Il complesso di superiorità è un complesso psichico caratterizzato dalla convinzione pervasiva di essere migliori o superiori agli altri. Il termine fu introdotto agli inizi del XX secolo da Alfred Adler, secondo il quale si tratta di un meccanismo di difesa sviluppato per fronteggiare i sentimenti di inferiorità.
In Adler Alfred Adler fu il primo a usare il termine. Sosteneva che un complesso di superiorità derivasse essenzialmente dalla necessità di superare sentimenti di inferiorità latenti, che caratterizzano lo speculare complesso di inferiorità. In tutte le sue opere Adler intreccia il verificarsi di un complesso di inferiorità e di un complesso di superiorità con un rapporto di causa ed effetto. Tra i suoi scritti che toccano l'argomento vi sono Conoscenza dell'uomo (Menschenkenntnis, 1927), e Aspirazione alla superiorità e sentimento comunitario (Überlegenheit und soziale Interessen: Eine Sammlung späterer Schriften), una raccolta di ventuno articoli pubblicati postumi nel 1964.
Adler distingue il normale sforzo per raggiungere un obiettivo, o aspirazione alla superiorità, dal complesso di superiorità vero e proprio, definendo quest'ultimo come un tentativo di compensare il senso di inferiorità gonfiando in qualche modo il proprio senso di importanza personale. Adler individua la natura reattiva di tale sforzo come determinata dai sogni di eroismo e da una falsa supposizione di successo.
Mentre Adler considera la ricerca della superiorità come un universale nella natura umana, ritiene che gli individui sani non aspirino alla superiorità personale sugli altri, ma piuttosto all'ambizione personale e al successo attraverso il lavoro. Al contrario, coloro che presentano un complesso di superiorità sono pervasi da fantasie e sogni di supremazia.
Interpretazioni successive L'edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali pubblicata circa vent'anni dopo i lavori di Adler dissente sul fatto che il complesso di superiorità (sotto il nome formale di "delirio di grandiosità" nel DSM IV) derivi esclusivamente dagli effetti di un complesso di inferiorità. Il DSM IV afferma che una seconda causa di questo disturbo delirante potrebbe essere più genericamente uno stato emotivo gonfiato.
Ada Kahn ha sostenuto che i complessi di superiorità e inferiorità non siano speculari, e che non possano essere riscontrati entrambi nello stesso individuo, poiché un individuo con un complesso di superiorità crede sinceramente nella sua superiorità innata. L'autrice ha affermato che, mentre un complesso di inferiorità può manifestarsi con comportamenti reattivi volti a mostrare agli altri che si è superiori, come l'acquisto di beni materiali costosi o un'ossessione per la vanità e le apparenze, coloro che hanno complessi di superiorità hanno sentimenti di superiorità tali da non doversi preoccupare di dimostrare la loro superiorità agli altri.
Sulla stessa linea, Vera Hoorens afferma che coloro che manifestano il complesso di superiorità hanno un'immagine di sé di supremazia. Mentre gli individui con un complesso di inferiorità tendono a preoccuparsi del giudizio altrui e quindi a presentarsi nella migliore luce possibile, coloro che hanno un complesso di superiorità potrebbero non tentare nemmeno di apparire migliori o di esprimere la propria superiorità, come accade con il pregiudizio cognitivo noto come superiorità illusoria.
Note
Superiorità Categoria:Meccanismi di difesa Categoria:Psicologia individuale