Il ranz des vaches ("richiamo delle vacche") è un canto di lavoro attestato fin dal Cinquecento nella Svizzera francofona e, dal Settecento, nella tedescofona, con il titolo di Kuhreihen ("allineamento delle vacche").
Secondo gli studiosi, aveva come funzione principale quella di annunciare alle mucche l'ora della mungituraCanto dei vaccai, Tradizioni viventi in Svizzera, Musée gruérien.
Nel Settecento ne fa menzione un testo di medicina di un celebre medico di Basilea, Theodor Zwinger III (1658-1724), che la chiama con il suo nome tedesco, Kuhreihen , e, in latino, Cantilena helvetica. Zwinger era interessato al fenomeno della nostalgia, che all'epoca sembrava un fenomeno specifico dei mercenari svizzeri di stanza all'estero, per cui ascoltando questo canto, entravano in uno stato di prostrazione.
Ne parla negli stessi termini anche Jean-Jacques Rousseau nel suo Dictionnaire de musique (1768), spiegando che questo canto era stato vietato dai comandanti dei mercenari svizzeri, pena la morte, appunto poiché suscitava nei soldati un'emozione così forte ché essi disertavano o addirittura morivano, dopo averla sentita cantare« J’ai ajouté dans la même Planche le célèbre Rans-des-Vaches, cet Air si chéri des Suisses qu’il fut défendu sous peine de mort de le jouer dans leurs Troupes, parce qu’il faisoit fondre en larmes, déserter ou mourir ceux qui l’entendoient, tant il excitoit en eux l’ardent desir de revoir leur pays»..
Il canto è presente come melodia nell'Ouverture del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini e in molte altre opere musicali.
Il suo valore nel patrimonio culturale elvetico è stato riconosciuto mediante inserimento nel repertorioLyôba, lyôba, por aryâ, La fête des vignerons du 21 août 1977, « Le Ranz des vaches » (Réal.: Jean Bovon), RADIO TELEVISIONE SVIZZERA, 26.02.2017 delle tradizioni viventi della Svizzera.
Testo
Ritornello + francoprovenzale tedesco svizzerotraduzione italiana Lyôba, lyôba, por aryâ (bis).Vinyidè totè, byantsè, nêre,Rodzè, mothêlè, dzouvenè ôtrè, Dèjo chti tsâno, yô vo j’âryo, Dèjo chti trinbyo, yô i trintso, Lyôba, lyôba, por aryâ (bis) Hüopa, hüopa, chämet mer na!(bis)Chämet doch allu,wyssu, schwarzu, rothu, tschäggetu jung u altu,unter de Icha wull n’ üöch mälche, unter der Oscha tuen i chäseHüopa, hüopa, chämet mer na!(bis)Lyôba, lyôba per mungere (bis)Venite tutte, le bianche, le nerele rosse, le pezzate, le giovani, le vecchiesotto questa quercia dove vi mungosotto questo pioppo dove preparo il formaggiolyôba, lyôba per mungere (bis)
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