, dove risiede fino agli anni Settanta e riceve incarichi per diversi ritratti, tra cui quelli di Giovanni XXIII e Paolo VI.
Negli anni Ottanta torna a risiedere stabilmente in Italia. Nel 1987 allestisce una importante mostra personale nella Sala del Capitano a Varenna, seguita da altre esposizioni in varie città italiane.
Nel 1996 la Nippon Foundation sceglie una sua opera per le celebrazioni dell’inaugurazione della nuova Tokyo Opera House (1997); l’immagine viene riprodotta in 35.000 copie e utilizzata nel catalogo italiano dell’Opera nel 1997.
Muore a Sanremo il 16 luglio 2016.
Attività artistica
Ritratti di Maria Callas Caselli realizzò vari ritratti di Maria Callas, tra cui un dipinto di grandi dimensioni che egli stesso considerava tra le sue opere più importanti. Il ritratto fu riprodotto in serigrafie e utilizzato in occasione dell’inaugurazione della Tokyo Opera House nel 1997.
Ritratti papali L’artista eseguì ritratti ufficiali di Giovanni XXIII e Paolo VI, destinati ad ambienti ecclesiastici. Le opere furono citate dalla stampa e dalla critica coeva come esempi della sua ritrattistica di ambito religioso.
Il ritratto di Arturo Toscanini Caselli dedicò numerosi studi e un ritratto pittorico ad Arturo Toscanini. Il ciclo è documentato nel volume Toscanini nella pittura di Caselli, pubblicato con illustrazioni e materiali preparatori.
Altri soggetti Tra gli altri soggetti affrontati da Caselli si ricordano:
ritratti di figure dello spettacolo, come Nicola Carosio; ritratti di musicisti, tra cui Igor Stravinskij; nature morte e cicli floreali; paesaggi e vedute, comprese opere dedicate alla Riviera ligure.
Stile La pittura di Caselli si caratterizza per un linguaggio figurativo centrato sulla ritrattistica, con particolare attenzione alla resa psicologica e alla definizione dei volti. Nei ritratti di musicisti e cantanti lirici emerge l’interesse per l’espressività gestuale, mentre nei soggetti sacri prevale un registro più solenne.
Opere principali
Autoritratto (ca. 1940), olio su tela. Bimba (1940), olio su tela. Ritratto di Maria Callas (anni 1960), olio su tela, riprodotto in serigrafia. Ritratto di Arturo Toscanini (ca. anni 1950). Ritratto di Giovanni XXIII (ca. anni 1960). Ritratto di Paolo VI (anni 1960). Melograni (1996), olio su tela. Provenza (1996), olio su tela. Fiori (1996), olio su tela.
Mostre
Firenze, Lyceum, mostra personale, 1942. Milano e Roma, personali e collettive, anni 1940. Esposizioni negli Stati Uniti, 1951. Sanremo, mostre e incarichi, anni 1950–1970. Varenna, Sala del Capitano, 1987. Esposizioni varie in Italia, anni 1980–1990. Opera House di Tokyo, progetto Nippon Foundation, 1996–1997.
Ricezione critica Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta la stampa e la critica italiane dedicarono numerose recensioni alle opere di Caselli, in particolare ai ritratti musicali e religiosi.
Note
Bibliografia
Giuseppe Merli, Toscanini nella pittura di Caselli, Roma, Edizioni ANTES, [anno]. Silvano Caselli, catalogo della mostra, Treviso, 21 febbraio – 15 marzo 1998. Cataloghi di mostra e recensioni della stampa italiana (anni 1950–1970).