Labbazia di Sweetheart (anche abbazia di Dulce Cor) era un edificio religioso della Scozia. Fondata nel XIII secolo dalla feudataria Dervorguilla di Galloway, è ancora parzialmente in uso.

Storia Nel 1268 morì John de Balliol, potente aristocratico inglese e marito di Dervorguilla di Galloway, una delle più importanti ereditiere del regno di Scozia. Molto legata al coniuge, Dervorguilla fondò l'abbazia di Sweetheart in sua memoria nel 1273, battezzandola "del dolce cuore" (appunto Sweetheart) perché vi fece tumulare il cuore imbalsamato di John de Balliol in una bara d'avorio. Sweetheart fu detta anche New Abbey ("abbazia nuova") per distinguerla dalla vicina abbazia di Dundrennan, dalla quale inizialmente dipendeva. Col tempo vicino all'abbazia si formò un villaggio, New Abbey, ancora oggi esistente a 10 km circa da Dumfries.

L'abbazia venne affidata ai monaci cistercensi, che ne mantennero il controllo fino alla riforma protestante. Nel 1289 vi fu seppellita anche la fondatrice. Nel 1292, con l'ascesa di re Giovanni di Scozia, figlio di Dervorguilla, l'abbazia divenne uno dei principali centri religiosi scozzesi, ma durante le conseguenti guerre d'indipendenza scozzesi fu più volte saccheggiata e devastata dagli invasori inglesi. Durante l'invasione inglese della Scozia del 1300, l'abbazia venne sequestrata da re Edoardo I d'Inghilterra, che la elesse a propria residenza. Fu rimessa in sesto durante il XIV secolo grazie al patrocinio del clan Douglas, soprattutto di Archibald Douglas, III conte di Douglas, che ne finanziò la ricostruzione. I monaci quindi, per autosostenersi, costruirono un mulino annesso all'abbazia.

Dell'abbazia rimangono poche tracce fino alla riforma protestante, quando assieme a tutti gli altri edifici religiosi britannici fu sequestrato alla Chiesa e lasciato andare definitivamente in rovina. L'ultimo abate cattolico Gilbert Broun fu esiliato nel 1605, e l'ultimo monaco residente morì nel 1624, lasciando quindi l'abbazia abbandonata. Nel 1731, cercando di sfruttare il sito religioso, vi fu istituita una parrocchia della Chiesa di Scozia, e un piccolo edificio all'interno del perimetro dell'abbazia fu rimesso in sesto a tale scopo.

Dell'abbazia restano molte delle mura perimetrali, e la struttura della chiesa centrale è ancora in piedi e in buono stato. Una delle torri superstiti dell'abbazia raggiunge i 28 metri d'altezza. Le rovine dell'abbazia sono aperte al pubblico. Il cimitero di Sweetheart è ancora in uso, e tra le sepolture più recenti vi sono quelle del diplomatico James Eric Drummond e della moglie.

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