Il Vertice sulla sicurezza nucleare 2014 (in inglese 2014 Nuclear Security Summit) si tenne al L'Aia, nei Paesi Bassi, il 24 e 25 marzo 2014. Si trattò del terzo incontro di livello mondiale nell’ambito del ciclo di summit sulla sicurezza nucleare, iniziato nel 2010.

L’Italia partecipò attivamente al vertice: il primo ministro Matteo Renzi e il ministro degli Esteri Federica Mogherini erano presenti all’Aia.

Alla fine del summit l’Italia sottoscrisse un protocollo che andava oltre le conclusioni generali del vertice, impegnandosi a migliorare la sicurezza nucleare nazionale in linea con gli standard IAEA.

Obbiettivi Gli scopi principali del vertice furono:

ridurre il quantitativo di materiale nucleare pericoloso (in particolare uranio altamente arricchito e plutonio). migliorare la sicurezza di tutto il materiale nucleare e delle sorgenti radioattive. rafforzare la cooperazione internazionale nel campo della sicurezza nucleare.

Durante il vertice si valutò anche quanto era stato realizzato rispetto agli obiettivi fissati nei vertici precedenti (Washington 2010 e Seul 2012) e si proposero nuove misure.

Partecipanti All’incontro parteciparono 58 capi di stato e di governo, oltre ai rappresentanti di organizzazioni internazionali e migliaia di delegati. Fra i leader presenti figurano il presidente USA Barack Obama e il leader cinese Xi Jinping.

Il vertice si svolse in un momento di forte tensione globale: la crisi in Ucraina, con l’annessione russa della Crimea, gravò sul dibattito internazionale e “offuscò” parte delle discussioni sul nucleare.

Il summit Nonostante la partecipazione diffusa, Russia e Cina si distinsero per la mancata adesione ad alcune parti del comunicato finale. L’incontro fu criticato per la mancanza di obblighi vincolanti: diversi esperti evidenziarono che il documento finale non contiene impegni legali, ma solo “raccomandazioni volontarie”. Secondo alcuni commentatori, la crisi ucraina fu usata come sfondo per dare maggiore peso politico al vertice.

Conclusioni Al termine del vertice fu adottato un comunicato finale, ma non vennero stabilite misure legalmente vincolanti: molte delle decisioni furono lasciate su base volontaria.

In particolare:

35 paesi firmarono impegni volontari per rafforzare il regime internazionale di sicurezza nucleare, in accordo con gli standard dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA). Fu ribadita la responsabilità dell’industria nucleare nel garantire la sicurezza “di prima linea” dei materiali radioattivi. Si rafforzò l’impegno per lo scambio di informazioni, la cooperazione internazionale e la revisione periodica dei programmi nazionali di sicurezza nucleare.

Sicurezza e logistica Per garantire la sicurezza dell’evento furono prese misure straordinarie: fra queste, l’impiego di unità cinofili “sniffer” addestrate a rilevare esplosivi.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Conferenze internazionali