Il pomodoro nasone del Cavallino è un prodotto ortofrutticolo italiano, varietà di pomodoro autoctona del Veneto, tipico della provincia di Venezia e più precisamente della città di Cavallino-Treporti.
È stato riconosciuto come PAT del Veneto.
Storia I pomodori sono coltivati sul litorale di Cavallino da alcuni secoli, sebbene fossero coltivati principalmente da mezzadri e coloni per il consumo proprio o come specialità culinaria per i nobili veneziani proprietari dei terreni.
Tuttavia, i pomodori sono diventati il pilastro dell'agricoltura locale dopo l'alluvione del 1966, che è stata la causa principale dell'estinzione delle colture frutticole, in particolare della pesca bianca di Venezia. Negli anni successivi hanno guadagnato popolarità e apprezzamento nei principali mercati del nord Italia grazie alla loro produzione precoce e al loro sapore caratteristico.
Attualmente solo poche aziende agricole producono il nasone del Cavallino, il che ne limita la produzione e lo rende difficile da trovare. Si tratta di una varietà locale altamente a rischio di estinzione genetica a causa della sua produzione e distribuzione estremamente limitate e di nicchia.
Caratteristiche ll pomodoro nasone del Cavallino è un pomodoro dalla forma allungata, schiacciata, con estremità puntuta, che ricorda un grosso naso. I frutti possono raggiungere e superare i 12-13 cm di lunghezza e i 200 grammi di peso. Il colore è rosso brillante, con una spalla verde che scompare con la maturazione. La polpa è dolce e soda, nella quale sono presenti pochi semi.
Territorio Il pomodoro nasone del Cavallino nasce in un contesto naturale peninsulare tra il mare Adriatico e la Laguna di Venezia. Le sue caratteristiche organolettiche derivano da una combinazione di fattori: il terreno di origine sedimentaria dolomitica, prodotto dalla lenta azione dei fiumi Sile e Piave e sospeso tra acque salate e salmastre, e le condizioni climatiche favorevoli, come la fresca brezza marina che muove l'aria e impedisce il ristagno dell'umidità.
Note