Il Palazzo Capece Zurlo è un edificio di valore storico e architettonico di Napoli, ubicato nella strada dell'Anticaglia nel quartiere di San Lorenzo.

Storia Il palazzo ha sicure origini tardo-medievali, ma è stato modificato e ampliato in più occasioni nei secoli successivi. Appartenne ai Capece Minutolo, per poi passare ai Capece Zurlo probabilmente nel corso del XVII secolo. Nel 1744 Ferdinando Sanfelice vi eseguì dei lavori su commissione del principe Giovanni Antonio Capece Zurlo (1700-1768)https://www.academia.edu/24014858/Geometria_e_arditezza_tecnica_nelle_scale_napoletane_del_Settecento_a_matrice_poligonale_in_Tra_Napoli_e_Spagna_Città_storica_architetti_e_architetture_tra_XVI_e_XVIII_secolo_a_cura_di_Giosi_Amirante_Maria_Gabriella_Pezone_Grimaldi_Napoli_2015_pp_123_148. Al riguardo è doveroso segnalare che in quegli anni il celebre architetto partenopeo fu impegnato in lavori di ristrutturazione e rinnovamento di altri edifici ubicati nella zona dell'Anticaglia, tra i quali: il Palazzo di famiglia (abitato dal figlio Camillo), il Palazzo Garzillo e quello del duca Filippo Bonito sito nell'attuale via San Giovanni in Porta. A partire dal XIX secolo si è trasformato da dimora nobiliare a condominio privato, sempre più decadente e poveramente manutenuto. Uscì fortunatamente indenne dagli oltre cento bombardamenti che colpirono la città di Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale .

Descrizione È situato nei pressi del teatro romano di Neapolis e occupa uno stretto e profondo lotto compreso tra la strada dell'Anticaglia e vico Cinquesanti. Vi si entra tramite un cinquecentesco portale in piperno a tutto sesto, sopra il quale è posizionata una targa rettangolare in marmo bianco, scolpita ad altorilievo, dove si riconosce in basso, entro una fitta decorazione fitomorfa che avvolge un elmo sormontato da un uccello, l'arma raffigurante il leone dei Capece. Oltrepassato il portone, sormontato da una rosta lignea, vi è l'androne voltato a botte che sbocca tramite un arco in piperno nel cortile a pianta rettangolare, sulla cui parete di fondo si ammira una grande arcata ribassata che probabilmente conduceva a un secondo cortile, ma che è stata occlusa in epoca imprecisata per ricavarvi degli ulteriori appartamenti. Subito dopo l'androne, sulla destra, vi è l'accesso alla scala con tutti i gradini in piperno, mentre i pavimenti dei pianerottoli sono in cotto.

Note

Bibliografia Italo Ferraro, Napoli atlante della città storica vol. I: Il centro antico (pagina 492), Napoli, CLEAN edizioni, 2002 Nicola della Monica, Palazzi e Giardini di Napoli (pagina 239), Newton Compton Editori, Napoli, 2016, ISBN 978-88-541-9889-0 Vincenzo Rizzo, Ferdinandus Sanfelicius: architectus neapolitanus (pagina 59), Napoli, Luciano Editore, 1999

Voci correlate Palazzi di Napoli

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