I ragazzi di celluloide è un film per la TV italiano prodotto dalla Rai con la regia di Sergio Sollima e trasmesso a puntate su Rete 2. Debuttò il e fu trasmesso su tre venerdì consecutivi fino al successivo. Nell'estate 1984 ne fu trasmesso un sequel analogamente ripartito, in onda al giovedì dal al , intitolato I ragazzi di celluloide 2.
Trama La narrazione inizia tra il 1939 e il 1940, con la seconda guerra mondiale sullo sfondo e l'imminente ingresso dell'Italia fascista nel conflitto. Alcuni studenti del Centro sperimentale di cinematografia di Roma cercano di realizzare i loro sogni e vivono le loro vicende di amicizia e amore, patendo cocenti delusioni o accettando qualche compromesso.
Ben presto, con l'avvento della Resistenza, alcuni di loro saranno costretti ad accettare la dura realtà della guerra e conosceranno il carcere per attività sediziosa, mentre altri, nonostante le grandi difficoltà, avranno la forza di cambiare per sempre il cinema italiano.
Il sequel del 1984, con gli stessi protagonisti, è altresì ambientato nel periodo che va dalla caduta del fascismo alla fine della guerra e il ritorno alla democrazia: il registro narrativo è quello del confronto tra le aspettative dei giovani studenti e la realtà dei fatti, filtrata anche attraverso il vissuto dei protagonisti tra lotta partigiana, attività clandestina e chiamate alle armi negli ultimi mesi di guerra.
Produzione Le riprese avvennero a Roma presso il Centro sperimentale di cinematografia negli studi di Cinecittà, il villino Crespi al Nomentano e una villa signorile all'Olgiata.
Colonna sonora La colonna sonora, composta ed eseguita da Giorgio Gaslini, fu pubblicata su 45 giri da Cinevox (MDF 136).
Accoglienza Nonostante la tipizzazione dei personaggi (il borghese cinico, la giovane idealista, quella più dotata di senso pratico che non esita a intrecciare una relazione con un gerarca) e benché la sceneggiatura si basasse sui ricordi da studenti di cinema dei soggettisti Massimo Mida e lo stesso Sollima, dalla narrazione non si è in grado di individuare in maniera netta figure note del cinema del dopoguerra italiano, intenzione attribuita da Buzzolan alla volontà di mantenere la narrazione sullasettico e distante, anche considerato che molti protagonisti di quell'epoca del cinema erano ancora in attività a quarantanni di distanza dai fatti narrati.
Note
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