Biografia Aseev rimase orfano di madre all'età di sei anni e suo padre, che era un agente assicurativo, si assentava spesso da casa per lavoro. In questo contesto, il giovane decise di studiare la storia della patria e di comprendere il proprio paese e la sua letteratura, affascinato dai luoghi della sua infanzia (Kursk, Voronež, Orël). Si appassionò a Puškin e Gogol' e restò colpito dall'emblematico Canto della schiera di Igor'.
Dopo gli studi all'Istituto reale di Kursk si iscrisse all'Istituto commerciale di Mosca, più per volontà della famiglia che per vocazione. Appassionatosi della poesia, iniziò a frequentare la facoltà di filologia come libero uditore, dove incontrò Valerij Jakovlevič Brjusov, Andrej Belyj, Fëdor Sologub e infine colui che sarà un suo grande amico, Boris Pasternak.
Esordì in campo letterario nel 1911 pubblicando le sue prime poesie sulla rivista Vesna. Passò poi alla rivista Protalinka, dove si occupò di almanacchi e raccolte, poi entrò nella redazione di Russkij archiv. Nel 1914 pubblicò i primi libri Nočnaja flejta ("Il flauto notturno") e Zor ("L'alba"), poi l'anno successivo contribuì a fondare la casa editrice Liren e pubblicò la raccolta Letorej in collaborazione con Grigorij Nikolajevič Petnikov. Nello stesso periodo ebbe l'occasione di conoscere Majakovskij e Velimir Chlebnikov.
Durante il servizio militare venne arrestato per aver organizzato la messa in scena de La fiaba di Ivan lo scemo e dei suoi due fratelli di Lev Tolstoj nel reggimento di riserva. In seguito frequentò la Scuola ufficiali di Irkutsk, poi fu eletto nel Consiglio dei deputati dei soldati a Vladivostok. Qui nel 1921 pubblicò la raccolta poetica Bomba, la cui tiratura venne interamente bruciata durante un saccheggio in tipografia da parte dei Bianchi.
Passata l'esperienza militare, nel 1922 tornò a Mosca e si unì al Fronte di Sinistra delle Arti fondato da Majakovskij. I due strinsero un forte legame e collaborarono a una serie di sei libretti di poesie d'agitazione. Aseev scrisse anche per la rivista Novyj Mir poesie, articoli e recensioni. Gli anni venti videro un'intensa e prolifica attività dell'autore, che pubblicò nove libri di poesie e due libri in prosa. Nelle sue opere si denota un gran lavoro di sperimentazione, come la stilizzazione di motivi della Rus' di Kiev, le ispirazioni di Hoffmann, Gumilëv e Blok, e le sperimentazioni verbali di Chlebnikov. Alcune delle sue opere come Liričeskoe otstuplenie ("Digressione poetica", 1924) e Sinie gusary ("Gli ussari blu", 1925) divennero dei classici della poesia del XX secolo.
Nel 1928 uscì il racconto lirico-pubblicistico Semen Proskakov, un poema dedicato agli eventi della guerra civile russa in Siberia basato su fatti realmente accaduti. Il protagonista della storia è un minatore che si unisce alla causa della rivoluzione russa: attraverso le sue gesta, l'autore descrive come si organizzò e si consolidò il movimento partigiano. Nel 1929 uscì il saggio Dnevnik poėta ("Diario di un poeta"): il tema eroico si fece sempre più presente nella lirica di Aseev, che fece della sua poesia un'espressione delle speranze di coloro che credevano nei valori della rivoluzione. I cicli poetici Ėlektriada ("L'Elektriade"), Kurskie kraja ("Le terre di Kursk") e Pesnja o nefti ("Il canto del petrolio") esaltano la partecipazione alla vita pubblica e il collettivismo del lavoro. In questo periodo Aseev era solito visitare i più grandi cantieri del Paese.
Un'importante espressione di questo intreccio tra contenuto sociale e intonazioni liriche è il poema Majakovskij načinaetsja ("Majakovskij comincia"), pubblicato tra il 1937 e il 1939 e uscito come edizione separata nel 1940. L'opera lega il destino di Majakovskij con quello dell'intera nazione, focalizzandosi sull'apparizione del poeta nella storia della Russia e sulla sua morte. Con quest'opera Aseev intendeva mostrare ai detrattori di Majakovskij quanto invece egli fosse importante per il futuro della letteratura e del Paese. Del poema sono caratteristiche l'elevazione romantica del racconto, il pathos civico, l'ampiezza della prospettiva storica e la forza realistica delle immagini.
Negli anni trenta Aseev sperimentò il feuilleton politico internazionale con Nadežda čelovečestva ("La speranza dell'umanità") e Berinskij maj ("Il maggio berlinese") e si dedicò alla traduzione in lingua russa delle poesie di Taras Hryhorovyč Ševčenko. L'opera Vysokogornye stichi ("I versi delle alture") contribuì a far conoscere ai russi la terra del Caucaso. In tal senso Aseev si impegnò nel far conoscere la realtà delle altre repubbliche sovietiche, in sintonia con il lavoro di Nikolaj Semënovič Tichonov, Aleksandr Tvardovskij, Nikolaj Nikolajevič Ušakov, Boris Pasternak e Michail Vasil'evič Isakovskij.
Il tema del patriottismo continuò a essere presente anche negli anni della seconda guerra mondiale. Nel 1943 uscì la monografia Vladimir Vladimirovič Majakovskij. Gli ultimi capitoli di Majakovskij načinaetsja vennero completati nel 1950 e in generale l'anno di attività più intensa del dopoguerra fu il 1961, quando Aseev pubblicò Začem i komu nužna poėzija ("Perché e a chi serve la poesia") e la raccolta poetica meditativa ed esistenziale Lad, che fu accolta molto positivamente dalla critica.
Aseev scrisse anche articoli, saggi, sceneggiature, riflessioni sulla letteratura e testi per opere musicali, e tradusse in russo i testi di autori stranieri come Rainis e Bruno Jasieński. Negli ultimi mesi di vita si batté per la tutela dei monumenti culturali, organizzando la raccolta di firme sotto una petizione diretta al Comitato Centrale del PCUS.
Per il suo ottantesimo compleanno fu pubblicato il libro di L. Karpov Nikolaj Aseev. Sulla casa in cui abitò è stata posta una targa commemorativa, e la via della sua dimora porta il suo nome.
Opere parziali Nočnaja flejta (1914) Stalnoj solovej (1921) Sovet vetrov (1923) Dvadcat' šest (1925) Russkaja skazka (1926) Vysokogornye stichi (1938) Majakovskij nac̆inaetsja (1940) B poslednij čas (1943) Ural (1944) Plamja pobedy (1946) Razdum'ja (1955) Lad (1961)
Note
Bibliografia
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Categoria:Sepolti nel cimitero di Novodevičij