Giove in doppiopetto è un film commedia del 1954 diretto da Daniele D'Anza e interpretato da Carlo Dapporto, ispirato alla omonima commedia teatrale di Garinei e Giovannini. È il primo film italiano girato in Cinemascope e uno dei primi film italiani a colori, girato con sistema Ferraniacolor. Il film inoltre ha delle sequenze animate, dirette da Vittorio Cossio e Gino Guida.
Trama Giove per il suo tremillesimo compleanno decide di festeggiare ritornando sulla terra sotto sembianze umane, a caccia di un'avventura piccante all'insaputa della moglie Giunone. Vi manda quindi in avanscoperta il fido Mercurio, perché gli cerchi una ghiotta occasione. In base alle notizie fornitegli dal suo messaggero, Giove decide di assumere le sembianze dell'on. Sartori, uomo politico sposatosi quello stesso giorno, prendendone così il posto per trascorrere alcune ore di piacere con la sua giovane moglie, Lia. Una volta sulla terra, Giove si scopre attratto dalle bellezze delle tante giovani mortali e la sua eccitazione è alle stelle. Non manca perciò di insidiare anche la giovane formosa contadinella Marianna.
Intanto però Giunone, avvertita dalla fedele Ebe (moglie di Mercurio), prepara la sua controffensiva: anche lei, all'insaputa del marito fedifrago, scenderà sulla terra per cercare di scombinarne i piani. Giove, attraverso furbizie e continue trasformazioni, mette in atto gran parte del proprio studiato disegno ma Giunone non è meno astuta ed è lei a determinare il finale a proprio favore. Quando Giove crede finalmente di essere rimasto solo con la bella Lia per goderne i favori, si accorge di trovarsi di fronte a Giunone e, sfumata l'avventura, non gli resta che tributare rassegnate lodi alla bellezza immortale della dea.
Produzione Gli interni del film furono girati a Torino, in un padiglione di Torino Esposizioni. Il regista inizialmente designato a dirigerlo era Riccardo Freda, che abbandonò il set il primo giorno di lavorazione: «A Torino ho fatto il regista di un film per un giorno. Un giorno soltanto, non ho resistito un minuto di più. Si intitolava Giove in doppiopetto, era stato uno dei cavalli di battaglia a teatro di un comico che non mi piaceva, Carlo Dapporto. Avevano chiamato me perché era il primo film italiano realizzato in Cinemascope. Siccome ero stato il primo a girare una sequenza a colori in Il tradimento, mi offrirono una buona cifra e così accettai. [...] Arrivai per girare ma Dapporto incominciò a fare le bizze: la scenografia doveva essere cambiata, i costumi erano così così, forse si potevano chiamare altri comici per rinforzare la storia [...] Lo sopportai per qualche ora, poi gli spiegai che era una nullità e che il film serviva solo a sfruttare il successo della sua commedia musicale e che io amavo girare in fretta e non perdere tempo. Quando lui iniziò a rispondermi, mi alzai e me ne andai. Feci la fortuna del mio aiuto Daniele D'Anza, che poi ha lavorato molto in televisione: il mio posto lo diedero a lui».
Gli interpreti furono gli stessi della commedia musicale, con l'eccezione di Gianni Agus, che a teatro impersonava Vittorio Santori; nel film quella parte venne assegnata a Carlo Dapporto, che ebbe un doppio ruolo.
Distribuzione Il film ebbe il visto di censura n. 18.742 del 28 marzo 1955, con il divieto ai minori di 16 anni, nella sua lunghezza originale di 2.780 metri. Ebbe alcune difficoltà censorie; venne richiamato in censura il 17 giugno 1955, dove furono effettuati quattro tagli, confermando il divieto il 27 luglio 1955:
eliminata la scena del letto, dove i protagonisti giocano a fare i gatti; ridotti i balli dei figuranti; eliminata la scena del divano ed il colloquio dello svestimento; eliminata la scena nelle due camere da letto nel finale del film.
Per diversi mesi, e con pari successo, il film e la commedia teatrale vennero programmate parallelamente nelle città italiane.
Il 26 febbraio 1998, con un nuovo visto di censura, il divieto decadde e il film venne giudicato visibile per tutti.
Note
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