Presentazione di Gesù al Tempio è un dipinto a olio su rame (72,5 x 65 cm) realizzato intorno al 1623 da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, e conservato alla National Gallery di Londra.
Storia Il rame è citato da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina Pittrice «[Guercino] finì molti quadri in Cento, e furono 4 Evangelisti al S. Domenico Fabri, e un rame grande con la presentazione della B.V.», descritto come un «famosissimo rame.»
In seguito, il committente restituì il dipinto al pittore per saldare un debito. Il Guercino lo appese alla testata del suo letto e rifiutò di cederlo anche a importanti collezionisti, tra i quali il cardinale Antonio Barberini (legato pontificio di Bologna dal 1642 al 1644), il duca di Modena Francesco I d'Este e il cardinale Leopoldo de' Medici (fratello del Granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici). Infine, l'opera fu acquistata Raphael Dufrense, per la somma di 100 doppie e di una copia del suo Trattato di Pittura di Leonardo, corredato da una dedica adulatoria. La vendita del rame è riportata nel Libro dei conti alla data 22 dicembre 1660. «Nel medesimo anno 1660 si fece esito del rame dipinto che stava appresso il letto, il quale fu comprato da un Francese per il prezzo di dobble 100 fanno ducatoni 300 che sono = scudi 375.»
Denis Mahon apporta alcune precisazioni al racconto di Malvasia. L’indicazione "finì" non implica che tutti i dipinti citati più sopra fossero stati iniziati prima della partenza del Guercino per Roma (12 maggio 1621), poiché ciò risulterebbe inconciliabile sul piano stilistico. Inoltre, il committente non fu Domenico, bensì Bartolomeo Fabri, lo stesso che aveva messo a disposizione del Guercino due stanze per lAccademia del nudo. Anche il titolo è inesatto: si tratta della Presentazione di Gesù al Tempio o della Purificazione della Vergine, ma certamente non della Presentazione della Vergine.
Il dipinto passò da Dufresne alla collezione dell'abate François de Camps e, successivamente, a quella del Duca d'Orleans nel Palais-Royal. Durante la Rivoluzione fu trasferito in Inghilterra, dove entrò dapprima nella raccolta del conte Gower e poi in quella del conte di Ashburnham. Nel 1953 Mahon lo acquistò per la propria collezione, e in seguito lasciò in dono alla National Gallery. Fu pubblicato da Mahon nel 1947.
Descrizione e stile Il soggetto è tratto dal Vangelo di Luca (2, 22-39), dove si narra che, secondo la legge di Mosè, quaranta giorni dopo la nascita, Maria e Giuseppe condussero il bambino al Tempio di Gerusalemme per consacrarlo al Signore e offrire il sacrificio prescritto, rappresentato nel dipinto dalle due tortore deposte sui gradini dell’altare. Ad accoglierli vi è l’anziano sacerdote Simeone, al quale era stato rivelato che avrebbe visto il Messia prima di morire. Dopo aver preso il bambino tra le braccia, egli pronuncia la benedizione nota come Nunc dimittis. Guercino allude a quel momento culminante del racconto evangelico raffigurando Simeone con la bocca leggermente socchiusa, come se stesse dando voce alla preghiera.
L’intera scena è organizzata secondo una disposizione semicircolare delle figure attorno a Simeone, che occupa il punto più elevato della composizione e ne costituisce il fulcro narrativo. Di fronte al sacerdote si colloca Giuseppe, che ha ricevuto il Bambino dalle mani di Maria — inginocchiata all’inizio della scala — e sta per porgerlo a Simeone. Attorno al gruppo principale si dispongono altre figure che completano la narrazione: sulla destra una giovane inginocchiata depone le due tortore destinate al sacrificio prescritto dal rito, accanto a un cesto in cui si intravedono alcune anatre; alla destra di Simeone siede un giovane assistente del Tempio, e accanto a lui compare una figura anziana non identificata. Oltre il limite delle strutture architettoniche si apre uno scorcio di paesaggio, con un cielo azzurro attraversato da lievi nubi bianche. La scena si sviluppa frontalmente entro un’ambientazione architettonica salda e ordinata, in cui i piani orizzontali e verticali sono resi con una definizione molto più nitida rispetto alle opere giovanili, dove gli elementi architettonici rimanevano spesso appena accennata. Nella Presentazione, «la collocazione delle figure è pensata in modo da formare una struttura misurata, di impronta pienamente classica.»
È verosimile che il Guercino abbia tratto ispirazione dall’affresco del Domenichino con la Morte di Santa Cecilia nella chiesa San Luigi dei Francesi a Roma. Un elemento che rafforza questa ipotesi è l’incisione di Giovanni Battista Pasqualini, artista che lavorò quasi esclusivamente su opere del Guercino e che, in via del tutto eccezionale, incise proprio quell’affresco del Domenichino.
Ai marcati contrasti di luce che caratterizzavano le opere giovanili subentrano qui tonalità più limpide e luminose, con una distribuzione dell’illuminazione più uniforme. Il dipinto è eseguito su una lastra di rame, un supporto prezioso e costoso, introdotto nella pratica emiliana sul finire del Cinquecento attraverso l’insegnamento di Denis Calvaert. Rispetto ad altri artisti che ne fecero largo uso, come Guido Reni, Francesco Albani o il Domenichino, il Guercino non sembra interessato a sfruttare fino in fondo la possibilità di un tratto estremamente minuto e definito che il rame avrebbe consentito grazie alla superficie perfettamente liscia. La lastra — la più grande da lui impiegata — fu preparata con il consueto fondo aranciato, che richiama la tonalità della preparazione originaria utilizzata nelle sue opere su tela.
Esposizioni
Italian Art and Britain, winter exhibition, Londra, Royal Academy of Arts, 1960, n. 373. Art Historians and Critics as Collectors, Londra, Agnew Gallery 1965, n. 11 Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591 1666), Bologna, Palazzo dell’Archiginnasio; 1º settembre – 18 novembre 1968) Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, 1591 1666, Bologna, Museo Civico Archeologico; Cento, Pinacoteca Civica e Chiesa del Rosario, 6 settembre – 10 novembre 1991) Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del ’600. Roma, Ala Mazzoniana, Stazione Termini 10 febbraio 2004 – 30 giugno 2004
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella National Gallery di Londra Categoria:Dipinti sulla presentazione di Gesù al Tempio