Il Palazzo Rossi di Montelera è un edificio storico di Torino costruito nel 1873 in stile eclettico in corso Vittorio Emanuele II 44 dall'architetto Camillo Riccio https://atlas.landscapefor.eu/category/luoghi-urbani/poi/13778-corso-vittorio-emanuele-ii/12903-una-palazzina-con-giardino/.

Vincolato dalla Soprintendenza https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0100007039, è fin dalla sua nascita sede della Martini & Rossi, produttrice delle famose bevande alcoliche a marchio Martini.

Storia Il palazzo fu commissionato dalla famiglia Rossi, industriali dei liquori Martini & Rossi (che, nel 1911, furono insigniti da Re Vittorio Emanuele III di Savoia con il titolo di Conti di Montelera), all'architetto Camillo Riccio, per essere destinato alla sede torinese dell'azienda di liquori, in quel periodo in grande espansione per il successo del vermouth inventato in città.

Qui visse e morì anche il senatore ed avvocato Teofilo Rossi di Montelera, figlio del liquorista Luigi Rossi, uno dei fondatori della società; sindaco di Torino tra il 1909 e il 1917, fu chiamato anche "il sindaco della Grande Esposizione" poiché promotore nell'organizzare sulle rive del Po l'imponente rassegna del 1911 nel cinquantenario dell'Unità Nazionale.

Nel 1987 la quarta generazione dei proprietari siglò un accordo con il gruppo multinazionale americano Bacardi, per favorire la distribuzione dei propri prodotti negli Stati Uniti. Nel 1993, il Gruppo Martini & Rossi venne rilevato da Bacardi con un’operazione di fusione https://www.treccani.it/enciclopedia/rossi-di-montelera-carlo-teofilo_(Dizionario-Biografico)/.

Nel 2019 il palazzo è stato oggetto di un imponente restauro https://www.callegaroitalia.it/nproject/palazzo-martini-rossi/ e locato in parte ad uso ufficio https://www.openhousetorino.it/edifici/palazzo-rossi-di-montelera-promemoria/.

Descrizione La facciata, prestigiosa, presenta un repertorio eclettico neorinascimentale, che si apre su un atrio nobiliare. Il palazzo è sovrastato da un tetto alla francese scandito dagli abbaini delle mansarde o Mansart, dal nome dell’architetto francese François Mansart che iniziò a trasformare i locali del sottotetto in abitazioni di dimensioni ridotte segnalate in facciata dalla presenza di abbaini https://www.museotorino.it/view/s/d80dfc27775244129745d4d29d7defa7.

Notevole il portico passante, che permette di avere un’apertura prospettica attraverso il cortile interno arricchito da una statua femminile dell’artista Giacomo Ginotti il cui nudo fu considerato all'epoca alquanto ardito, eretto con scopo ornamentale ma anche per esprimere venustà e opulenza https://www.mepiemont.net/torino_pala2.html#rossi. Dal portico si può scorgere la palazzina Porta-Bava, al civico 46, a cui avevano lavorato nel 1825 l’architetto Gaetano Lombardi e l’ingegnere Alessandro Antonelli https://www.museotorino.it/view/s/e23aba30cef0425ba5e6d328f78aa145.

Note

Bibliografia Morgantini, Filippo, Camillo Riccio e la costruzione della città borghese. Formazione e professione nella Torino delle grandi esposizioni attraverso i disegni di Camillo e Arnaldo Riccio nella Biblioteca di storia e cultura del Piemonte, Provincia di Torino, Torino 2004 AA.VV., Mondo Martini: viaggio nell’unicità di uno stile, Sorì editore, Piobesi d’Alba 2005

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