Qinglongtriton è un genere estinto di salamandra proveniente dal Giurassico superiore (età Oxfordiano) dell’attuale Hebei in Cina. Il genere comprende una sola specie, Qinglongtriton gangouensis, conosciuta grazie a numerosi esemplari adulti e giovanili provenienti dalla Formazione di Tiaojishan.
Le analisi filogenetiche hanno mostrato una stretta parentela con Beiyanerpeton, rinvenuto nella stessa formazione. Inizialmente entrambi i taxa erano stati assegnati ai Salamandroidea, il sottordine che comprende la maggior parte delle salamandre attuali, ma studi successivi hanno talvolta proposto un loro collocamento come salamandre basali.
Descrizione e caratteristiche Qinglongtriton gangouensis è conosciuto da 46 esemplari fossili comprendenti individui adulti e giovani. Il taxon presenta caratteri ontogeneticamente e tassonomicamente rilevanti quali la presenza di un palatino dentato, un coronoide dentato e una conformazione peculiare dell’apparato iobranchiale negli adulti. Tali caratteristiche, unite alla comparazione con salamandre attuali e fossili, offrono importanti informazioni sull’evoluzione precoce dei Salamandroidea, il clado più diversificato degli Urodela.
Lo studio cladistico del 2012 ha collocato Qinglongtriton come taxon fratello di Beiyanerpeton, con i due generi che insieme formano il clado più basale dei Salamandroidea. La scoperta di questi taxa avrebbe indicato che la diversità morfologica del gruppo fosse già avviata durante l’Oxfordiano del Giurassico superiore. Studi successivi hanno messo in dubbio questa collocazione sistematica, preferendo porre i due generi in una condizione più basale nell'albero filogenetico dei Caudata.
Diagnosi Qinglongtriton condivide con Beiyanerpeton alcuni caratteri derivati, tra cui la presenza di un palatino distinto e dentato, un solco sensoriale sulla superficie esterna di premascella e mascella, un dentale provvisto di solco profondo e quindici vertebre presacrali. Si distingue dal suo parente più stretto per la presenza di un lacrimale solcato dorsalmente per il dotto nasolacrimale, un ramo anteriore del pterigoide dentato e orientato anteromedialmente, l’assenza di ossificazione dell’orbito-sfenoide, la mancanza di un opercolo libero, la presenza di un coronoide dentato, denti marginali pedicellati, il secondo metacarpale come il più lungo della mano e la formula falangeale 2-2-3-3-3 nel piede. Mostra inoltre un’ossificazione unica del basibranchiale II con processi anterolaterali e posterolaterali fusi a una barra mediana.
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