Il CAMS 80 fu un idrovolante da ricognizione a scafo centrale, monomotore e monoplano, sviluppato dall'azienda aeronautica francese Chantiers Aéro-Maritimes de la Seine (CAMS) nei primi anni trenta del XX secolo e rimasto allo stadio di prototipo.

Progettato dal reparto tecnico diretto dall'ingegnere francese Maurice Hurel, venne realizzato in soli due esemplari che differivano tra loro per alcune particolarità strutturali e tipologia di propulsione. Proposto alla Marine nationale, la marina militare francese, per la sua componente aerea, non riuscì a superare la diffidenza da parte del potenziale contraente che, tuttavia, acquistò i due esemplari senza però emanare alcun ordine di produzione in serie.

Storia del progetto La repentina evoluzione tecnologica che si registrò, in particolare tra gli anni venti e il decennio successivo del XX secolo, nel campo dell'aviazione, consigliò molti governi a varare programmi atti a sostituire il parco macchine in dotazione con modelli avanzati, introducendo, tra gli altri, un sempre più massiccio uso di parti in metallo e, grazie anche ai progressi nella meccanica e, conseguentemente, nella potenza disponibile dei motori, macchine sempre più efficaci, adeguandoli alle capacità belliche dei potenziali nemici.

In quest'ambito, alla fine del 1929 la Marine nationale emise una specifica per la fornitura di un nuovo idropattugliatore triposto da destinare a missioni di sorveglianza costiera.

Per rispondere a tale esigenza la CAMS affidò il progetto all'ingegner Hurel che, assieme al suo staff, decise di impostare il nuovo modello scegliendo la soluzione a scafo centrale, abbandonando per la velatura la configurazione biplana solitamente utilizzata dall'azienda, per un'unica ala dall'elevato allungamento posta alta sullo scafo, quest'ultimo di costruzione interamente metallica. Peculiarità del progetto fu che, per cercare di dare maggiore versatilità e alternative al contraente, nei due esemplari in costruzione la cabina di pilotaggio adottata fu di tipo aperto in uno e chiusa nell'altro.

Anche per quanto riguardava la propulsione i due esemplari presentavano una soluzione tecnica differente che, seppure mantenendo l'impostazione monomotore con lo stesso inglobato in una gondola posta all'apice di un castello tubolare, in un caso adottava la consueta soluzione traente e nell'altro spingente.

Realizzati nello stabilimento di Sartrouville, il primo, quello a cabina chiusa e motore traente, venne completato nel corso del 1931 e, immatricolato F-AMDZ, portato in volo per la prima volta l'anno successivo spinto da un motore V12 Hispano-Suiza 12Nbr in grado di erogare una potenza pari a . Il secondo, quello con cabina aperta e motore spingente, equipaggiato con un più potente Hispano-Suiza 12Ydrs da volò nel 1934 e dopo le necessarie prove di volo aziendali inviati a Saint-Raphaël per i successivi collaudi.

Impiego operativo Presi in carico entrambi nel Service de l'aéronautique maritime francese dal 1935, i due esemplari furono testati per i ruoli compatibili con la richiesta originale, sorveglianza aerea, ricognizione e pattugliamento delle zone costiere, senza però riuscire a superare le diffidenze della commissione esaminatrice. Alla fine furono destinati a impieghi diversi, il primo utilizzato per il trasporto di personalità, il secondo come banco di prova volante per le attrezzature di bordo, rimanendo in servizio almeno fino al 1938, anno nel quale entrambi vennero avviati alla rottamazione.

Versioni 80-01 prototipo; equipaggiato con un motore 12 cilindri a V Hispano-Suiza 12Nbr raffreddati a liquido da in configurazione traente; fu realizzato in due esemplari. 80-02 prototipo; scafo a cabina aperta equipaggiato con un motore V12 Hispano-Suiza 12Ydrs da in configurazione spingente; un esemplare sviluppato da uno dei due esemplari precedentemente realizzati.

Utilizzatori

Service de l'aéronautique maritime

Note

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Categoria:Aerei militari francesi