è un film giapponese girato nel 1899 da Shibata Tsunekichi. L’opera documenta una celebre scena della rappresentazione kabuki Momijigari, interpretata dai grandi attori Onoe Kikugorō V e Ichikawa Danjūrō IX.
Si tratta del più antico film giapponese ancora esistente, nonché il primo ad essere riconosciuto come bene culturale di importanza nazionale.
Trama Il film riprende la celebre scena in cui Taira no Koremochi sconfigge Momiji, una kijo - creatura demoniaca - che si era travestita con l’aspetto della principessa Sarashina.
Produzione e distribuzione Il film nacque principalmente con l’intento di documentare l’interpretazione dei due celebri attori kabuki. Shibata Tsunekichi, operatore del Konishi Photographic Store, lo realizzò utilizzando una cinepresa Gaumont. Le riprese furono effettuate nel novembre 1899 in uno spazio aperto dietro il Kabuki-za di Tokyo, impiegando tre bobine di pellicola. Il giorno delle riprese era piuttosto ventoso: una folata fece volare via uno dei ventagli di Ichikawa Danjūrō IX, un imprevisto che rimase nel film poiché non era possibile girare nuovamente la scena.
Poiché il film era stato concepito come semplice documento, non venne inizialmente mostrato al pubblico. Danjūrō stesso poté vederlo solo un anno dopo le riprese. Esisteva un accordo secondo cui la pellicola non sarebbe stata proiettata pubblicamente fino alla morte dell’attore; tuttavia, quando Danjūrō si ammalò e non poté partecipare a uno spettacolo al Naka-za di Osaka, il film fu utilizzato in sua sostituzione. Rimase in programmazione dal 7 luglio al 1º agosto 1903, anche grazie al fatto che Kikugorō era venuto a mancare da poco. Danjūrō morì nel settembre dello stesso anno e la pellicola venne proiettata al Kabuki-za per una settimana, a partire dal 9 febbraio 1904.
Eredità A meno di future scoperte, Momijigari è considerato il più antico film giapponese di cui si conservi ancora una copia. L’attore kabuki Onoe Baikō VI racconta nel suo libro Ume no Shita Kaze che mesi prima era stato girato un film di prova tratto dal dramma danzato Ninjin Dōjōji, con lui stesso e Ichimura Kakitsu VI (poi noto come Ichimura Uzaemon XV); tuttavia quella pellicola andò probabilmente perduta prima del 1912.
Momijigari rappresenta anche uno dei primi esempi di quel tipo di “cinema kabuki” che avrebbe caratterizzato le prime decadi dell’industria cinematografica giapponese, quando il cinema veniva spesso usato per documentare o riprodurre le rappresentazioni teatrali. Come sottolinea lo storico Hiroshi Komatsu, il film testimonia inoltre come all’epoca la distinzione tra cinema di finzione e documentario non fosse ancora definita: è, allo stesso tempo, un resoconto di una performance scenica e la messa in scena di una storia fantastica.
Nel 2009, Momijigari è stato il primo film a essere riconosciuto come bene culturale di importanza nazionale, ai sensi della Legge giapponese sulla tutela dei beni culturali. A ricevere ufficialmente la designazione è una copia negativa di sicurezza su pellicola 35mm, lunga 352 piedi, che proiettata a 16 fotogrammi al secondo e ha una durata di circa 3 minuti e 50 secondi. Lo storico Aaron Gerow ha osservato che tale riconoscimento potrebbe essere dovuto non tanto al valore artistico del film, quanto al suo significato storico. La copia è oggi conservata presso l'Archivio cinematografico nazionale del Giappone.
Note
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