Il Museo del Goriziano () ha la sua sede principale presso il castello di Moncorona e ne ha varie altre sparse per l'area del Goriziano sloveno.

Storie Il museo ha origine nel 1861, quando nell'austriaca Gorizia viene istituito un museo dedicato alla storia del territorio, senza particolari considerazioni d'ordine nazionale: la comunità slovena avrebbe desiderato un proprio museo ma la prima guerra mondiale causa la perdita di molti dei reperti da essa raccolti e il passaggio del Goriziano al Regno d'Italia e la repressione fascista nei riguardi degli slavi pone fine alla possibilità di costruire questo museo.

Dopo la seconda guerra mondiale il Goriziano viene diviso, con Gorizia che resta all'Italia ma la parte orientale, privata del proprio centro amministrativo, passa alla Jugoslavia: al fine di dare un centro al Goriziano sloveno viene costruita Nova Gorica e in essa viene istituito nel 1952 il Museo distrettuale, inizialmente sito nella scuola elementare di Salcano e due anni dopo venne spostato nel castello di Moncorona.

Al tempo gli venne anche annesso il museo di Tolmino, che oggi è autonomo. Sino al 2000 gestì anche la Galleria civica di Nova Gorica, che passò poi alle dipendenze della Casa della cultura.

Collezioni

Castello di Moncorona Il castello di Moncorona ospita la sezione principale del museo, quella di storia e cultura popolare, e anche le mostre temporanee: ha anche un anfiteatro all'aperto per altri eventi culturali, e dov'è presente anche il lapidario.

Villa Bartolomei La villa Bartolomei, dimora campagnola sita a Salcano e che prende il nome dal trentino Federico Bartolomei che la acquistò nel 1798, viene danneggiata dal terremoto del Friuli del 1976 e nel 1980 passa sotto la tutela del Museo: oggi ospita degli uffici amministrativi del museo e il laboratorio di restauro, le cui attività sono esposte nella mostra Conservare il passato, fermare il tempo per l’oggi e il domani e la mostra di oggettistica Oggetti InDimenticabili.

Collezione museale di Aidussina Sita nel comune di Aidussina, ha al suo interno due collezioni: una di storia locale dalla preistoria al Medioevo con particolare attenzione al Castra ad Fluvium Frigidum romano e l'altra un'esposizione di fossili raccolta dal geologo locale Stanislav Bačar.

Museo sul confine Il museo sul confine è un'iniziativa distribuita, composta da un'esposizione presso la stazione di Nova Gorica, un'altra presso il vecchio valico di frontiera di Prestava, una vecchia torre di guardia a Vertoiba e il vecchio cimitero di Merna, diviso tra Italia e Jugoslavia nella prima partizione del confine e divenuto simbolo della divisione tra i due Stati all'epoca: tutti questi musei mostrano la vita al confine al tempo della guerra fredda, tra le difficoltà della divisione di un territorio un tempo unito e realtà come il contrabbando.

Memoriali Dal museo dipendono anche due memoriali: il primo è quello dell’eroe Mihajlo, situato nella vecchia scuola di Sambasso, che è dedicato a Mehdi Hüseynzadə, soldato dell'Armata Rossa che, catturato dai tedeschi e spedito sul fronte jugoslavo, disertò per unirsi ai partigiani: sono esposti alcuni suoi dipinti, dell'equipaggiamento e vari doni portati dall'Azerbaigian.

Il secondo è dedicato a Alojz Gradnik, tra i più grandi poeti sloveni del Novecento, e a Ludvik Zorzut, primo direttore del Museo del Goriziano che nacque nella stessa casa di Gradnik.

Note

Altri progetti

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